Cohen forever

Ringrazio lei per avermi fatto conoscere questa lirica di Leonard Cohen:

Vivi come un Dio
da qualche parte dietro ai nomi
che ho per te;
il tuo corpo è fatto di reti
in cui si è ingarbugliata la mia ombra;
la tua voce è perfetta e imperfetta

come petali dell’Oracolo

in una massa di margherite.
Onori il tuo Dio
con bruma e valanghe
ma tutto ciò che ho
è la tua religione senza promesse
e monumenti che precipitano
come stelle su un campo
dove dicevi di non aver mai dormito.
Sagomandoti le unghie
con la lama d’un rasoio
e leggendo l’opera
come un Libro dei Proverbi
che nessun uomo scriverà per te,
una membrana smessa
della voce che usi
per avvolgere il tuo silenzio
si lascia trasportare tra noi due dalla forza di gravità
e qualche meccanismo
della nostra vita quotidiana
le imprime sopra una domanda ordinaria
come il Padrenostro innalzato
su una moneta laminata.
Già prima di cominciare a risponderti
so che non mi starai ad ascoltare.
Siamo insieme in una stanza,
è una sera di ottobre,
nessuno scrive la nostra storia.
Chiunque ci trattenga qui nel mezzo di una Legge,
lo odo ora
lo odo respirare
mentre decora magnificamente le nostre semplici catene.

Il Podcast, la mia salvezza

Ho stima di  quest’uomo. Lo credo un buon testimone. Di lui sto ascoltando vari interventi e devo dire che non cessa di stupirmi la sua profondità di sguardo. Secondo lui ( e io concordo) le tentazioni sono la manifestazione di un buon desiderio.

Sempre tramite il Podcast della Rai ( ogni tanto sa dare agli utenti un buon prodotto !) sono approdata a questo spazio dove si incontrano vari “Minacciati ed esclusi“. Quanto è pericoloso dire la verità?

Genesi e poesia

E nell’attesa di accontentare la mia impagabile amica ecco un boccone “doc” scritto da RobertoMussapi. L’ho prelevato da lei, altra presenza a me preziosissima..

La Genesi avvenne al principio e aveva in sè il mutamento

la genesi fu acqua che brillava sul fondo

e immagini che il cielo beveva nell’acqua

piccoli spruzzi che l’onda lanciava nell’aria

che danzavano ricadendo in cerchi microscopici

in ogni anello la promessa di vita

e il gorgo impercettibile all’occhio di noi

futuri abitatori dello spettacolo del mondo [..]

Jean Bourdichon

Questa immagine appartiene al Gran Libro d’Ore d’Anna di Bretagna .

Opera di Jean Bourdichon , pittore di corte di Luigi IX, Carlo VIII, Luigi XII e Francesco I.
Il
maestro dipinse quasi cinquanta scene a tutta pagina incorniciate in oro sul fondo della pergamena tinta in nero.

La sua opera, i suoi dipinti costituiscono un chiaro progresso dal gotico verso il rinascimento.

“Jean Bourdichon è famoso miniatore francese. L’unico suo lavoro come pittore è un trittico, realizzato prima del 1494 e conservato al museo di San Martino a Napoli. Sulla centina dello sportello sinistro vi è raffigurato San Michele Arcangelo che combatte contro una diavolessa dai seni diabolici. Il Santo è simile a come appare in due manoscritti autografi del Bourdichon, le Houres di Carlo VIII e
quelle di Aragona eseguite, le ultime con certezza, per Ferdinando I re di Napoli. Il polittico è eseguito con la finitezza e l’accuratezza del dettaglio propria del miniatore, mentre la gamma cromatica si articola su toni freddi di bruno, grigio e violetto.

Nella lotta furibonda tra San Michele e la diavolessa risalta lo scudo rosso vinaccia, che richiama le fiamme infernali sgorganti sotto i glutei della soldatessa delle tenebre, munita di ali, coda e creste sulla testa e gesticolante in preda ad una scriteriata furia da tarantolata.”