Evviva l’Imperatore!

Il 15 novembre 1535 Carlo V passò per Sala Consilina (Sa), una cittadina che si affaccia sul Vallo di Diano , servito dalla A3, e nota con l’antico nome di Consilinum in epoca romana.

Dal 1994 si rinnova ogni agosto una Rassegna che ripropone la Rievocazione Storica dell’arrivo dell’imperatore e del suo numeroso seguito al rientro della vittoriosa spedizione in Tunisia.
Abbiamo notizie grazie ad un’opera di Costantino Gatta (“Memorie Topografico-Storiche della Provincia di Lucania”). Carlo V tornava dall’Africa ed era diretto a Napoli. Per l’occasione il popolo de “La Sala” gli preparò una festosa accoglienza con pantagruelici pasti.

Rimando qui per i dettagli.

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Per l’occasione si potranno ammirare portali in pietra e visitare gli antichi palazzi gentilizi (Vairo, Favata, De Vita) appositamente aperti al pubblico e la Grancia di San Lorenzo, storica dipendenza annonaria della Certosa di Padula, visitare il Museo Antiquarium, nonche le numerose Chiese (San Giuseppe, Sento Stefano, Sant’Eustachio, San Leo, Madonna del Monte) che mantengono inalterato il fascino di un tempo.

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Domus de loco sano? A Castellammare!

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Cosa è rimasto dello splendido carro di Villa Arianna, con le grandi ruote metalliche annerite dal fuoco? E poi i affreschi preziosi, le statue e il vasellame? Riportata allo splendore dopo un accurato restauro è tornata a fiorire la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia. In questo sito se ne possono ammirare delle immagini. In pratica si tratta di un complesso architettonico di fabbriche ubicate in posizione paesaggistica dominante. La ragione dell’esistenza di Quisisana è nel nome: “Domus de loco sano”, luogo accogliente per la salubrità del clima.

La sua costruzione si fa risalire alla fine del 1200; Boccaccio la menziona nel Decamerone.

Fino alla salita al trono dei Borbone(1734) son scarne le notizie sulla reggia.

Carlo III portò in dote le proprietà delle madre, tra cui anche il Casino di Quisisana, così era chiamato il palazzo, considerato come il sito reale più antico del regno. Soltanto nel 1758 però, sotto Ferdinando IV iniziarono una serie di lavori di restauro ed ampliamento: tutti i corpi di fabbrica vennero uniti in un’unica grossa struttura che assunse la forma di una “L”.

La fine del 1700 segna l’inizio di un periodo di splendore della reggia che raggiunse i 49.000 metri quadrati di struttura abitabile, su due livelli, disponendo di circa cento stanze, due terrazze e una cappella.  Fu proprio la presenza della reggia che Castellammare di Stabia divenne una tappa obbligata del Grand Tour, ed al suo interno il re organizzava spesso delle feste aperte anche alla cittadinanza. A seguito della fine della dinastica borbonica la reggia venne depredata da briganti di tutti i suoi arredi.


La mia terra


Un occhio alla “mia” rivista

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Un bambino raccoglie delle conchiglie sulla spiaggia. Sono le nove e trentacinque di mattina. C’è il sole e c’è un’unica nuvola a forma di banana nel cielo (in cinque minuti diventerà un croissant e infine, prima di disintegrarsi tristemente, due calici nell’atto del cin-cin).
Quel bambino, quella conchiglia dai bordi precisi e dall’incavo madreperlato, quella nuvola e quella sua incredibile trasmutazione, non c’entrano assolutamente nulla con la storia che vogliamo raccontarvi. In realtà la piccola storia ha come protagonista un amico di quel bambino che alle nove e quaranta, proprio quando la nuvola si stava ingrossando ai lati per divenire un cornetto, stava guardando rapito una televendita.

Così  principia l’Editoriale della rivista che dirigo.
Tra gli altri segnalo questo articolo intitolato “Scrittori si nasce, detective si diventa. Una breve “full immersion” nel poliziesco*.
Mi sembra interessante anche l’articolo di Lorenzo Battaglia: “Chi ha paura del poeta nero?Storia di uno Shakespeare a zonzo per Harlem”.


In ascolto del rombo…

Non nascondo che i fulmini mi mandano in visibilio ( meno i tuoni !) perchè durano frazioni di secondo e immagino la potenza che esibiscono.

Ma mi ha impressionato sentire un terremoto come quello del 2011 in Giappone. A voi che effetto fa?


L come lavanda

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Breve post autoreferenziale.
Stamattina altra raccolta di lavanda nel mio giardino. Vi ho piantato anche la salvia, il rosmarino, l’alloro, l’origano, la menta, la maggiorana, l’erba citronella, due alberi giovani di melograno ed un limone. Alcune piante servono in cucina; avete mai fatto le frittele di salvia? Provate! Oppure la usate nel sugo o nelle carni.
Le uniche non utilizzate in cucina sono l’erba citronella e la lavanda; entrambe le utilizzo,poi, seccate e inserite in sacchetti che confeziono all’uncinetto. La lavanda come la citronella tengono lontane le zanzare, per chi non lo sapesse.
Inoltre l’olio essenziale di lavanda è da secoli altrettanto noto per le sue proprietà curative in caso di scottature ed infiammazioni della pelle. Poche gocce, ancora meglio se diluite in un olio vegetale di base, come del semplice olio extravergine d’oliva, possono essere impiegate per strofinarle sulla pelle in caso di prurito causato dalle punture di zanzara al fine di ottenere un immediato beneficio.


Partecipa al decoro della tua città

Immagine.SeeClickFixNegli Stati Uniti, in Asia e in Europa sono moltissimi i Paesi che hanno adottato da tempo gli strumenti della Rete per creare un filo diretto tra cittadini e amministrazioni pubbliche.

Ciò che da noi sembrava ancora surreale, ha preso il via nel 2010 ed è partito però materialmente alla fine di luglio del 2011, quando lo staff di Maiora Labs ha lanciato un nuovo progetto partecipativo per le segnalazioni del degrado urbano.
Il portale, nominato “Decoro Urbano”, consentiva a tutti gli utenti di inviare la propria segnalazione tramite il portale e l’applicazione smartphone dedicata.

Dopo mesi di sviluppo e test, Maiora Labs è riuscita ad aprire un progetto per la segnalazione delle situazioni di degrado, che rappresenta un social network finalizzato a favorire il dialogo tra i cittadini e le Pubbliche Amministrazioni: è stato aperto in versione “open-beta”, che costituisce una versione di un software non definitiva, ma già testata dagli esperti, che viene messa a disposizione di un numero maggiore di utenti, confidando proprio nelle loro azioni imprevedibili che potrebbero portare alla luce nuovi bug o incompatibilità del software stesso. Il progetto è nato dopo uno studio delle realtà analoghe nell’ambito dell’e-government, tra tutte, le grandi community di SeeClickFix e MySociety.

Il resto lo si può leggere qua.


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