Le memorie, la memoria

Copio e incollo quanto ho ricevuto on line dall’Archivio diaristico nazionale.

Proprio in queste ore, nei giorni caldi del maggio di un secolo fa, centinaia di migliaia di ragazzi italiani partivano per il fronte della Prima guerra mondiale.

Anche il nostro Paese, a distanza di quasi un anno dallo scoppio della conflagrazione europea, decideva di prendere parte al più grande massacro che la storia avesse fin lì conosciuto. Anche il nostro Paese, conterà centinaia di migliaia di morti e altrettanti invalidi al termine delle ostilità.
Sin dalla fondazione avvenuta nel 1984 ad opera di Saverio Tutino, l’Archivio diaristico nazionale ha contribuito in maniera determinante a conservare la memoria della Grande Guerra in Italia, raccogliendo, catalogando e offrendo in consultazione al pubblico centinaia di testimonianze autobiografiche inedite di soldati e civili che hanno vissuto, sofferto e raccontato quel che è accaduto tra il 24 maggio del 1915 e il 4 novembre del 1918.

imagesDa oltre un anno, in coincidenza con le commemorazioni europee per lo scoppio del conflitto, l’Archivio ha dato vita a iniziative editoriali di vario genere per amplificare la divulgazione dei contenuti conservati in quelle preziose testimonianze, che nel frattempo sono giunte a sfiorare le 400 unità archivistiche, per un totale di circa 48 mila documenti.
Oltre alla pubblicazione del numero speciale di Primapersona L’Alfabeto della guerra  e del volume Avanti sempre nella collana Storie italiane de Il Mulino, un grande successo lo ha ottenuto il progetto realizzato il collaborazione con il Gruppo L’Espresso La Grande Guerra, i diari raccontano  il cui sito internet ha fatto registrare circa 150 mila visite di utenti unici in un anno, che hanno aperto circa 1 milione di pagine scoprendo contenuti autobiografici inediti sull’esperienza di vita, e di morte, al fronte.

Partendo da quel progetto online l’Archivio e l’Espresso hanno deciso di dare un seguito prestigioso alla loro collaborazione, realizzando “Cronache dal fronte”, una collana di quattro libri che dal 5 giugno, per quattro settimane, accompagnerà l’uscita in edicola dell’Espresso .


Di filo in filo

La lavorazione del legno, la conciatura delle pelli, l’arte di soffiare il vetro, son tante le attività nate dall’immensa creatività umana. Io mi son occupata della tessitura perchè ho incontrato grazie al web una realtà per me seducente ad opera di Marta Cucchia a Perugia.atelier-giuditta-brozzetti

L’ho sentita per telefono, poi l’ho intervistata, ricavandone un’ottima impressione e notevoli suggestioni.

Lascio l’incipit del mio articolo qui e rimando qui chi volesse approfondire.
Si può a giusto titolo definire figlia d’arte Marta Cucchia che a Perugia ha preso il testimone dell’attività familiare. Penelope sarebbe stata fiera di lei che sui telai crea opere ispirandosi anche a pittori famosi come il Pinturicchio. Una produzione, la sua, talmente di spicco che l’Atelier Laboratorio da qualche anno ha una location d’effetto ed è entrato nel sistema museale umbro.


Dal Cilento

A Stio nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano ancora si lavorano gli strumenti musicali di un tempo. Questo video non è recente, ma è esplicativo e funge da vicario fino a quando non realizzerò una mia intervista. Rimando qui chi volesse conoscere più da vicino l’attività creativa di Domenico Campitiello.


Dante su Radio 3

Se siete patiti di Dante, se volete festeggiarlo quest’anno che ricorre il 750esimo anniversario, se volete riempire qualche lacuna, questo è il sito Rai che fa per voi.
Il 22 maggio tutta l’Italia si inchina davanti al genio di Dante Alighieri. In occasione del 750esimo anniversario della nascita del padre della “Divina Commedia”, andranno in scena manifestazioni ed eventi in Italia e all’estero. Anche Radio3 celebra l’anniversario e rende omaggio al poeta con una selezione di pregiate proposte d’archivio e un nuovo programma in sei puntate, Dante 7.5.0., in onda il sabato dal 23 maggio al 27 giugno alle 18.00. 

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Un film per Salerno

Sabato iniziamo le riprese per un teaser riguardante il film “Gemma” tratto liberamente dal libro “Corte Nera”.

Nell’attesa i sopralluoghi sono irrinunciabili. Queste immagini scattate sul Castello di Arechi costituiscono l’ossatura del lavoro che sarà un giallo. Questo è l’incipit. Il giallo è ambientato nella Salerno medioevale.
Salerno anno 784 d.C. Il Principe Arechi con Adelperga e le sue dame di compagnia, sugli archi del maniero guardano, molto preoccupati, fuori dalle mura.
Sul lato nord del Castello i soldati longobardi, attentamente, montano la guardia. Gerperga, cugina di Adelperga, e suo fratello Adalberto si avvicinano ai reali per prendere commiato da essi in quanto Adalberto dovrà partire il giorno dopo per Brescia. Dopo qualche ora Lupo, il marphais delle guardie, viene ritrovato, dal principe Arechi, sgozzato nel corridoio antistante la sala della Cancelleria, prospiciente la biblioteca della reggia. Dell’omicidio viene subito incolpata Gemma, una giovane medica, allieva dell’archiatra ed amante di Lupo.


Musica allo Spirito Santo

Stavolta mi son dedicata alla musica. In una chiesa di Napoli si stanno tenendo concerti ad opera dell’Associazione “Mysterium Vocis” . Qui per leggere il mio articolo.

E qui per conoscere più da vicino questa compagine partenopea.

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Cilento, terra di migranti

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Anche quest’anno Campora (Sa) ospita il Cine Lab sulle mille facce del cinema, dalla scrittura alla fase di produzione e regia, dalla recitazione al montaggio. Luogo di incontro, creazione. 

Una delle responsabili, Francesca Fichera “actor’s coach” per inciso, mi ha chiesto di aiutarla quest’anno con delle idee sul Cilento. Le piacerebbe dedicarsi alle poesie in dialetto o ad un evento storico. E così mi son messa a cercare.
Vagola vagola, mi son imbattuta anche nelle fiabe. Ma su tutte mi piace lasciare una poesia sul migrare. Qui per la traduzione.

Quanno partisti
patre, ppe la Merica
a la ventura
‘nno respensorio ‘ncuoddo
Nui, zichi,
parìamo orfanieddi
spiersi inta la via.
La tofa re lo postale
tinìa e ancora tene
sapore re tofa re navi.
Inta la vigna
mogliereta s’accirìa re fatìa
ppe spenne
ddo fuoco re giuventù
ca inta re ardìa.
Ia ppe la casa
mammeta ‘nzallanuta
e li iuorni e la vita
le conzumava senza fantasia.
Quanno tornasti, patre,
roppo tant’anni,
come sponta ‘n ato fiore
a stiento
ppa lo milo
roppo ‘nna gelata r’abbrìli
accussì
spontarono tra re nui
le parole, li sguardi, le cunfirenze.
‘Ncasa nosta, a lo Ciliento
avìa fatto meno ranni la uerra! 


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