Radio 3, ed in dettaglio “Il Terzo anello” , è ancora capace di stupirmi.
Ho appena scoperto varie puntate dedicate al Cilento, fruibili in modalità Podcast.
“CilentoNovecento” va in onda dal lunedì al venerdì dalle 23:00 alle 00:00. Il programma di Andrea Cedola vanta la regia di Daria Corrias.
Il Cilento è una sub regione a forma di penisola situata nel sud della Campania. Prevalentemente montuosa, è tuttavia incastrata tra due golfi, quello di Salerno e quello di Policastro. Gente di terra e d’acqua abita i suoi paesi. Si racconta una parte del secolo scorso proprio attraverso le parola di queste persone. I grandi eventi come li vive o li ha vissuti la gente comune. Chi se n’è andato e se ne va, per poi ritornare o per restare lontano. La Storia e le storie. Fatti pubblici in cui le vicende private dei cilentani s’infilano come spilli, capaci di tenere ferma la stoffa su cui sono ricamati i macroavvenimenti: la seconda guerra mondiale, l’emigrazione, la fame del dopoguerra, il boom economico, gli anni ‘80. E l’oggi. Un passato che si fa presente, con gli argomenti e le esigenze sempre somiglianti, mutati nella pelle uguali nella carne. Sono cambiati gli strumenti per pescare e la gente che pesca, ma ancora si va per mare. Sono differenti i mezzi agricoli, ma i contadini e gli allevatori vivono ancora a contatto con la terra. E lo stesso vale per tutte le persone che, ora come allora, continuano a occupare un posto nel Cilento ma ugualmente importante: la loro piccola penisola nella pancia della Penisola grande.
Tra le puntate “Il bar della stazione” narrante una Agropoli inaspettata, “Bocca salata e mani vuote” , e ,poi,“Acqua di cielo” dove il plot è scritto dalla pioggia,da sempre la grande nemica di chi vorrebbe “mettere la barca in acqua” tutti i giorni per lavorare.Nella puntata del 2 novembre la parola è affidata a due vecchi pescatori di Agropoli (affiancati dal figlio di uno di loro) rievocano settant’anni di vita trascorsa corpo a corpo con il Tirreno, in un periodo durante il quale metà della popolazione cilentana sopravviveva grazie ai prodotti del mare.
Marzietta mia, che cara che sei! E che pozzo di interessi!
. RITA.
Lo sai, vero, che ti stimo tanto e che ti porto sempre nel mio cuore?
Dalla Calabria con… furore!!! Un bacio
Rita carissima, calabrese appassionata,ho avuto il piacere di sentirti e non aggiungo altro qui se non un ringraziamento per le parole.
Un ottimo lavoro, ma se ci sono approfondimenti di tale calibro significa che c’è un sottobosco vivo e che ha interesse che la nuova storia si scriva e si perpetui nella conoscenza di se stessa. E voi per questo fate sempre molto, con passione, mentre qui nei paraggi (per me è un forte cruccio) molto meno…
… ed ho pensato all’eterno dilemma dell’acqua, che non viene mai raccolta, come energia, per tutto quel che scorre …
Simone, come ho già scritto ne son rimasta sbalordita.
Immediatamente mi son messa a cercarne l’autore.
Il programma dimostra il tocco del maestro oltre alla conoscenza intima del territorio che, a sua volta, sottointende una frequentazione abituale o quanto meno una assiduità.
Capisco bene il tuo cruccio…
Un bacio ti è dovuto