Dal mare una pesca miracolosa

Dedico agli amici, appassionati dell’antichità e della storia, questo boccone creato di fresco per il POF a scuola.

Siamo nel 1930 quando fu ripescata questa magnifica testa di bronzo.E’ Apollo. Dalla fattura si è ipotizzato un artefice “doc”. Ve ne parlerò al più presto. Questo non è certo l’unico reperto di valore che testimonia la storia e il ruolo della città e del territorio.

Prima di Salerno c’è stato un abitato . Era un crocevia, un coacervo di etnìe. Oggi denominato Fratte, centro antico che si trova a monte della città, in una favorevolissima posizione geografica.
Costituiva, in pratica, un’area di transito obbligato, una sorta di snodo viario verso la piana del Sele ( Paestum per capirci) a sud, l’agro nocerino-sarnese a nord-ovest e l’avellinese a nord-est. A favorirne il decollo furono : la sua collocazione piuttosto all’interno, in una zona pianeggiante e fertile, la vicinanza del fiume Irno, la cui foce funzionò probabilmente da porto. Siamo nel VI sec. a.C. e Fratte emerge, nel pieno della presenza etrusca in Campania. L’intensificazione dei rapporti con l’Etruria convive con la recezione dei fenomeni di maggiore ellenizzazione tramite il contatto con i centri greci costieri. Lo si evince dalla documentazione materiale (vasi attici, vasi di bucchero e di bronzo di tipo etrusco).
Una posizione conflittuale la presenza etrusca verso l’ambiente greco. Essa si chiuderà dopo l’inizio del V sec. a.C., con la battaglia di Cuma del 474 a.C. dando inizio all’irreversibile declino etrusco. Non a caso anche il centro antico di Fratte subisce la cosiddetta “invasione sannitica”, ossia la lenta penetrazione verso la costa, dalle zone interne e montuose del Sannio, delle popolazioni sabellico-sannitiche.

Esse già da tempo erano entrate in contatto con il mondo greco dell’Italia meridionale, dando vita ad un processo dinamico tale da generare notevoli trasformazioni anche nel loro stesso ambito comunitario.