Ascoltando ..di libri

Due capolavori di epoche diverse, ma accomunati dall’utopia,come sostiene acutamente nel video P.Dorfles..e da qualche altra cosa da scoprire con l’ascolto. Questo è il primo grande romanzo moderno, quest’altro un romanzo filosofico. Basta scavare per scoprire che “il pretesto narrativo ideato da Cervantes è la figura dello storico Cide Hamete Benengeli, di cui Cervantes dichiara di aver ritrovato e tradotto il manoscritto in arabo nel quale sono raccontate le vicende di Don Chisciotte”.
Qui
per rispolverare le proprie letture, per conoscere il parere di altri; per un nuovo approccio a quelle che ci hanno accompagnato oppure a quelle che non abbiamo abbordato.

La terra Ausonia ed il suo dio

ecce libi
Ausoniae tellus,…

Ausoniae pars illa procul, quam pandit Apollo.
Così Virgilio conferma il legame tra la terra Ausonia e il dio della medicina, della musica e della profezia. Il territorio degli ausoni comprendeva il basso Lazio, l’Abruzzo, il Molise, la Campania, la Basilicata, la Puglia, la Calabria e la Sicilia.
La “terra dei due leoni” era dedita al culto greco-italico di Apollo, protettore della città contro i nemici e fautore delle sue vittorie. Un culto attestato nelle ultime emissioni monetali di Irna, come era chiamata la Salerno preromana, rientrante nell’ambito della confederazione campano-sannitica di Nuceria Alfaterna. Una venerazione sviluppata in età repubblicana nella posteriore colonia romana di Salernum,e solennemente confermata dal mirabile Apollo di Salerno, raro cimelio bronzeo d’arte italica, di età sillana. Il reperto, rinvenuto nel golfo quasi cinquant’anni or sono, ha restituito alla città una consistente traccia del suo passato.

La notte dei due silenzi

” Alessandro non giocò più con nessuno. Non giocò con nessuno e niente. Gli alfieri,le   torri e i cavalli giacquero impolverati. Le ex balie, le domestiche, le   curatrici delle smanie notturne, furono dismesse: che a sette anni si   abbandonasse in riva al mare con la testa sul ventre olivastro delle sue   giovani divinità materne era un vedutismo da ascrivere alla tenerezza; che lo   facesse a dodici, complicava tutto. Menico non aveva più niente da insegnargli sui cavalli, sulle barche,sui timoni e le vele. Il suo precettore romano capitolò dopo un pranzo:il giovane principe magnificò il De Rerum  Natura di Lucrezio e mangiando fragole sciorinò una cinquantina di versi; saltò da Platone, manifestando il suo desiderio di esplorare presto la grotta della Mater Magna a Capri, vi intonò il fascino del Mito della caverna e, gettando un osso di ciliegia nel piatto della frutta del suo professore, gli disse:” Più di tre mesi fa lei mi ha sottoposto due teoremi di Pitagora.E solo l’altro ieri mi ha svelato che quello stesso uomo aveva teorizzato la trasmigrazione delle anime umane in altri corpi dopo la morte.Ha diviso un uomo in due. Ha separato la geometria dalla filosofia.Mi ha offerto il  nocciolo senza la polpa.Fortuna che sapevo già tutto”…”

( da “La notte dei due silenzi” di R.Cappuccio – edizioni Sellerio )

Artemisia, eroina calabrese

Da giorni cercavo, come al solito, nel web gironzolando ( in gergo si dice “surfando”) in siti inseriti, da tempo, nei preferiti. Sono spazi di fotografia, siti d’arte e blog letterari. Quando avevo perso la speranza di trovare qualche novità ( culturalmente degna di nota,ndr)  ho trovato una notizia. Mi sono messa a scavare abbastanza incuriosita, tirandomi fuori dal torpore che non ha nulla di primaverile e da un certo malumore. Questo in programmazione Rai mi ha entusiasmato! Magari il film sarà abbastanza lontano dall’opera letteraria, ma appena riuscirò a leggere “Artemisia Sanchez. Tragedia di amori e potere nel Settecento calabrese” vi saprò dir meglio. Gli ingredienti per piacere il romanzo ce li ha tutti:la “location”,  l’epoca, la trama, l’eroina, il “pathos”. Insomma è un’opera vocata a prestarsi al cinema a tutti gli effetti. Già con il titolo. E il cinema se ne è accorto: il romanzo di Santo Gioffrè è diventata “fiction” quasi in un battibaleno. Ambientato in una Calabria settecentesca, il libro racconta le imprese di Artemisia, eroina a tutto campo,  che lotta al fianco delle menti illuminate per spezzare il secolare immobilismo di quella terra.  Le riprese, iniziate il 15  novembre scorso a Matera, nascono da una coproduzione italiana e spagnola. L’opera, già presentata in una conferenza stampa nella città dei Sassi, è in prossima programmazione nei palinsesti Rai.Nel cast figurano Massimo Ranieri, Michelle Boney e Fabio Fulco, noto al pubblico per la partecipazione alla riuscitissima serie “Gente di Mare”.  Questo dettaglio  l’ho inserito per le signore alle quali consiglio una visita al suo sito..;)..

In futuro avremo sul piccolo schermo anche questi lavori..