Gli inglesi di Ravello

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A Ravello, tra gli altri, approdò dall’Inghilterra il gruppo di Bloomsbury, che nacque nel 1907 nella casa di Virginia Stephen (poi Woolf) e di sua sorella Vanessa, dove la famiglia si era spostata dopo la morte del padre.
Una premessa si rende necessaria.
Il quartiere di Bloomsbury era abitato da artisti e intellettuali.
Per inciso ” to bloom” significa fiorire.
Del gruppo facevano parte parte, tra gli altri,E.M. Forster.
Le opere dello scrittore inglese si sono prestate a riuscite produzione cinematografiche.

In ordine cronologico: “ Passaggio in India ( 1984, regia di David Lean), poiCamera con vista” (1986, regia di James Ivory), “Maurice” (1987, regia di James Ivory) eCasa Howard” (1992, regia di James Ivory).
Grande influenza, sul gruppo,la esercitarono la lettura e la discussione di opere come i “Principia ethica” (1903) di G.E. Moore, i “Principia mathematica” (1910-1913) di Bertrand Russell e A.N. Whitehead.
Era un gruppo illuminista, elitario, umanista, con stretti legami interni, simile all’indole dei suoi esponenti.
I suoi membri erano fortemente critici verso i periodi Vittoriano ed edoardiano nelle loro costrizioni religiose, artistiche, sociali e sessuali.
Un altro tratto connotato di Bloomsbury era l’ amore per l’Europa meridionale. Ravello fu meta per questo gruppo che si fermava all’Hotel Caruso.

 

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Ozio creativo

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A Ravello viveva il marchese GiamBattista Manso,un vero e proprio maestro di vita. Il tempo libero è un’arte. Il marchese Giambattista Manso, gentiluomo della Costiera, seppe coltivare tra i primi questa categoria dello spirito.
Superando il concetto di tempo libero, lui trasformò un tratto che sarebbe diventato un tratto antropologico di Napoli e della Costiera, capace di attirare da tutto il mondo intellettuali alla ricerca di pace senza tedio. L’ozio creativo consisteva nella capacità, accortamente coltivata, di ibridare il lavoro con lo studio e con il gioco per ottenere – insieme – benessere, sapere e giovialità.
Nel 1611 il  nostro Marchese fondò l’Accademia degli oziosi, di gran lunga superiore, per originalità e lungimiranza, a tutte le altre accademie allora in voga, connotata dal motto geniale “ Non pigra quies “. I letterati ammessi a farne parte – tra cui anche lo stesso Viceré spagnolo- erano tenuti a dimostrare un’accorta distribuzione settimanale dei propri carichi di lavoro,tale da salvaguardare le pause indispensabili all’introspezione, all’amicizia, al gioco,all’amore, alla convivialità, alla contemplazione della bellezza. Ovviamente l’idea stessa di proporre l’ozio creativo come un’arte virtuosa non poteva evitare la rotta elisione con i cultori bigotti del lavoro per il lavoro. GiamBattista Manso sarebbe rimasto a lungo nel carcere di Castel Capuano( dove vene rinchiuso a causa dei nevrotici benpensanti) se lo stesso Viceré non lo avesse aiutato.