Ringrazio Simone che ,sotto il post precedente, mi ha lasciato questa perla accorata e di pregio, una memoria a lei dedicata da un esule iraniano. La evidenzio per tutti…
Resta, Neda, canta con la tua gente nelle strade, grida lunga vita alla vita! Abbasso la morte! Dì al sole di spendere. Dì al freddo di andarsene. Non te ne andare Neda.
Resta, Neda, guarda questa città, le fondamenta scosse dei palazzi, quanto sono alti gli aceri di Teheran. La ‘polvere’ ha reso l’aria irrespirabile per gli oppressori. Non te ne andare, Neda.
Resta Neda non avere paura, é il frastuono dei fuochi d’artificio, non dei proiettili, é la scintilla di un fuoco, noi siamo in fiamme, noi siamo il fuoco,Grazie ai manganelli e agli spari noi siamo fuoco ardente.
Non te ne andare, Neda. O Neda, o Neda respira, alzati, batti sulla gabbia, esci dalle sbarre.
Non te ne andare, Neda. Non te ne andare, Neda, aspetta, guarda oltre le nuvole. Sua signoria il Sole vuole che vieni anche tu, é proprio come te, ma non te ne andare, Neda.
molto toccante, brava.
Appoggiare e dare spazio agli esuli di tutto il mondo, ottima iniziativa Marzia…
E’ la solarizzazione più sincera e schietta che si pò dare ad un immagine conosciuta: l’anonimo esule (spero che come tale non rimanga, nè come anonimo nè come esule) nell’invocazione fissa ciò che sarà sua guida.
miao ammora _)