Marcello, ribattezzato Tienda rubia, ne aveva parlato in questo post. Grazie a lui, incuriosita, stasera me lo son gustato, inoltrandomi nel mondo dei cartoons in 3D, che non si traduce solo in effetti speciali.
La produzione, nello specifico, è lontana dagli archetipi cui ci ha abituata la fiaba di un tempo, quella studiata da Vladimir Propp per capirci.
Non è un cartoons con incanto infantile, quel territorio onirico vigile che la notte del riposo frammenta e censura.
Nè racconta piccole cosmogonie con il linguaggio semplice dei poveri; non è un mito nè una leggenda; non insegna la magistrale dottrina, che l’etica e la pedagogia indirizzano e caldeggiano, dell’essere bravi e buoni. La fiaba è la fiaba: compone in sequenza una schiera di eventi fantastici legati ad un filo che delinea il cambiamento del livello delle cose.
Quella sorta di fiaba, vista stasera, ha radici nella quotidianità Usa ( e non solo) con un anziano vedovo che cerca di difendersi alla meno paggio dall’avanzare di una civiltà turpe perchè senza anima, che si sottrae all’ospizio con una trovata geniale; con un ragazzino che vive un topos inesistente di “natura selvaggia” e poi vi si scontra. Due esistenze che nascono da una diversità, solo apparente, da uno scontro e poi si saldano per strada.
E , soprattutto, nel cartoons non c’è il buono separato dal cattivo: le parti si invertono ( forse invertire non è il verbo esatto, ma non me ne vengono altri in mente, per ora) ad un certo punto.
La fiaba c’è e la leggiamo riposta nel volo, nei colori della fantasia, del viaggio alla ricerca di un luogo sognato, anelato. Ma quel luogo delude e qua inizia la realtà. Del resto è nella realtà che ci son ragazzini ai quali si dedica poco tempo e li si affida a palestre e scuole di danza, anziani ai quali si tenta di sottrarre il terreno sotto i piedi,negando loro valore; nella nostra realtà ci son uomini che rincorrono sogni utopici che, poi, si rivelan mostruosità. Basta guardare i Tg o sfogliare pagine di rotocalchi. Ma una morale c’è in questa tavolozza di fantasia e realtà.
Indovinate un pò qual è…
Non so se la mia risposta è proprio quella esatta, non credo, ma ritengo che al di là delle modernissime tecniche di narrazione il messaggio sia rimasto quello che induce al rispetto di tutte le stagioni, della natura e delle esistenze.
L’animazione (in prevalente 3D studio Max credo) come meglio ci spieghi stavolta non è fine a sè stessa, e s’allinea ad un tempo attuale, con l’intenzione di rilanciare all’infinito. Io per il momento di questo lavoro ho visto solo dei trailers, ma conto di vederlo alla prima occasione possibile.
Un abbraccio Marzia carissima!
Beh, carissimo Simone, da quanto scrivi sembra che tu il cartoons lo abbia già visto!

Ad ogni buon conto, cerca di gustartelo perchè vale la pena.
Grazie dell’attenzione.
Un bacione
Sono lieto che il film ti sia piaciuto. Ma del resto, era naturale che ti piacesse, considerata l’assenza di snobismo del tuo approccio!!!
Beh, Marcello, ci siam capiti…e pure incontrati in un comune sentire intellettuale che , lungi dall’ergersi al di sopra di tanti, smanioso di superiorità e manie di grandezza e di superiorità, vuol capire e rendere un servizio.