Io leggo perchè…

Il 23 aprile alle ore 21.05 #ioleggoperché sarà protagonista di un grande show televisivo in diretta da Milano. Pierfrancesco Favino, storyteller di eccezione, ci accompagnerà attraverso un lungo e appassionante viaggio nella lettura insieme a molti ospiti scrittori, musicisti e attori.

Il 23 aprile è la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Il 23 aprile 2015 in Italia sarà il giorno di #ioleggoperché, un’iniziativa dell’Associazione Italiana Editori in cui i protagonisti sono i libri e i lettori.

L’obiettivo è di stimolare chi legge poco o chi non legge: parliamo di ben più della metà degli italiani.

Abbiamo deciso di incuriosirli, con l’aiuto dei lettori.

Abbiamo deciso di farlo in modo originale ed efficace.

Abbiamo deciso di mettere al centro di questa iniziativa i libri, le persone, tutti gli organismi e le iniziative che hanno a cuore la lettura e, in generale, la cultura.


Bella è l’Italia!

C’è una trasmissione, questa, fruibile anche in podcast, che non è molto pubblicizzata. Va in onda alle 11 del sabato mattina, relegata in un orario impossibile, in pratica! Per questo non ha uno share di ascolti da brivido ed è un peccato.

Conosco come lavorano in redazione e da vari anni e le dedico ancora un post perchè acquisisca qualche utente di più. Con il coordinatore Marco Hagge ho realizzato ben 15 servizi qui in zona e ho potuto apprezzare il suo valore e quello della sua squadra.
Nell’ultima puntata andata in onda sabato scorso abbiamo potuto conoscere la storia fascinosa di un borgo della Liguria, della fortezza di Borghetto sul Mincio, di Villa Rosebery complesso monumentale, uno dei principali punti di riferimento del neoclassicismo a Napoli che ospita il Presidente della Repubblica e varie altri “dettagli ” della penisola.
Immagine


Lecce sorprendente

Chi doveva mai dirlo alle suore francescane del 1500 che il loro convento nascondeva una tomba Messapica ed una stanza di epoca romana?
E’ successo a Lecce. Si iniziano i lavori per una trattoria e si scoprono tesori archeologici. Ora il sito che è arrivato persino sul New York Times è divenuto Museo. Capita solo in Italia! Nel Museo si possono ammirare piu` di 2000 anni di storia. Qua per un tour in 3D.03

Copio e incollo dal sito: sono state recuperate, rese visibili e visitabili dei vani cantina, un pavimento presumibilmente di epoca messapica (V sec. a.C.) con dei fori circolari scavati nella roccia che servivano per la costruzione delle capanne, una grande cisterna scavata in roccia a sezione campaniforme a pianta ovale risalente al XV-XVI secolo, un`altra cisterna a pianta rettangolare, un ampio silos a pianta circolare utilizzato per conservare grano e derrate in epoca medievale .

Gli scavi hanno dato luce a resti di una struttura muraria, una vasca a pianta circolare, un`altra cisterna molto ampia, un pozzo profondo 10 metri dal quale si puo’ vedere l’acqua del fiume Idume, una cisterna a pianta quadrilatera, una vasca rettangolare e numerosi anfratti scavati in roccia. Tra le opere scavate in roccia si puo` ammirare una piccola tomba di bambino, una tomba grande comune , un essiccatoio in roccia usato per decomporre i morti, un tratto di strada sotterranea che collegava l`edificio ad altri siti. Si possono ammirare ancora molti reperti ceramici e murature parlanti che raccontano storie, sentimenti e memorie


About gli Uffizi

Visitai gli Uffizi quattro anni fa ricavandone una riflessione: ha senso una sorta di “supermercato” sebbene raffinato dove le opere son “ammucchiate” in poche sale?? Sono nate per volontà dei signori e ora vengono fruite, malamente secondo me, da noi tutti.
Ad ogni buon conto lascio qui un link per dare una occhiata al sito fiorentino con una guida illustre.

Immagine


Lassù sulle montagne….

thb_142831742101

Scegliere oggi sembra un’utopia, inscatolati come siamo da orari e prassi. Eppure c’è chi ha scelto la sua vita, come condurla e dove, e la snocciola come vuole da vent’anni. Certo, occorre determinazione, avere le idee chiare e la passione, ma non è impossibile scegliere. Gabriella Berlanda appartiene al manipolo di chi ha scelto la montagna, e non per le vacanze. Questa quarantenne tenace vive da due decenni ad Alagna Val Sesia, praticamente in provincia di Vercelli, terra del riso. Una vita intensa la sua che l’ha portata a crearsi anche un blog dove condividere hobby e interessi con il mondo e raccontarsi. Andando su http://www.passionemontagna.com/ la si può conoscere e frequentare. Noi l’abbiamo sentita al cellulare e ci siamo fatti raccontare un po’ la sua vita.

Per il resto del mio articolo rimando qua.


About Umbria e le sue lenticchie

10647066_10152888196917561_2671764002602858663_n

Rimango in Umbria dove son già con la fantasia, dovendo partire il 22 p.v.
Pare che questa immagine riproduca la fioritura delle lenticchie di Castelluccio. Io le assaggiai grazie ad una nipote di mia suocera che vive in zona. Scavo nel web e che scopro? Che nel posto chiama “lénta” il prodotto rappresentativo del paese per eccellenza. L’uso di questo legume è antichissimo come dimostra il ritrovamento di semi in tombe neolitiche datate 3000 A.C. L’operazione di raccolta si chiama “carpitura”.

E ora copio e incollo una ricetta a base di lenticchie. Buon appetito!
ZUPPA DI LENTICCHIA ALLA CASTELLUCCIANA

INGREDIENTI piatto unico per 4 persone:
350 gr. di lenticchia, 8 mezze fette di pane tostato, 1 spicchio d’aglio, 1 costa di sedano, sale, olio extra vergine.
Preparazione
Mettere le lenticchie in una pentola , aggiunge acqua fredda quanto basta per coprirla bene, 1 spicchio d’aglio e la costa di sedano tagliata a cubetti. Portare ad ebollizione a fiamma vivace, quindi abbassare la fiamma in modo che l’acqua bolla lentamente. Al momento che occorre altra acqua, aggiungere sempre acqua bollente altrimenti si ferma la cottura delle lenticchie.
Dopo circa 30 minuti di bollitura aggiungere il sale e portare la lenticchia a fine cottura facendo rimanere un po’ d’acqua di cottura. Mettere in una scodella due fette di pane tostato versare la lenticchia con il brodo di cottura, attendere una decina di minuti, aggiungere un cucchiaio d’olio extra vergine e servire.

Digital Camera


Un gioiello nel cuore di Italia

Stavolta un post autoreferenziale.
Il giorno della Liberazione per me sarà un giorno unico: si sposa mio figlio Emanuele. La cerimonia avverrà a Portogruaro in Veneto. Lei si chiama Elena ed è una ragazza alacre e affettuosa, che ha imparato perfino a cucire. Il vestito da sposa se lo è confezionato da sola come pure le bomboniere e le partecipazioni. L’iniziale progetto di partire il 23 è stato mutato: lasciamo casa il 22 e facciamo sosta ad Orvieto. Mille chilometri sono davvero troppi e abbiamo bisogno di una pausa. Siamo stati già ad Orvieto e abbiamo visitato lo splendido Duomo. Due parole desidero spenderle per questo sito meraviglioso.
images

A parte la reliquia del miracolo di Bolsena, la Cattedrale di Orvieto è celebre per gli affreschi del beato Angelico, ossia il frate domenicano Giovanni da Fiesole che aveva già lavorato per il papa ai Palazzi Vaticani.

Attenendosi ad un programma iconografico incentrato sul Giudizio Universale, egli eseguì i disegni della crociera sopra l’altare, dipingendo, insieme ai suoi aiuti Benozzo Gozzoli e Pietro di Nicola Baroni di Orvieto, soltanto due vele: Cristo Giudice ed i Profeti; alla bottega dell’Angelico è da attribuire anche la decorazione dei costoloni con motivi floreali e vegetali e delle cornici di riquadratura delle vele con ritratti all’interno di medaglioni.19_3_02
Alla fine dell’estate del 1447 i lavori si fermarono: il frate fu richiamato in Vaticano da Nicola V.

Dopo lunghe trattative con vari artisti, in particolare col Perugino, l’Opera stipulò, nel 1499, un contratto con Luca Signorelli, noto per la sua abilità nell’eseguire figure umane, allora impegnato a Monte Oliveto Maggiore nella decorazione del chiostro del convento.
Portata a compimento la decorazione delle vele della prima campata iniziata dall’Angelico (Apostoli e Angeli con i simboli della Passione), il Signorelli, attenendosi al tema prestabilito, eseguì, insieme ai suoi aiuti ( tra cui il figlio Antonio), le pitture della volta verso l’ingresso, dopo averne realizzato i disegni (1499-1500).
Per ulteriori dettagli rimando qui i lettori.


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 344 follower