L’antica Mutina

Ma il Duomo di Parma non è l’unica meraviglia che ho tesaurizzato. Camminando nelle navate ombrose della Cattedrale di Modena, dove riposano le spoglie di S.Geminiano, la mia mente è rimasta al suo esterno. La facciata dell’edificio sacro riporta varie scene dell’Antico Testamento,un rosone imponente,sculture risalenti al periodo wiligelmico, sirene, lesene, capitelli istoriati, arieti e profeti, in un trionfo di simboli che ho potuto ammirare solo in foto: il Duomo era abbracciato dalle impalcature per il restauro. Lo stesso la Ghirlandina.

Modena è la romana Mutina, ma nel 387 il vescovo Ambrogio di Milano la annoverava nel triste elenco di “cadaveri di città semidiroccate” (semirutarum urbi cadavera). Quelle terre, un tempo accuratamente coltivate dagli ex-legionari (che le avevano avute in dono da Roma per essere dissodate e lavorate) ,divennero incolte e abbandonate.Presto le sue rovine furono invase dai rovi, dai canneti. Poi la rinascita all’inizio del Mille.

Lanfranco fu artefice della Cattedrale e i modenesi ancora gli sono grati.
Di bei marmi scolpiti risplende da ogni parte questo Duomo, / dove il corpo di San Geminiano riposa. / Il mondo intero lo celebra pieno di lode / e più noi suoi ministri, che egli guida, nutre e riveste. / Chi qui domanda una vera medicina per il corpo e per l’anima / l’ottiene subito e di qui torna, recuperata la salute. / Lanfranco, illustre per impegno, dotto e capace è il protomaestro e il direttore dell’edificio. / Quando si cominciò a costruire lo dice questa iscrizione: /splendeva allora il quinto giorno delle idi di marzo (9 giugno) / dell’anno del Signore novantanove dopo il mille / Aimone compose questi versi utili a ricordare l’evento. / Bozzalino, massaro di San Geminiano, fece fare quest’opera. 

La Parma sobria e fastosa

La Cattedrale di Parma è tanto sobria e severa all’esterno quanto ricca (per gli affreschi e la Cupola istoriata ) all’interno. Fu un grande cantiere, questo maestoso luogo di culto. Per molti anni rimase aperto. Questo consentì la specializzazione di maestranze altamente qualificate, che prima recepirono e,poi, adottarono gli insegnamenti e le tecniche di Benedetto Antelami, tra l’altro maestro innovatore ed artefice dei cicli scultorei del Duomo di Parma e di Fidenza. A parte la “Deposizione” dello stesso, si è folgorati dagli affreschi che si rincorrono su entrambe i lati del Duomo parmense. Il colpo di scena del Correggio nella cupola lascia con il naso all’insù. A lui sarà dedicato l’evento “Correggio” tra il 20 settembre 2008 al 25 gennaio 2009. La luce è la connotazione del pittore emiliano, Antonio Allegri,detto il Correggio.

Leggo e copio del materiale a metà strada tra dati biografici e leggende.

Il Correggio è l’artista meno documentato e numerose sono le leggende, affermatesi nei secoli, sulla sua biografia. Tuttavia, resta importante la testimonianza di Giorgio Vasari, primo biografo del pittore, circa la morte dello stesso, che sarebbe avvenuta successivamente ad un estenuante viaggio a piedi da Parma, sotto il peso di un enorme sacco di piccole monete da un quattrino (per un totale di 60 scudi). Una leggenda che non regge all’analisi dei fatti e delle fonti, ma che rende alla perfezione le incertezze e le difficoltà di una ricostruzione puntuale e completa della vita dell’artista. Altrettanto scarse, sono le notizie sulla sua formazione artistica: pare che l’Allegri sia stato alunno di alcuni pittori locali: lo zio Lorenzo, il cugino Quirino Allegri e l’artista correggese Antonio Bartolotti. Allievo del Bianchi Ferrari a Modena, nel 1510 è a Mantova alla scuola del Mantegna dal quale avrebbe appreso la resa prospettico-illusionistica.
Infatti, dal Mantegna, il Correggio assimilò i caratteri della pittura, come riscontrabile in alcune opere giovanili, e contribuì alla diffusione di un più dolce stile raffaellesco, innestando suggestioni leonardesche, specie nell’uso dello sfumato, con immagini dai contorni volutamente indefiniti e sfumati.

E’ anche partecipe, nel segno di una grandissima apertura culturale, dell’esperienza dei veneziani e dei ferraresi, Cima da Conegliano, Costa, Dossi e degli artisti nordici, Dürer e Altdorfer.

On the road…

Torno solo da poche ore dalla vacanza nelle terre di Matilde, come mi rammentava giorni fà una signora di Reggio Emilia. Una parentesi ricca e non solo per la vicinanza di mio figlio. Ho lambito Bologna alla quale riserverò tutta la mia attenzione nel prossimo viaggio. Ho potuto visitare parte di Parma, Modena e Reggio Emilia. Non mi pare poco.

Sono frastornata ora, ma conto di aggiornare con qualche boccone appetitoso sul Teatro Farnese, per esempio, con la sua tonalità calda ed una architettura nata per ben altri scopi; sul Museo Archeologico di Parma con la sezione delle Terremare nell’Emilia, risalente all’Età del Bronzo, dove ho visto il primo marchingegno per creare il Parmigiano. A presto!

Il senso della mia Pasqua

Lessi “Groviglio di vipere” di F.Mauriac e me ne è rimasto un gran bel ricordo. Il romanzo ha inciso sulla mia visione teologica. “Il cuore dell’uomo è un groviglio di vipere” sostiene l’ opera, anzi lo grida con una narrazione struggente. Eppure questo groviglio è amato da Qualcuno. E’ mistero come questo avvenga, secondo quali modalità o parametri. Per i credenti non è mistero perchè avvenga. E non solo per via di qualche rotolo di pergamena trovato anni ed anni fà per caso in una località del Mar Morto.

Amare è una  sfida. C’è chi la raccoglie e chi no. Amare comporta dolore, non c’è da farsi illusioni. Mario Pomilio con “Il quinto Evangelio” sosteneva che ognuno di noi scrive un suo Vangelo.

Auguri affinchè le parole vergate da ognuno di voi per costruire la vita sua ed altrui siano di speranza.…e charitas..

Per Akhet e Mel

La partenza del 21 ( venerdì Santo) si approssima. La prenotazione è stata effettuata da due settimane; i bagagli già ingombrano le stanze, le compere mi portano fuori casa anche quando non vorrei.

Si salvi chi può.

Tuttavia sento di dover lasciare un segno inequivocabile del mio affetto a chi, come Mel e Akhet ha , addirittura, aperto un blog su WordPress, cogliendo in pieno la mia difficoltà. A loro dedico un omaggio odoroso di affetto. Si tratta di due foto prese con un trucco. Conoscendoli un pochino, dovrebbero essere di loro gradimento perchè hanno un sapore e un valore d’altri tempi, genuino come il pane fatto in casa. 

Questa immagine è per colei che  mi segue da poco, ma con cordialità antica e familiare.

Quest’altra è per il mio prof. preferito, dedito con passione ammirevole al suo lavoro.

L’arte della matematica

“Solo con lo zaino colmo di matematica posso scalare l’enorme montagna della scienza e dell’arte”. L. Wittgenstein
La matematica, visto il mio pregresso, può interessarmi solo in rapporto alla conoscenza. Ma qual è il rapporto tra matematica ed arte? Prova a rispondere qua Umberto Eco, presente al Festival di Matematica tenutosi dal 13 al 16 marzo, e appena conclusosi, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il sito è diventato un incantato giardino di Archimede che ha visto confrontarsi Premi Nobel per l’economia, per la letteratura, per la fisica, vincitori di Medaglie Fields, di Premi Templeton e Premio Turing e decine di altri rappresentanti dell’eccellenza del pensiero.
La seconda edizione del Festival della Matematica, con la direzione scientifica di Piergiorgio Odifreddi, è stata dedicata alle applicazioni della matematica ai diversi campi della conoscenza.

La Lucania e i simboli

Sono stata ai piani di Atella per la presentazione di un libro in dialetto lucano. Da quella visita alla Basilicata, terra di calanchi e di castelli federiciani, sono rimasta affascinata dalla facciata del  Duomo della cittadina, dedicato a S. Maria ad Nives e risalente al XIV sec. Mi ha colpita non poco il portale d’ingresso con le decorazioni del sole e della luna che, leggo, richiamano motivi islamici.Atella ha conosciuto varie distruzioni provocate dai terremoti. Ma ciò che è un male ha un risvolto positivo: la cittadina presenta una interessante disparità nell’armonia architettonica del Duomo nel quale alla facciata trecentesca si contrappone l’interno del XVIII sec.

Una ricerca in rete m’ ha portato ad Acerenza che ho solo sfiorata, ma che vorrei fare oggetto delle mie cure per la bellezza della sua Cattedrale dove campeggiano due colonnine sostenute da due scimmie sessualmente congiunte a due donne. Da patita di simbolismo dovrò indagare, a questo punto, sul significato di questi dettagli dal sapore esoterico.  Al di sopra dei capitelli noto due sfingi reggenti un arco tronco, forse formato da una serie di angeli. Nell’angolo sinistro un leone. Un gemello è stato rinvenuto mutilato all’esterno di una casa.