Ho appena terminato di leggere questo libro che consiglio non solo a chi apprezza entrambi i protagonisti di una tumultuosa e strana storia d’amore, ma la poesia di Dino Campana. Morto in manicomio, il poeta de “Canti orfici” si legò alla già famosa Rina Faccio, per lui “bella come un rêve“…
Questa è la breve “tranche” di una lettera del poeta alla sua amata.
“Sono andato di notte al mare. Avevo visto i monti pisani velati da cui sorge la luna di Dannunzio senza fuoco di cui leggemmo e due aeroplani che volavano sul treno. Mia vergine perché leggemmo D’Annunzio prima di partire? Nessuno come lui sa invecchiare una donna o un paesaggio. Mio amore come vuoi che ti ami? Pallida, con una via senza foco come con suo diritto il macchinista stinge il paesaggio e viola il cielo che non conquista?..[..]“
Per niente facile il compito dell’autore nell’interpretare nello stesso tempo le estensioni visionarie ricompattandole, da quel che si evince, nell’espressione immaginifica rilanciata dalla controparte in un elastico che sembra estendersi fino allo spasimo…
Che abbia trovato il mio libro per l’estate ?!? Ci faccio un pensierino, grazie cara Marzia
è una storia bellissima
non solo perché Dino Campana è un poeta grandissimo
ma anche perché Sibilla Aleramo è una donna davvero straordinaria per i suoi tempi.
grazie Marzia.
ciao
Sì, Margherita.
E io l’ho letta grazie all’iniziativa del “Book crossing” che conoscerai di nome certamente.
Prima di restituire il volume me ne son trascritti alcuni passaggi imperdibili.
Devo comprarlo.
Grazie a te d’ essere passata