Moderni amanuensi

cassio_1783008_669582Abituati a digitare su fredde tastiere, più o meno compulsivamente, mail e documenti, poesie e racconti, dimentichiamo che le basi della nostra civiltà son passate dalle mani degli amanuensi, ossia di quegli uomini che nel film celeberrimo “In nome della rosa” appaiono chini su scrittoi di legno e impugnano penne d’oca.

L’apice di questo mondo, forse, è raccontato dal personaggio romano di Flavio Magno Aurelio Cassiodoro, vissuto sotto il regno romano-barbarico degli Ostrogoti e successivamente sotto l’Impero Romano d’Oriente.

Fu lui a fondare nella natìa Squillace, in Calabria, il monastero di Vivario dedicato allo studio e alla scrittura.

Qui istituì uno scriptorium per la raccolta e la riproduzione di manoscritti, che fu il modello a cui successivamente si ispirarono i monasteri medievali.

Recanati, famosa per il Genio di Leopardi, ospita una istituzione che è quasi unica nel suo genere.

In questo link la RAI ce ne documenta a sufficienza.

 

Anticipazione

Mi piace moltissimo l’idea di creare un video per far conoscere un palazzo ed un periodo storico.. Trovo che la musica, le immagini e la breve descrizione nulla tolgano alle opere d’arte anzi…
È un sistema moderno e fresco per rendere l’arte e la storia fruibile ai più!

Così mi scrive in commento la carissima Tiziana.

Così, incoraggiata dai riscontri e conscia del ruolo che in questo odierno marasma riveste un approfondimento culturale, scelgo con cura il tema e le immagini del mio prossimo montaggio.

Nell’attesa lascio una anticipazione con una immagine sull’argomento che tratterò.

escribano

Quando le mani cantavano

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Ieri sera mi è capitato di leggere una disamina intelligente in tema di botteghe e di lavoro da Pietro.

Continuo sul solco che lui ha tracciato, rilanciando questo mio post datato.

Alchimie

faleUn mio precedente posttradiva il mio sfegatato interesse per gli antichi mestieri, ai quali son legati remoti ricordi infantili e film e documentari come questo che ho rinvenuto.

Sono mestieri che han fatto l’Italia, ma che nessuno ha provveduto a salvare.

Stavolta mi fermerò su un lavoro antico che parte dalla lana e diventa materasso.
Confesso che da bambina osservavo assorta questa trasformazione.

Vicino casa di mia nonna c’era una bottega ( veramente più di una bottega: il fabbro, il sediario, il falegname, il calzolaio, detto “solachianielllo” in napoletano).

Ogni bottega aveva un suo odore, una sua prassi…una sua clientela che era una famiglia quasi.
Ora non ci si pensa: i materassi di lana son in via di estinzione e hanno lasciato il posto a quelli ( più igienici) di lattice o a molle.
Rammento ancora la procedura utilizzata da mia nonna Antonietta.
Prima di tutto la lana…

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All’Avellana tra i libri emigranti

Rilancio un post vecchio solo di un anno.
Vi son luoghi che non cessano di esercitare su di me un fascino ineludibile.

Alchimie

Come anticipato, eccovi un video e un cenno sul Monastero di Fonte Avellana, situato nel comune di Serra Sant’Abbondio, nella provincia di Pesaro e Urbino. Sorge alle pendici boscose del monte Catria (1701 m.) a 700 metri sul livello del mare, l’eremo dalle antiche origini.

Data di nascita: fine del X secolo ( in dettaglio intorno al 980, ndr) ovvero quando alcuni eremiti scelsero di costruire le prime celle di un eremo.

La spiritualità di questi eremiti fu influenzata da San Romualdo di Ravenna, padre della Congregazione benedettina camaldolese. 

Segnalo uno dei gioielli del sito: la biblioteca.

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A volerla fu, nel 1733, l’Abate D. Giacinto Boni di Forlì, grande amante delle scienze e delle lettere.
La biblioteca ha una particolarità: i suoi libri emigrarono.

Per ben due volte i suoi scaffali di noce nel corso del sec. XIX rimasero vuoti.

Fu nel 1811, ossia con la Soppressione napoleonica che…

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