Da lei non si leggono mai versi banali o reiterati. Ma questo che ho letto stamattina mi è piaciuto troppo e devo evidenziarlo..

Come descrivere
il Centro, il Punto, il Cerchio
la vastità di un endecasillabo
il tuo sorriso che semplicemente
accade, l’altro battito del cuore
che è il silenzio
il deserto paradiso dei giardini
i numeri, gli amanti, lo stupore
quell’ostinato amore della bussola
la folle geometria e le migrazioni
l’insistere dell’alba, gli uliveti
la polvere che esiste e non so come
i centimetri eterni delle rose
le oscure lucciole impero della luce
la vecchiaia, l’ordine, le strade?
Tentati dall’esprimere le Cose
siamo da loro espressi
come una breve eco di noi stessi.

 

Calvino a 1.500 metri

Leggere “Lezioni americane” ed entusiasmarsene non è questione di altitudine: anche al livello del mare Calvino è travolgente. Ma leggerlo a 1500 metri di altezza ti dà una ulteriore vertigine. Io l’ho provata stamattina. I capitoli sulla “Leggerezza” e sulla “Rapidità” si giovano della compagnia del canto del merlo e del cucù, dello scampanìo di una mandria in lontananza.

Le riflessioni di Italo Calvino viaggiano dentro appaiate all’alito sinuoso del vento : entrambi si insinuano ovunque. Nel verde brillante, dono di una stagione inopinatamente piovosa, quelle parole ti ubriacano. Ecco se dovessi descrivere l’ambrosia degli dei la paragonerei a “Lezioni americane” .

Lassù riecheggia Calvino, rotola tra le orchidee selvatiche protette dalla legge perché in estinzione. Occhieggiano le conifere a quelle parole e annuiscono a siglare una comune sorte: essere entrambi sempreverdi. E le pratoline fermano la loro danza facendosi ascolto con le corolle. Le leggende , tutte, anche quella di Carlo Magno narrata da Barbeyd’Aurevilly e riportata da Calvino, sembrano possibili a 1500 metri di altezza, cari al volo del falco.

 

Il “Certame Bruniano”

Giovane nella forma, unico nel suo genere, internazionale nel ruolo, ambizioso nel progetto. Pochi aggettivi, ma chiari per un evento svoltosi a Nola nell’aprile scorso e già proiettato verso la prossima edizione. Il “Certame Bruniano” , ossia quando la provincia scende in campo, una manifestazione che ha già raggiunto i suoi otto anni di vita e mira lontano.
Centrato sull’opera e la figura di un nolano “doc” al quale non difettò certo la libertà di pensiero, il “Certame Bruniano”, è rivolto a tutti gli alunni italiani e stranieri degli ultimi due anni di corso delle scuole secondarie  pubbliche e private che studiano filosofia ed agli studenti delle università.Lo straordinario concorso di forze ha decretato il successo di una manifestazione che si traduce in una risposta poderosa da parte degli studenti.
Così principia il mio ultimo articolo.

Stavolta mi sono occupata di una cittadina troppo spesso associata solo alla camorra. Rimando qui chi volesse approfondire il discorso su Giordano Bruno e sulla manifestazione.

La Francia a Salerno

Una , due e tre belle cartoline di inizi ‘900 in Mostra a Salerno.

Sui pannelli ho riscontrato varie sezioni tematiche nelle 800 cartoline, ( le chiese, i monumenti, i paesaggi, i castelli, le città, “fantasia”, ecc.. ), con note e curiosità.

Immagini di inizio secolo scorso di Parigi, Lione, Tolone, Marsiglia, ma anche di piccole realtà quali Liverdun,  Perros Guirec, Saint Martin du Tertre ed anche città algerine. I temi presentati sono ,per es. , i Mulini, le Stazioni, i bagni di  Mare, il Ponte Trasbordatore di Rouen, fantasia, le Caserme e la Prima  Grande Guerra. Ne accenno qua..