Levi e il drago

Sollecitata dalla mia amica Serenissima pubblico un sunto della storia del drago, appena citata nel post precedente.Lo copio/incollo dal web, ripromettendomi di aggiungere ,di mio pugno, altri dettagli.

Nella chiesa vi è un quadro nel quale è dipinta l’effigie del feudatario locale. Vestito da guerriero,è rappresentato nell’atto di uccidere un gran drago. A questo quadro si collega la leggenda che lo vuole vincitore del drago che infestava le campagne. Nel  pericolo invocò la Vergine di Orsoleo, in onore della quale poi eresse il monastero.

“Di là dall’Agri su una prima fila di colline grige, sorgeva bianco Sant’Arcangelo, il paese di Giulia, e dietro, più azzurre, si levavano altre colline ed altre ancora, schierate più indietro, con dei paesi vaghi nella distanza, e più là ancora i borghi degli albanesi sulle prime pendici del Pollino, e dei monti di Calabria che chiudevano l’orizzonte.
Un po’ a sinistra, appariva a mezza costa di un’altura, il biancore di una chiesa. Qui usavano convenire in pellegrinaggio le genti della valle: era un luogo di molta devozione, sede di una Madonna miracolosa. In questa chiesa erano conservate le corna di un drago che infestava, nei tempi antichi, la regione. Tutti, a Gagliano, le avevano vedute. Io purtroppo non potei mai andarci come avrei desiderato.

Il drago, a quello che mi raccontarono, abitava in una grotta vicino al fiume, e divorava i contadini, riempiva le terre del suo fiato pestilenziale, rapiva le fanciulle, distruggeva i raccolti. Non si poteva più vivere, in quel tempo, a Sant’Arcangelo. I contadini avevano cercato di difendersi, ma non potevano far nulla contro quella bestiale potenza mostruosa.
Ridotti alla disperazione, costretti a disperdersi come animali su per i monti, pensarono infine di rivolgersi per soccorso al più potente signore dei luoghi, al principe Colonna di Stigliano. Il principe venne, tutto armato, sul suo cavallo, andò alla grotta del drago e lo sfidò a battaglia. Ma la forza del mostro, dalla bocca che lanciava fuoco e dalle enormi ali di pipistrello, era immensa e la spada del principe pareva impotente di fronte a lui. A un certo momento, quel valoroso si sentì tremare il cuore, e stava per darsi quasi alla fuga o per cadere fra gli artigli del drago, quando gli apparve, vestita di azzurro, la Madonna, che gli disse con un sorriso: – Coraggio, principe Colonna! E rimase da una parte, appoggiata alla parete di terra della caverna, a guardare la lotta.

A questa visione, a queste parole, l’ardimento del principe si centuplicò, e tanto fece che il dragone cadde morto ai suoi piedi. Il principe gli tagliò la testa, ne staccò le corna, e fece edificare la chiesa perché vi fossero per sempre conservate”.

C. LeviCristo si è fermato a Eboli, Torino, Einaudi, 1977, pp. 96-97.

La Lucania di Carlo Levi

Per la Mondadori mi occupai di questo complesso monastico sito in Sant’Arcangelo (Pz).

L’orso e il leone rampante ai piedi della quercia. In alto la Madonna e il bambino benedicente.Ha lo sguardo fisso ,la ”Protettrice del popolo”,come la vuole una delle interpretazioni più accreditate.

Padrona di casa di un’Abbazia,erta e isolata sull’altura a controllo del Sinni e dell’Agri.Santa Maria d’ Orsoleo,affidata alle cure dei Frati Francescani Minori Osservanti. Dal suo confino ,la limitrofa Aliano, Carlo Levi la vedeva. Conosceva la leggenda del drago abitante presso il fiume,la ”bestia di acqua” di Sant’Arcangelo.Nel “Cristo si è fermato ad Eboli” tutti i dettagli della fola, ereditata per generazioni come un corredo.

Superata la dorsale appenninica che separa Campania da Lucania, ci si tuffa nella Val d’Agri.Terra di contrasti , questo ‘antipasto’ di Lucania. Lasciati alle spalle gli impianti sciistici del monte Volturino,il paesaggio cambia. La ridondanza di boschi cede il passo ad un “look”  decisamente più scarno e brullo. Affacciato sulla SS 598 , Marsico nuovo esibisce un campanile aguzzo e puntato al cielo come un indice.All’altezza del lago artificiale del Pertusillo un altro cambio d’abito: lo sguardo naufraga su una distesa di acque.Grumentum è alle porte : i resti dell’Anfiteatro e l’area archeologica sono imperdibili  come il Museo dell’Alta Val D’Agri,poco più in là.

Un rosario di paesi: Montemurro,luogo natale di Leonardo Sinisgalli,Gallicchio,Aliano,con la casa di Levi confinato e la sua tomba.

La Biblioteca secondo l’Alberti

Al primo posto c’è la pittura di una donna dall’aspetto incredibile. Ha un’unica cervice ma in essa confluiscono molte e diverse facce: senili, giovanili; tristi, allegre; gravi, facete, e simili. Ha parimenti due sole spalle ma da essa discendono parecchie mani: alcune trattano penne, altre una lira, altre gemme cesellate con eleganza, altre pitture e sculture, altre strumenti matematici, altre libri. Sopra la donna c’è un iscrizione: “Madre Umanità” (L.B. Alberti, Intercenales, Picture).

Così l’Alberti presenta la sua idea di cultura umanistica e di biblioteca. Nel suo De re aedificatoria  il Nostro delinea l’architettura, la iconografia stessa di una biblioteca nella quale non devono mancare sfere armillari nè strumenti tecnici della scienza e dell’arte. Essi devono alternarsi ai libri.   Creato dall’Alberti  è l’occhio alato che  rappresenta l’occhio dell’Alberti aperto, in modo attento e curioso, sul mondo del sapere.

L’Alberti nacque figlio illegittimo, ma ebbe una vita intellettuale così brillante da meritarsi le amicizie e la stima dei potenti, dello stesso Papa che in una bolla del 1432 rimosse l’ostativa di illegittimo, all’epoca indispensabile per i figli naturali per l’accesso agli uffici e alle cariche ecclesiastiche. Presso la Curia romana divenne scrittore apostolico. In quegli anni fu il luogo primario dell’esistenza dell’Alberti,sebbene da lì il grande umanista si allontanò frequentemente per prestigiosi rapporti culturali e di lavoro.

Mare

Per chi ama viaggiare. Per chi ama il mare..il sogno, i colori vividi. Per chi ama sentirsi libero, chi ha nostalgia delle ferie, chi ha nostalgia di infinito >>>

E’ un preview ..bisogna accontentarsi delle dimensioni..aprite le casse!