Questa lirica di Carlos Trujillo, pubblicata dalla mia carissima amica Sil, mi ha snidata dalla pigrizia e mi son messa a cercare chi fosse il suo autore.
Ho scoperto una realtà stimolante,elaborata secondo scatti fotografici e, soprattutto, poesia. Parte è racchiuso in questo contributo tratto da Milton Rogovin (Fotografías), Carlos Trujilllo (Poemas), Nada queda atrás, Editorali Isla Grande, Cile, 2007. Il lavoro è opera di Alessio Brandolini e Ambra Laurenzi ai quali va il merito di una pagina ricca e di facile approccio che consiglio a tutti gli amanti della poesia e del Sud America.
Rimando qui chi intendesse approfondire la conoscenza di “Fili d’aquilone”.

Nel corso del tempo le fotografie spesso incontrano imprevedibili percorsi i cui risvolti culturali, umani e storici ne accrescono il contenuto e il valore, ad ulteriore dimostrazione che questo strumento, la fotografia, non è mai statico ma capace di rinnovamento.
ESOS OJOS QUE MIRAN di Carlos Trujilllo
¿Qué miran lo que miran esos ojos que miran?
Tantos planetas diferentes en este mismo mundo
Que a veces no sabemos lo que somos
Ni cuándo somos
Ni dónde
Ni quién se es.
QUEGLI OCCHI CHE GUARDANO
Che cosa guardano quello che guardano quegli occhi che guardano?
Tanti pianeti diversi in questo stesso mondo
che a volte non sappiamo se siamo quello che siamo
né quando siamo
né dove
né chi si è.
Di bruciante bellezza i versi da te riportati. Mi piace molto la chiusa (che a volte non sappiamo se siamo quello che siamo / né quando siamo / né dove / né chi si è). Emana un profumo sudamericano, questa poesia.
Ancora una volta, Marcello, dimostri la tua sostanziale differenza da tanti altri, amici o bloggher che siano…
Ti ringrazio di gran cuore.
ehi, ma che belle cose!
e hai anche cambiato look.
Bello questo template, mi piace proprio.
Scusa la mia latitanza, cara, ho avuto un pò da fare e nei ritagli mi sono occupata dell’uscita del mio libro.
appena posso ti chiamo, ho un pò di problemi che mi stanno angustiando.
ciao e Auguroni per il “nuovo” blog.
Ciao.

Ho scoperto da poco che Word Press da questa agli utenti nuova opzione. E l’ho colta al volo, intendendo cambiare di tanto in tanto immagine.
Sai che non so stare ferma.
Auguri a te per il libro nuovo.
Eccomi! Non sono riuscita a trovare l’immagine di cui mi hai dato il link, Google dice che non c’è. Ad ogni modo sono qui. E ho letto questa poesia meravigliosa. Voglio approfondire anch’io, non lo conoscevo, questo poeta.Devo ringraziare Sil, e ora anche te.Un abbraccio grande.
Me ne spiace perciò ci ho riprovato Riyueren ( poi me lo spieghi il significato del tuo nick, vero?).
Sil adorna di perle sempre nuove il suo spazio. E non cerca salotti più o meno compiacenti che finiscono,poi, per lasciarci asfittici, non credi?
Notte
Ciao! Poi, come sai, sono riuscita a vederla in tutta la sua bellezza di immagine e parole.
Il mio nick? Eh, me l’hanno chiesto un po’ tutti, da dove l’ho pescato. Ecco: si tratta di uno dei miei “pasticci”. Ero stata (ben 4 volte) alla mostra sulla calligrafia cinese organizzata da quelli che poi sono diventati miei amici, e cioè i fondatori del CELSO (centro ligure di studi asiatici). Insomma,tra le altre cose bellissime (poesie e scritti che ho riportato all’inizio di Innerland) c’erano esempi di ideogrammi, con vicino il significato. Ri= Sole Yue= Luna Ren= persona
Non ho fatto altro che metterli insieme. Secondo me, rendeva l’idea di come sono io. In realtà, solo dopo aver cominciato a seguire i seminari (splendidi) che tengono al CELSO, ho saputo che al massimo si assemblano due caratteri…Però è buffo: molti abbreviano il mio nick in Riyue: questo nome sì che esiste. Si legge Ming e vuol dire…Luminoso!!! Hai presente la dinastia Ming?…ecc…
Un abbraccio.
Son passata da te e ho letto la perla lasciata, un frammento di vita che è stato una gioia leggere.
Io di Celso conoscevo ( ma solo per averlo studiato) colui che, da filosofo, avversò il cristianesimo e ora grazie a te conosco una realtà culturale che mi interessa parecchio e tu sai perchè.
Insomma, ti dovrò chiamare Luminosa o discendente dei Ming?
Ricambio l’abbraccio