Leviamo l’ àncora

I luoghi recano, nella toponomastica ma anche nel dialetto, tracce del passato: Porta Dogana, Via Attrizzi. Quanto sono andata ricostruendo per “Bellitalia” ad Eboli ha portato alla luce un frammento di storia del meridione che scalda il cuore. Nota solo quando è associata al romanzo di Levi, la cittadina del salernitano conserva e cela nel sottosuolo, fra le sue mura i suoi trascorsi. Le telecamere della Rai entreranno per la prima volta in una piccola grotta usata dai “trainieri” e , forse, in un’altra dove venivano serbate le derrate alimentari. Questi spazi che ho visitati mi hanno già dato i brividi : sono gravidi di storia.

Mi aspetta una grande emozione come al solito. Il dietro le quinte di un servizio televisivo ha un fascino che non so raccontare. Come non so narrare quella complicità e quelle sensazioni nate attorno alla scoperta della storia del mio territorio, attorno alle sue storie minime, e cresciute durante le riprese. Il 2 ci aspetta Minori, il 3 Valva ed Eboli. Minori sarà la ciliegina sulla torta però, e verrà montata per ultima perchè il grano sulla rotta per Napoli diventava là farina e ,poi, pasta.

Oggi Minori mi è sembrata di quella bellezza sorniona e discreta di una milady sicura di sè.

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Una Eboli inusuale

Lapide
L’Epitaffio ad Eboli 

Stamattina un ultimo sopralluogo per “La via del grano” di “Bellitalia” Rai 3  mi ha permesso di conoscere una Eboli diversa dai clichè.

I lavori per un nuovo ristorante, dove intendono rivalutare antiche ricette, hanno portato alla luce una grotta/cantina con un inginocchiatoio davanti ad un’icona della Vergine. Là, sul tragitto verso ( e da ) le Puglie i “trainieri” si fermavano anche per confessarsi.Il viaggio a fine settecento era rischioso.

Questo è il servizio scaricato su You Tube ad opera di un appassionato ebolitano, il signor Damiano Faccenda.

Cherchez l’arte (4)

La puntata di sabato di “Bellitalia” è un condensato di storia e di bellezza con un pizzico di novità, rappresentato da un servizio su Trento che si ripropone,fra aprile e maggio,come capitale mondiale dei film dedicati alla montagna.

Posto d’onore a Bologna ed ai suoi portici famosi con l’attenzione puntata su quello che si snoda verso la Madonna di San Luca. Le dimensioni son da capogiro. Del capoluogo ligure si occuperà Marco Hagge.  

Nella puntata di sabato brilleranno gli occhi per Venezia, tanto per cambiare, da secoli ponte fra il nostro paese e il vicino Oriente. Della città lagunare, che il mondo ci invidia, si vedranno i mosaici della sua magnifica Basilica, testimoni inoppugnabili di tutto lo splendore della Venezia antica. Creati da maestranze bizantine, dimostrano quella abilità acquisita in sommo grado. Poi un servizio su Roma che non deluderà gli estimatori dell’antichità e sulla Chiesa di Sant’Anna a Genova oggetto di restauro.

“Bellitalia” sulla rotta del grano

Se tutto va bene dal 3 al 5 maggio una “troupe” di “Bellitalia” registrerà una nuova puntata nel salernitano. Chissà poi perchè…

Stavolta il “fil rouge” suggerito dagli esperti, nonché bene informati, camminerà sulla rotta del grano. E non si tratta di una metafora. Quella raccontata dalla trasmissione è una strada caduta in disuso, abbandonata alla vegetazione, ma non smarrita del tutto. Le fanno fede i documenti storici che ne attestano genesi, paternità e “pedigree”. Un percorso che si snodava dalla Napoli dei Borboni alle “Apuliae”, terra di sconfinate messi bionde. Indubbiamente una strada “sui generis” che dette nutrimento, è il caso di dire,e non solo alla Capitale di Re Ferdinando. Il servizio, preparato da “Bellitalia” agli inizi  di maggio con il mio aiuto in qualità di consulente del territorio, è un itinerario della storia e nella storia, non meno importante delle favoleggiate vie  romane, nate per raccordare le città dell’Impero dei Cesari o la Via Francigena, che dalla lontana Canterbury portava a Roma, via maestra percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per l’Urbe. 

Nella “Via del Grano” camminavano derrate. E la Rai ne narrerà il passaggio e i risvolti, i dettagli dei luoghi attraversati. A dirigere la grande manovre di fine maggio scenderà da Firenze il coordinatore di “Bellitalia” Marco Hagge. Voci di corridoio lo danno a Valva, ma anche ad Eboli e a Minori, dove si lavorava la migliore pasta del Regno, provare per credere. Raggiunta dalla materia prima, la cittadina ha costruito la sua fortuna confezionando “ndunderi” e “maccaroni”, schiaffoni e fusilli, “precettando” il grano che viaggiava alla volta dei Monti Lattari, tagliando per Agerola ed evitando la penisola sorrentina. In Costiera non solo cartiere e ferriere, ma anche mulini ad acqua per trasformare il grano in farina. Ingegnoso, nulla da dire.

Il “payoff” ? E’ attorno a noi

Secondo l’articolo di un collega il padre di tutti i creativi è lui. Per associazione è stato l’antesignano anche della pubblicità a ben vedere. Chi c’è di più diabolicamente creativo del pubblicitario? Che quando non può avvalersi dei mezzi più rigorosi della logica può appellarsi alla Retorica?Eh già, alla Retorica leggesi “effetti speciali” , ossia al ricorso non già alla persuasione, ma a ben altre strategie. L’avversario, in questo caso l’utente ignaro, viene commosso, stordito con richiami all’emozione ed al sentimento.

Sull’arte del come ottenere ragione Arthur Schopenhauer ha creato un trattato in 38 “stratagemmi” che contempla anche quello estremo, alias la violenza, in altre parole l’aggressione fisica all’avversario. Ma torniamo alla pubblicità. Ho dato un’occhiata agli spot vecchi e nuovi. Qualche anno fa era “trend” il discorso tenuto dal serpente ad Eva per convincerla a nutrirsi del pomo, o mela che dir si voglia. Ho scoperto paroel come payoff , ossia la scritta sotto al logo. Si tratta di una frase, spesso di una sola parola, riassuntiva dell’intero universo di un’azienda o di un prodotto.  Nel caso di Eva e del serpente il messaggio arriva ad Adamo e suonava più o meno:”basta un assaggio e diventi un Dio”. Subdolo, non c’è che dire.Insomma la pubblicità è un freccia diretta al bersaglio: magnifica le qualità del prodotto e sorvola sugli effetti collaterali. “Sarete potenti come Dio” ricorda “successo assicurato con le donne” di tante pubblicità.

Cherchez l’arte (3)

Il mio interesse verso l’arte, lievitato con l’età, diventa vorace appetito quando inciampo in un sito così oppure così. Grazie al web, alla Rai, alla regione Campania, alla regione Sicilia ho visionato quadri ascoltando ( la scelta è su tre guide celebri, come Dario Fo o Claudio Strinati) il commento e, a volte, anche vedendo sequenze che riguardano un quadro specifico e scelto con un “click”, come nel sito di Caravaggio. Buona visione!

Cherchez l’arte (2)

Oggi “Bellitalia” ci ha regalato un’altra bella puntata. Io l’ho vista, ma si è in tempo per vederla così.

C’è stata la sfavillante Sicilia di una Val di Noto (Sr) romana,un lavoro in una valle molto più a nord, un servizio su una Trento fuori dal consueto, un apporto riguardante il restauro a Lentate sul Seveso..e..poi da Perugia con stupore, come recita la premessa, con il servizio di Marco Hagge relativo al Pinturicchio “Eterno secondo”, come lo ha battezzato la trasmissione.

 

Trame Africane

Mi sono imbattuta casualmente in una realtà che merita attenzione per almeno un paio di buoni motivi. Innanzitutto si occupa di bambini lontani miglia da noi, della loro istruzione, della loro salute. E,poi, perchè l’ha voluta un giovane imprenditore del salernitano, Pasquale Coppola. E’ uno slogan un pò abusato che gli italiani siano un popolo di santi , navigatori e poeti. Osservando queste iniziative ci accorgiamo quanta creatività e santa passione nascondano.Dietro “Trame Africane” , per esempio, c’è questo , ma anche intraprendenza, voglia di cambiare uno stato di cose iniquo che penalizza i bambini, il più delle volte.

Nata nel 2001, l’Associazione si avvale della collaborazione di imprenditori e professionisti. Ne è responsabile appunto Pasquale Coppola, un giovane imprenditore di Scafati con la consapevolezza di essere un fortunato, di dover dare a chi ha meno di lui. Pasquale ha fatto suo il proverbio cinese: “se qualcuno ha fame non regalargli il pesce ma insegnagli a pescare”. Il motto della Associazione ne racchiude perfettamente intenti e finalità. Così allorquando interviene offre nuove strutture, conoscenze e competenze, migliorando le condizioni igienico-sanitarie, il che non è affatto poco. Il lavoro di “Trame Africane” lievita se si considera la sua azione in campo scolastico, la creazione di opportunità di lavoro, di formazione di figure professionali, di corsi di promozione sociale e di prevenzione. L’Associazione, con sede nella Pompei della Madonna, è tesa a realizzare le condizioni per uno sviluppo sostenibile, ma non si ferma all’assistenzialismo: l’Ente promuove l’autonomia. Questo da circa sette anni, da quando Pasquale Coppola ha conosciuto amici animati dal suo stesso desiderio.”Trame Africane” sembrava un’utopia. Ora è una realtà in crescita.

Il giovane e volenteroso imprenditore di Scafati si è proiettato in questa avventura con tutto se stesso, animato dalla consapevolezza di non poter più tornare indietro: “regalare la speranza è una cosa bellissima, ma deluderla sarebbe una cattiveria troppo grande”.

L’arte ..da mangiare

Passepartout” non la vedo spesso, ma la ritengo una trasmissione valida. Qua è possibile ascoltare e vedere le opere di Arcimboldo che si trasferì alla corte di Vienna nel 1562 dopo essersi formato come pittore con i figli di Bernardino Luini. Già ad un anno dal suo arrivo risale la sua prima opera, “L’estate” , che contiene le curiosità appena arrivate dall’Oriente, per esempio, come la melanzana. Il tutto con una cornice di spighe d’oro.

“En pendant” e nello stesso anno nasce “L’inverno” dove la bocca è costituita da un doppio fungo e la testa è fregiata dall’unica pianta che sopravvive alla stagione, ossia l’edera. “La primavera” dell’Arcimboldo di quegli anni non è attraente, ma la raffigurazione botanica ricorda e riassume la lezione del Leonardo milanese declinata con i cromatismi del mondo fiammingo.Le quattro stagioni e i quattro elementi. Un spettacolo. Durante la trasmissione anche il Museo Ulisse Androvandi a Palazzo Poggi di Bologna.