Segesta è una collina fra terra e paradiso, riflette le Eolie e risucchia i profumi selvatici che risalgono da Alcamo, da Tindari; nel silenzio avvolgente e notturno ti par quasi di risentire i passi dei Troiani che per prima ne calpestarono il suolo; se solo chiudi gli occhi e lasci vagare la mente ti par d’essere attorniato dalle anime di chi al tramonto, di faccia al mare, sentiva suo, e se ne straziava, il dolore eterno di Edipo, di Antigone.
Da quando il mio passo è “inciampato” in questo passaggio de “Il libraio di Selinunte” una ridda di riflessioni e di emozioni si sono affastellate, soffiando sulla mia inesausta curiosità.
E così mi son messa a cercare quest’angolo di Sicilia..

Ciao
grazie della visita e del commento.
Ti ho aggiunta ai feed per restare “tuned”
Sei righe o poco più e un intreccio impressionante di miti, territorio e cultura…wow.
Dev’essere un posto splendido….
Matteo, ti ho aggiunto ai contatti di Fb. Piacere di averti reincontrato.
Marcello, capita pure a me di emozionarmi ancora: il libro di Vecchioni ha avuto questo potere racchiuso in poche pagine, il che è grandioso..
Sì, Riyueren, sarà così: un giorno ci andrò e ti saprò dir meglio..
Ciao Marzia, intanto ti regalerò qualche foto del luogo che citi e poi volevo ringraziarti per aver ricordato il dolore eterno di Edipo e Antigone.
Inciampa più spesso e appaga sempre la tua vispa curiosità.
verissima
Va bene, gentile Verissima, attendo le foto promesse.
Grazie a te