I luoghi recano, nella toponomastica ma anche nel dialetto, tracce del passato: Porta Dogana, Via Attrizzi. Quanto sono andata ricostruendo per “Bellitalia” ad Eboli ha portato alla luce un frammento di storia del meridione che scalda il cuore. Nota solo quando è associata al romanzo di Levi, la cittadina del salernitano conserva e cela nel sottosuolo, fra le sue mura i suoi trascorsi. Le telecamere della Rai entreranno per la prima volta in una piccola grotta usata dai “trainieri” e , forse, in un’altra dove venivano serbate le derrate alimentari. Questi spazi che ho visitati mi hanno già dato i brividi : sono gravidi di storia.
Mi aspetta una grande emozione come al solito. Il dietro le quinte di un servizio televisivo ha un fascino che non so raccontare. Come non so narrare quella complicità e quelle sensazioni nate attorno alla scoperta della storia del mio territorio, attorno alle sue storie minime, e cresciute durante le riprese. Il 2 ci aspetta Minori, il 3 Valva ed Eboli. Minori sarà la ciliegina sulla torta però, e verrà montata per ultima perchè il grano sulla rotta per Napoli diventava là farina e ,poi, pasta.
Oggi Minori mi è sembrata di quella bellezza sorniona e discreta di una milady sicura di sè.
L’entusiasmo e la competenza con cui scrivi e ci fai partecipi delle tue emozioni è un regalo prezioso..te l’ho già detto ma mi piace scrivertelo ancora…ciao..^^
Beh come direbbe qualcuno la “denominazione” fa parte degli atti territorializzanti, ossia di quei processi attraverso i quali si costituisce un territorio. I nomi dei luoghi non sono mai casuali…
Conosco Eboli di passaggio e perchè ci abitavano due prozie (esistono ancora le prozie?). Il passaggio nella cittadina mi ha lasciata un pò confusa: caos, traffico e così via. Il leggere le tue righe mi incuriosisce e mi spinge ad andare oltre…