L’ oro del Nord

Il mondo dell’ambra è un capitolo che sto “sfogliando” da poco, ma che non manca di riservarmi sorprese sul mio territorio, il Cilento in dettaglio.In questa zolla di Campania dagli anni ’20 in poi del secolo scorso vennero fatti importanti rinvenimenti e si dovette riscrivere la storia dell’area ritenuta marginale e di una importanza quasi nulla, almeno fino a quel momento.

Di certo è che per Ovidio ( Metamorfosi, I,760-II,405) l’ambra nacque dal pianto delle Eliadi in lutto sulla riva dell’Eridano ( l’odierno Po) per la morte del fratello Fetonte.

” L ‘ambra grezza appena estratta dal mare in Russia si chiama letchebnaja “curativa” se la sfreghi odora di mare e preserva il cuore e i polmoni se indossata a contatto col torace. Quella bianca, quasi lattiginosa si chiama soljonnaja “salata”, è ancora più pregiata perchè viene dalle profondità dove il sale si mischia con la resina… l’ambra europea è molto più bella di quella asiatica. Da noi si chiama jantar! L’ambra dal Baltico arrivava grezza nel Piceno e qui veniva lavorata per farne gioielli che circolavano poi fino in Etruria”.

Cosa c’entra l’ambra, l’oro del Nord con il mio territorio? Semplice. Nel sito furono scoperti vari ornamenti e vaghi in ambra, materiale che dal Baltico grazie ai Piceni raggiungeva nell’Alto Adriatico e all’antica foce del Po. I Piceni controllavano quel traffico durante il I millennio a.C., stanziati com’erano sulle coste. Essi possedevano il monopolio del commercio della preziosa resina che da sola o accoppiata con l’oro era uno “status symbol” connotativo della ricchezza raggiunta. Leggo dal web che nel Medioevo il commercio dell’ambra fu controllato dai Cavalieri Templari.
E’ un dato che va controllato però.

Tra storia, arte e fede

Oggi sabato 27, alle 14.55 circa, va in onda il terzo e ultimo degli speciali estivi di “Bellitalia”. Lo scorso sabato è toccato ad una puntata di Levante, altra rubrica giornalistica del Tg3.

Un antipasto: sabato 4, alle 12.55, andrà in onda un’anteprima con lo speciale su “Le giornate dell’arte“. Sabato 11 ottobre,invece, la prima puntata della nuova serie. Il servizio di Marco Hagge punterà l’attenzione e la telecamera sul sacro Monte di Varallo Sesia. Cercando nel web, scopro che la realizzazione del Santuario ” si deve all’opera di architetti (G. Alessi. B. Alfieri), pittori e scultori (G. Ferrari, Giovanni D’Enrico, Tanzio da Varallo, E. Prestinari, il Tabacchetti, il Morazzone)”. Scopro anche che il più antico Sacro Monte piemontese è costituito da ben cinquanta ” Cappelle parte isolate, parte inserite in complessi monumentali, popolate da più di ottocento statue in legno e terracotta policroma a dimensione naturale che raccontano vita, passione, morte e resurrezione di Cristo”. Interessante…

Glastonbury

La leggenda di Giuseppe di Arimatea è legata all’idea che Glastonbury sia stato il luogo di nascita della cristianità nelle isole britanniche e sede della prima chiesa, costruita per custodire il Graal più di 30 anni dopo la morte di Gesù.

Ecco la abbazia, della quale rimangono poche rovine.Glastonbury è spesso identificata con la leggendaria Avalon.Vi è ambientato un giallo che ho letto da poco, un viaggio nell’Inghilterra di Enrico VIII con una cripta, gli eredi dei Templari, alias efferati assassini, due protagonisti che sembrano agire un pò sulla falsariga di Holmes e Watson alle prese come sono con delitti e misteriose foreste, streghe decapitate e Lord.

Addirittura leggo che l’abbazia è ritenuta centro di di molte “ley lines”, ossia di “ipotetici allineamenti di alcuni luoghi di interesse geografico, come, ad esempio, monumenti e megaliti”.

Il fascino dell’esoterico non smette di esercitare il suo potere sugli uomini…

Una Festa per Demetra


Leggevo di questa manifestazione del prossimo fine settimana ad Albanella (Sa) a memoria dei riti antichi quando, detta in soldoni, si adorava Demetra quasi più di Giove. Il suo nome è di probabili origini indoeuropee, lei la Madre terra nell’Olimpo greco, dea del grano, della stessa agricoltura nonché “, costante nutrice della gioventù e della terra verde, artefice del ciclo delle stagioni, della vita e della morte, protettrice del matrimonio e delle leggi sacre”.

All’alba dei tempi del mio viaggio nel web mi occupavo anche di Demetra

Lavorare al Sud

Domani, qui a casa mia, è preventivato un nuovo incontro per elaborare il progetto di Dvd su S.Angelo a Fasanella. Motivo? Tentare di avvalerci di fondi stanziati attraverso un Bando regionale. Pare siano esigui. Noi non abbiamo raccomandazioni nè padrini. Una Repubblica fondata sul nepotismo, la nostra. Ci riusciremo? Ai posteri!

Ogni passo imprenditoriale qui è farraginoso,appesantito dalla superficialità, dalla incompetenza, dalla disillusione. L’Associazione culturale del paese è motivata oltre modo, ma trovare orari comuni è tutte le volte una impresa, una sfida. Eppure siamo solo in cinque.

Non so che annata sarà. Mi dovrò armare di pazienza.Più del solito.

Caravaggio? Da ascoltare!

Il web permette viaggi impensabili. Sono nello spazio quando percorriamo distanze oceaniche a colpi di mouse. Ma sono nell’arte e nel tempo con la stessa facilità. Non sempre si ha modo di ammirare l’opera di un grande artista allestita in mostra, vuoi per motivi economici vuoi per altri impedimenti.
Quest’opera
( 1492/94) , per esempio, è un capolavoro giovanile che anticipa in modo mirabile e chiaro la storia dell’arte a venire, fino a Veermer. La tela sarà stata vista da pochissimi semplicemente perchè è in Usa, e precisamente al
Kimbell Art Museum in Texas. Qua si ha la possibilità di gettare un’ occhiata su uno dei capolavori di Michelangelo Merisi e ascoltare il commento, ad esso relativo, di personalità come Strinati o Ferdinando Bologna..

Il bello è che con Caravaggio si può persino giocare!