Il Museo Tattile ad Ancona

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C’è un Museo speciale, questo, al quale desidero dare spazio. 

Ne ho motivo: esso è al servizio dei non vedenti.

Il Museo Tattile Statale Omero, allocato ad Ancona presso la Mole Vanvitelliana, nasce con lo scopo di colmare il vuoto nel panorama dei servizi culturali per non vedenti, ma anche per offrire uno spazio innovativo dove la percezione artistica passa attraverso suggestioni plurisensoriali extra visive.
Una via percettiva esclusa da quasi tutti i musei, un approccio all’estetica in gran parte ancora inesplorato dai non vedenti, nonostante la sua profonda valenza epistemologica.

Un museo che ha fatto dell’osservazione tattile il suo principale canale di conoscenza. Toccare volti, corpi, gesti, espressioni, scoprire volumi e prospettive attraverso le proprie mani.

Sua maestà la cucina

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I piatti della tradizione son tramandati di generazione in generazione. Si potrebbe dire che son conficcati nel DNA, pertanto, si tratta di beni rientranti nella cultura di un territorio e nella cultura in generale.

Ergo, sebbene l’enograstrononia abbia pervaso come la gramigna i palinsesti, non c’è da fare gli schifiltosi e gli snob ritenendo i piatti della nostra tradizione meno importanti di un quadro o di un castello.
Essi raccontano, se li si sa ascoltare.
Io ho tesaurizzato molti piatti tradizionali cilentani.
Qua , nel mio blog alternativo, ne racconto uno in dettaglio.
Le foto vengono dalla mia cucina.

Dal Molise in 3D

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Questa è la ricostruzione di quella che era l’abbazia di San Vincenzo al Volturno in Molise verso il quale in questo post manifestavo il mio interesse.

In questo sito on line si leggono diversi dati tra restauri ed affreschi ritrovati.

Agli scavi è stato interessato negli ultimi anni un dipartimento del “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, una eccellenza accademica nel Sud.

Dalle fonti emergerebbe che furono tre nobili beneventani a fondare il monastero che si erge in provincia di Isernia.

Non so se gli scavi procedono, ma mi piace invitarvi a vedere questo lavoro in 3D , San Vincenzo al Volturno – Epifania di un monastero, creato anche grazie alla competenza della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise e della Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli.

News

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News per i napoletani o chi si trova a transitare in città.
In occasione del Maggio dei Monumenti, quest’anno dedicato a Carlo di Borbone, le associazioni “I Sedili di Napoli” e “L’Officina delle Idee” hanno organizzato una grande sfilata di carrozze d’epoca del ‘700-‘800 napoletano.
La vetture antiche movimenteranno via Caracciolo fin dalla mattina.
Il tutto si delinea come un evento “regale” .

In dettaglio il percorso con partenza ( ore 9:30 ) dal Porto di Napoli, poi si proseguirà per Piazza Santa Maria di Portosalvo dalla quale si raggiungerà Via Depretis, Piazza Municipio, Via Cesario Console Via Santa Lucia, si giungerà quindi al Lungomare Via Partenope e Lungomare Nazario Sauro, per via Cesario Console si raggiungerà Largo di Palazzo (piazza plebiscito) per il gran finale con animazioni musicali in costume tradizionale.

Gli interessati potranno rivolgersi ad Alfonso Salsano, Presidente de “I Cavalieri della Pergamena Bianca”  o scrivere a: isedilidinapoli@libero.it

L’ Al di là sta qua

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Munita di un appeal riconosciuto a livello mondiale, l’area Flegrea attira i turisti come le mosche per la ricchezza storica attestata da vari siti come si nota dalla mappa.

L’area “ballerina” ha ispirato nel passato e in tempi recenti artisti, scrittori e finanche cineasti.

Ho “rinfrescato” un vecchio post e lo ripropongo.
Totò rimane immortale e maestro, non solo con ‘A livella

Alchimie

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Pozzuoli è sinonimo di Ade, e non solo per l’odore mefitico cui il nome fa riferimento.
Presso Pozzuoli è anche il lago di Averno, luogo dal quale sia Enea che Ulisse scesero negli Inferi; una porta per l’Aldilà. Parola di Virgilio e di Omero!
Da che mondo è mondo Pozzuoli e l’Aldilà hanno, perciò, un rapporto stretto.

Altre località hanno tentato di strappare il primato alla cittadina, ma senza riuscirvi. Tuttavia, l’ultima scoperta archeologica sembra far tremare questi asserti.
Questo è l’incipit di un mio articolo.
Per continuarne la lettura invito a cliccarequi.

p.s. nemmeno il cinema seppe resistere al fascino della solfatara di Pozzuoli. Una scena centrare di “47 morto che parla” del 1950 il barone Antonio Peletti, al secolo Totò, tirchio notorio fu spaventato dai suoi concittadini: gli fanno credere di essere morto e di trovarsi nell’aldilà.

Roberto Rossellini ritornò nel luogo nel 1954 con “Viaggio…

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