Buona visione


San Vincenzo al Volturno

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Ho tesaurizzato un link diversi mesi fa. Ora l’ho “riscoperto” e apprezzato in sommo grado. Lo ha scritto con mano sapiente Alessandro Di Muro dell’ Università della Calabria. 

Il contributo offre un panorama per me inedito dei secoli che vanno dalla guerra goto-bizantina ai longobardi. Nell’apporto si incontrano i fondatori degli ordini religiosi, lo spadroneggiare del bosco, luogo ambiguo e magmatico, la nascita di abbazie oggi dirute come San Vincenzo al Volturno. Il complesso sorge all’inizio dell’VIII secolo per opera di tre nobili beneventani, Tato, Taso e Paldo. Essi ” in una remota landa appenninica dell’odierno Molise donata dal duca di Benevento Gisulfo I, fondarono il celebre cenobio di San Vincenzo al Volturno, dove al loro arrivo era «ex utraque vero parte fluminis silva densissima, que habitacionem tantum prestat ferarum latibulaque latronum» dalla quale spuntavano, appena visibili, i resti un’antica chiesa dedicata al martire Vincenzo, nei pressi di una diruta villa romana: circa un secolo più tardi in quella «silva densissima» sorgerà una vera e propria città monastica, un cenobio tra i più potenti e celebri dell’Occidente cristiano”.

Per godersi la visita al monastero molisano consiglio la visione di questo video.


Consigli di … lettura

Segnalo la pubblicazione di un altro numero della rivista della quale sono direttore. Questo pezzo lo trovo interessante e lo consiglio. La settimana prossima sarà on line anche una mia recenzione su un romanzo di Lorenzo Beccati. Ne anticipo qua l’incipit.leone29
I romanzi permettono di compiere lunghi viaggi. “Pietra è il mio nome” , tanto per fare un esempio, si aggira tra i caruggi di Genova, caratteristici e stretti portici, vicoli ombrosi dai nomi curiosi e unici: Vico chiuso della Rana, Vico degli Stoppieri, Vico Boccadoro, Vico Cicala, delle Pietre preziose.
E’ infatti nel dedalo di viuzze del capoluogo ligure che si srotola il romanzo di Lorenzo Beccati, autore con Antonio Ricci di molti programmi di successo. Il romanzo si rivela un giallo intrigante dove non mancano tratti “noir”.
La trama si muove in lungo e in largo per la Genova del 1600, conducendo il lettore a conoscere anche palazzi nobiliari e mestieri, “melting pot” di una città sul mare che ha visto molti approdi e se ne è connotata. Protagonista è Pietra, che ama farsi chiamare Petra, detta la “tunisina” che passa per rabdomante e si sposta lungo i caruggi, termine derivante da quadrivium forse con l’apporto di “carro”. In parte disprezzata, in parte temuta, la protagonista del romanzo si trova implicata , suo malgrado, in un serie di assassinii. Il suo connotato di rabdomante è falso, come si scoprirà presto: Pietra è solo una ragazza con molto acume.


La “mia” costa in Tv

Stavolta una dritta a tutti per vedere il “mio” territorio in TV.
Domani “Sereno Variabile” manda in onda alle 17.00 la costa del Cilento (Sa).

Non so chi intervisteranno,ma vale la pena dare una occhiata!


Ecco un film di impegno sociale

Dal sito del SalinaDocFest apprendo di una produzione che a guardare il trailer mi è molto piaciuta. Così ne ho tratto una recensione. La si può leggere qua.

La trama si dipana attorno ad una giovane donna che tra le macerie di una città in guerra si prende cura del marito, ridotto allo stato vegetale da una ferita recente. Detto così sembra poco, se non fosse per la trasformazione che avrà luogo attraverso quel corpo inerte. Circondato dalla guerra in Afghanistan, l’uomo diverrà il suo silente confessore: la donna prende a rivelargli un pezzo alla volta le ombre di una vita insieme


Sii come…

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to be free

Sii come il tumulto delle spighe quando il grano viene arato; sii come la furbizia dei pesci: lesta e precisa; sii come i cerchi indecifrabili degli alberi quando vogliono occultare l’età; sii come il pensiero dei vecchi: acuto, onesto, breve; sii come l’acqua della sorgente: infinita, fresca, dissetante; sii come il canto degli uccelli: sacro, vago ed attraente; sii come il profumo delle lenzuola messe ad asciugare: terso, puro, curato; sii come la presenza dell’ombra: notturna tacita, paziente e fedele; sii come il lamento dei gatti: seducente, tenero ed originale; sii come il sosprio del tempo: immenso, mutevole, audace; sii come solo tu sai essere: irripetibile ed incisivo.

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“Downton Abbey” number six

Tempo fa mi ero affezionata ad una serie televisiva che trovo ancora oggi eccellente: “Downton Abbey“. Coprodotta da Carnival Films e Masterpiece per il network britannico ITV e per la PBS, televisione non-profit statunitense, la serie è stata ideata e principalmente scritta dall’attore e scrittore Julian Fellowes. Il prodotto è ambientato durante la fine dell’età edoardiana, dopo la morte di Edoardo VII, nella tenuta fittizia di Downton Abbey nello Yorkshire.
Per motivi di ascolti troppo bassi, ahimè, è stata depennata dai palinsesti con mio sommo dispiacere. Stasera ho letto che Julian Fellowes, scrittore e sceneggiatore Premio Oscar per ‘Gosford Park’, ha assicurato per il futuro: ci sarà una sesta stagione per la serie televisiva. Io non ho visto nemmeno la terza…e ho avuto un diniego quando ho chiesto ad una nota Casa Editrice di inviarmi il Dvd che pure avevano in catalogo. Mah!

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