In stand by

Domani si fa festa per i nostri due san Nicola, senior e junior.

Nell’attesa del ritorno pubblico una melodia eseguita mirabilmente e donatami da un’amica. L’autore è John Dowland (1563-1626), compositore, cantante e liutista inglese.

Bruce Chatwin ed Eileen Grey

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A metà degli anni ’70 del secolo scorso un promettente scrittore intervistò l’architetto novantatreenne Eileen Gray nel suo studio di Parigi.
E notò una mappa della Patagonia che lei aveva dipinto.
“Ho sempre desiderato andarci” le disse Bruce.

“Anche io” rispose lei.
“Ci vada, al posto mio”.

Lui partì quasi immediatamente per il Sud America e appena arrivato a destinazione ne diede l’annuncio, insieme alle proprie dimissioni, al giornale, con un telegramma: “Sono andato in Patagonia”.

Alchimie

C’è un’arte nel nomadesimo? Forse sì, forse no.

Ma ascoltando quanto Giacomo Zito racconta in una puntata del suo programma “Destini Incrociati” di Bruce Chatwin ed Eileen Greypare proprio di sì.

Il primo fu scrittore, viaggiatore britannico, autore di racconti di viaggio e romanzi, che riempiva il suo moleskine con scrittura fitta fitta.

Il secondo era una architetto e designer irlandese sicuramente da annoverare tra i grandi che hanno contribuito alla massima espressione del Movimento Moderno negli anni Venti e Trenta.

Eileen iniziò la sua carriera impadronendosi delle tecniche della laccatura dei mobili (acquisite grazie al maestro giapponese Seizo Sugawara), per poi passare all’architettura e all’arredamento d’interni.

Un inglese colto, elegante e terribilmente irrequieto intervista una donna che ha fatto dell’irrequietezza il motore della sua carriera.

Da questo incontro l’uomo inizia il suo percorso di nomadismo che lo porterà a diventare il più grande scrittore di viaggi contemporaneo che…

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Santa Giulia, forziere di bellezza

Brescia

Le immagini del complesso benedettino di Santa Giulia stordiscono per bellezza e varietà.
Stiamo parlando di 14.000 metri quadrati di superficie con 11.000 oggetti esposti. Una curiosità: pesa 7500 kg il reperto più grosso.
Son 4160 reperti di scavi archeologici oltre ai 4000 pezzi donati da collezionisti bresciani.

Con i sigilli, i cammei, i fascinosi mosaici romani, i reperti funerari, le maioliche e gli avori, gli smalti, gli affreschi, i busti e le sue colonne, il Museo civico di Santa Giulia a Brescia accoglie e incanta con il fascino delle sue strutture architettoniche e le testimonianze dei secoli che hanno attraversato il territorio e l’Italia romana e medioevale, costruendone l’ossatura a tutti gli effetti.
Anno di nascita 753 d.C.
Monastero femminile di regola benedettina, il complesso venne fatto erigere dall’ ultimo re longobardo Desiderio e dalla moglie Ansa.
San Salvatore – Santa Giulia ricoprì un ruolo di primo piano sia da un punto di vista religioso che politico ed economico anche dopo la sconfitta inferta ai Longobardi da Carlo Magno.
La tradizione, ripresa dal Manzoni nell’Adelchi, vuole che in Santa Giulia si consumasse la drammatica vicenda di Ermengarda, figlia del re Desiderio e sposa ripudiata dell’imperatore franco.
“Essendo in quel tempo caduta in man de’ barbari la città di Cartagine, allor la Beata Giulia ne fu condotta via prigione, e sorte volle che venisse in servizio d’un certo Eusebio. Ma la venerabil Martire osservava i precetti degli Apostoli. Serviva al suo padron terreno e compiva il suo dovere d’umil serva, non come colei che ubbidisse al cenno d’occhi umani, ma come se tutti gli ordini fosser comandi dell’Eccelso Dio”.
Morì crocefissa Giulia…


Esemplare, la vicenda umana di Santa Giulia. Ce la riporta con dovizia di particolari un codice manoscritto serbato nell’archimonasterio di S. Remigio di Reims, capolavoro indiscusso del romanico francese dove venne scritta la grande storia dei manuali.

In memoria di Anas Basha

Aleppo e tanto del territorio siriano è sotto bombardamento da tempo.
Nel luglio scorso è stata colpita una struttura sostenuta da ‘Save the children‘ e ‘Syria Relief‘ nella provincia siriana di Idlib, zona sotto il controllo dei ribelli. Si trattava dell’unica clinica ostetrica nel raggio di circa 110 chilometri.
Nel nord dello Yemen venne bombardato perfino un ospedale di Medici senza Frontiere..

Quando si fermerà questa carneficina che insanguina il mondo???

In genere non lascio post simili, ma la morte di un ragazzo che prestava la sua opera ad Aleppo, facendo divertire i bambini ricoverati si aggiunge alle notizie che ci schiacciano da tanto tempo..

E’ Anas Basha, ventiquattrenne operatore sociale di 24 anni.Per mesi ha cercato di far ridere i bambini orfani e traumatizzati dal conflitto, travestendosi per loro da clown. Anas aveva scelto di rimanere nella parte est assediata della città.

Io volgo lo sguardo al cielo e prego con la voce di un indimenticabile …