Passiamo le acque?

Mantengo fede alla promessa fatta qui e accenno al sito che consta di ben nove stabilimenti, ovvero nove magnifici palazzi in stile liberty o neo-gotico che son disposti attorno all’enorme Parco termale.

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Chi frequenta questo mio spazio sa quanto io sia patita di teatro e di cinema.
Bene, fatta questa premessa vi rivelo che se a Villa Lante nel viterbese sono state girate le riprese di “The young pope”, della prima serie tv diretta da Paolo Sorrentino, il Palazzo di Caprarola di Ariccia non è da meno.
Le Terme di Montecatini,poi, son state scelte da Paolo Virzì per “La pazza gioia” ( 2016) e nel 1988 per “Oci Ciornie, con un memorabile Mastroianni.

Poteva passare inosservata la bellezza delle  Terme Tettuccio, uno dei migliori esempi dell’architettura Art Decò italiana ??

La sua nascita risale al XVI secolo, ma il complesso subisce trasformazioni all’inizio del 1900,  ovvero quando vi mette mano, tra il 1916 ed il 1929, l’architetto fiorentino Ugo Giovannozzi.

Ma come nascono queste Terme di Montecatini? La domanda è più che lecita.

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Per l’origine dello sfruttamento termale bisogna risalire almeno all’epoca romana.

I romani sì che sapevano godersi la vita!

Ma prima di loro i greci come dimostra Ischia le cui acque termali erano da loro conosciute ed utilizzate per ritemprare lo spirito ed il corpo e come rimedio per la guarigione dei postumi di ferite di guerra: i greci attribuivano alle acque ed ai vapori che sgorgavano dalla terra poteri soprannaturali; non a caso presso ogni località termale sorgevano templi dedicati a divinità come quello di Apollo a Delfi.

L’antichità delle Terme di Montecatini è testimoniata da alcune statuette votive romane ritrovate nei pressi dell’attuale cratere delle Leopoldine

Al 1201 risale la prima notizia circa le Terme, quando vengono menzionate in una pergamena lucchese. Di poco successiva è una missiva con cui il famoso mercante pratese Francesco Datini, inventore della cambiale, chiede notizie al suo medico sulle acque giù usate da moltissimi pazienti, dal che si deduce che, già all’epoca, dovevano essere particolarmente rinomate.

Molise, regione cerniera

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Evidenzio questo post esaustivo e relativo al Molise, non solo perchè apprezzo com’ è stato raccontato, ma soprattutto perchè amo dare spazio alle regioni con minore visibilità.

Molise a colori

altilia-pastore-pecore-foto-michela-ciamarra.jpgIl territorio è la risultante di una rete di relazioni avvenute nel passato e al suo interno conserva un patrimonio culturale costituito sia da risorse materiali che immateriali, intendendo con questo termine le tradizioni culturali, i saperi e le conoscenze. All’ interno del territorio le comunità si riconoscono, si sentono in sintonia con il luogo. Il patrimonio territoriale è un patrimonio che è possibile incontrare lungo le strade, nelle città e nelle campagne. Una presenza capillare che fa tutt’ uno con le tradizioni, la lingua, la letteratura e l’ intera cultura.

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Udite, udite

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Non amo utilizzare il blog per farmi pubblicità, anzi lo detesto, ma ho ricevuto dalla Casa editrice una notizia e il mio entusiasmo  è giustificato.

Ho accumulato per oltre dieci anni informazioni sull’ Alto Cilento e sul Vallo di Diano (Sa).
Per pudore non ho mai voluto pubblicizzare questo mio testo con prefazione di Marco Hagge ( RAI 3), sebbene costi appena 2 e 99 ed è in formato digitale.
Mi hanno comunicato mezz’ora fa che ho accumulato di royalties nientepopòdimeno che 10 euro..
La notizia mi ha fatto riflettere: in effetti devo di più a queste mie ricerche dedicate ad un territorio che merita di essere conosciuto al di là degli stereotipi e dove ho scelto di vivere.
La foto in copertina è relativa a Roscigno ed è mia.

 

Semplicemente Salerno

Ecco una occasione per conoscere un pò meglio Salerno.

Nel 2012 con mio marito abbiamo fornito ben due consulenze con annessi supporti logistici a “Bellitalia”, RAI 3.
I servizi , dei quali avevo suggerito il plot, son relativi all’intenso quanto misconosciuto periodo longobardo della mia città natale e alla sua Scuola di Medicina.

Pausa pranzo a…Crema!

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Come potevo resistere e non evidenziare questo reportage relativo ad una città dal nome tanto goloso…

Culture For

Sabato scorso sono stata a Crema per un pranzo con un’amica che vive all’estero e così, per far fronte alla nostalgia dei saluti, ho deciso di per fare un piccolo giro nel centro storico di questa piccola cittadina prima di tornare a casa.

La prima tappa è stato il Duomo, il più antico luogo di culto della città rimesso a nuovo dopo un restauro terminato nel 2014.

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Le prime testimonianze riguardo all’esistenza di questa chiesa risalgono al XI secolo, come dimostrano anche alcuni resti rintracciati sotto il pavimento dell’attuale edificio. L’edificio romanico venne distrutto nel 1160 dal Barbarossa, che qualche anno dopo diede ordine di ricostruirlo il 7 maggio 1185. I lavori vennero però interrotti nel 1212, per poi riprendere nel 1284. La chiesa fu terminata nel 1340 ma negli anni si sono succeduti diversi lavori di modifiche e ampliamento. I restauri Ottocenteschi invece hanno riportato l’edificio alla forma…

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