Alchimie

Accoglienza?

Pubblicato su Articoli vari, Riflessioni by marzia su Settembre 12th, 2007

Dalla scansione di un articolo, pubblicato su “Italia Oggi”.

Accoglienza, la chiamano. Agl’immigrati, europei ed extraeuropei, non si riconosce il diritto di trovarsi un lavoro decente, quando c’è, ma quello di piazzarsi ai semafori con uno straccio per pulire i vetri o quello di prostituirsi sui viali. Ciò va sotto il nome d’accoglienza e persino di solidarietà.

È per questo che le frontiere devono essere «aperte», come vuole la sinistra radicale: perché ai bambini degl’immigrati, sempre in nome delle buone cause, sia consentito di chiedere l’elemosina e d’aggirarsi da soli, con una cassetta d’accendini e di fazzoletti di carta a tracolla, nelle strade cittadine, dove mai un deputato di Rifondazione comunista permetterebbe ai suoi figli d’avventurarsi. Ospitalità:
ecco come la chiamano. È una strana scuola di pensiero: la politica ridotta a merenda del Cappellaio Matto. Bertinotti e i suoi onorevoli (compreso Francesco Caruso, l’uomo che chiama assassini gli assassinati) pensano sul serio che la miseria del sottoproletariato immigrato si sia trasformata da disgrazia storica in un valore sociale da difendere contro tutto e tutti. Da progressisti che erano, sia pure alla loro maniera allucinata, sono diventati a tutti gli effetti dei regressisti, solidali con l’esatto contrario di ciò che un tempo tutelavano.
Demagoghi di scuola surrealista, ormai incapaci di distinguere il sonno dalla veglia, i massimalisti della politica abbracciano qualsiasi causa. In particolare, da quando le questioni di senso non fanno più problema, abbracciano le cause insensate, dall’antiglobalismo ai diritti dei lavavetri. Perché sarà anche vero, come sostengono il presidente della camera e i suoi neocomunisti in cachemire, che lavare i finestrini delle automobili non è esattamente un affare d’ordine pubblico (lo diventa, però, quando a lavare i vetri e a chiedere l’elemosina sono dei bambini). Non sarà un’emergenza criminale, come la mafia e la cattiva politica, però è una vergogna sociale, uno scandalo di fronte al quale sbiadiscono gli orrori del precariato e del lavoro nero, che pure tanto indignano Caruso e le altre anime belle della sinistra chic. A che scopo spalancare le porte della nazione a quanti poi vengono mandati allo sbaraglio in balia dei racket, della prostituzione e dell’indifferenza generale? Ma Bertinotti e i suoi comunisti da recita scolastica, invece d’essere i primi a protestare contro questa tragica deriva dei diritti, diventano i difensori e i campioni del degrado pubblico e dell’inciviltà: vivere come gatti randagi, nell’immondizia, correndo dietro alle monete da cinquanta centesimi, è bello e giusto. È il mondo alla rovescia, «bispensiero» orwelliano purissimo: i
«razzisti» non sono loro, che intendono riservare agl’immigrati un trattamento da non augurarsi neanche ai cani, ma quanti cercano d’estirpare la piaga dell’accattonaggio e della miseria nera, senza uscita.

Forse c’è persino un po’ di calcolo: lasciare che le periferie italiane si trasformino in una specie di paese del Terzo mondo potrebbe in futuro giustificare la loro presenza sul mercato politico, dove oggi sembrano superflui a tutti, persino a Francesco Rutelli e a Walter Veltroni. Ma accreditargli simili sottigliezze è troppa grazia. Conoscendoli, e li conosciamo, è impossibile riconoscere virtù machiavelliche ai maestri scacchisti della sinistra irrazionale. ( Diego Gabutti)

2 Responses to 'Accoglienza?'

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  1. Comicomix said, on Settembre 12th, 2007 at 7:39 pm

    Non sono un simpatizzante di Rifondazione. Anzi. Caruso mi è profondamente antipatico e le sue dichiarazioni demenziali.
    Non mi piace neppure il massimalismo. E molte tesi sull’immigrazione della sinistra massimalista non le approvo.
    Per questo, sinceramente, amica mia , questo articolo mi trova in disaccordo. Perchè è intriso di un massimalismo speculare a quello della sinistra “radicale”.

    Cosa dobbiamo fare, secondo questo signore, con questi poveri cristi? Se farli entrare non risolve i problemi (giusto), farli stare fuori serve solo a evitare di vederli, far finta di non sapere che essi esistano, m ci sono, magari anzichè al semaforo pronti a rubare per mangiare.

    Un sorriso affettuoso
    Mister X di COmicomix

  2. Roberto said, on Settembre 14th, 2007 at 7:25 am

    Diego Gabutti e’ un grande, lucidissimo come sempre. Lo seguo da quando scriveva su IL NUOVO nel 2001. Spero sempre che trovi posto in un giornale nazionale.

    Un saluto al grande Diego

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