Parola di scrittore

Gli avevo promesso un articolo su misura. Oggi gliel’ho scritto.Per la cronaca, mi ha ripetutamente invitato alla sua “Officina del racconto”: sto accarezzando l’idea di accogliere il suo invito e visitare questa bella iniziativa “made” in Salerno. Questo il mio incipit dedicato a Domenico Notari.

Tempo di inflazione delle immagini. Tempo di profusione delle parole in ogni dove, dai telegiornali ai salotti televisivi, passando per le librerie e i giornali. Una parola che canta la sua apologia con malcelato narcisismo, negli scaffali delle librerie dai quali si affacciano parole sgargianti, vergate da nomi famosi e non. Ci si perde,poi, nell’effluvio di esternazioni pubbliche cui fanno eco “magnificamente” i mass media.
Di parola si vive oggi più di ieri, tempo di analfabetismo conclamato.

Un po’ di pudore non guasterebbe, però. Una pudicizia che dovrebbe investire e far riflettere la ridondante parola odierna nel tentativo di ridarle il decoro, la bellezza e la credibilità perduti.  C’è chi si è votato a questa missione. C’è chi a Salerno, e da anni, propone laboratori per affinare la parola personale e, di conseguenza, collettiva, seguendo la stella polare del Calvino delle “Lezioni americane”, quella che scandaglia il “background” della parola scritta, e detta
le “conditio sine qua non” per la sua efficacia.

Domenico Notari e la sua “Officina del racconto” si affaccia da anni sulla parola dello scrittore che deve tenere conto tanto del tempo di Mercurio quanto del tempo di Vulcano, per chiosare Calvino. Anche quest’anno da dicembre, e fino a fine marzo, presso il “Circolo Amerindiano” Notari viviseziona la parola in un ciclo di quattordici lezioni con un obiettivo duplice: la comprensione e l’applicazione delle tecniche del racconto e del romanzo con  la consueta apertura alle “altre scritture”.

L’eredità greca

Cercavo nuove tracce della eredità greca al Sud per irrobustire le conoscenze già in mio possesso ed ho fatto qualche nuova scoperta. La castagna, che anima l’economia di alcuni centri montani del Sud, è  dono dei greci.

[..] ed il castagno, tra foglia spinosa, ricci, scorza,rami alti, par fatto apposta per tener lontani. Italo Calvino, “Il Barone rampante”.

Il nome del frutto, noto come “il pane dei poveri” , deriva da kastanis, una antica città del Ponto dove questi alberi crescevano rigogliosi. E ancora: la noce (a Pompei sono state trovate carbonizzate) originaria dell’ Asia Minore ed importata in Italia dai Greci.
Sempre Calvino nel romanzo su nominato: Così i noci, […] tant’è la forza e la certezza che quell’albero mette a essere albero, l’ostinazione a essere pesante e duro, che egli s’esprime persino nelle foglie.

Una luce di più

Lei gli aveva dedicato un post.
Lei pure. Solo ieri ho capito che questo blogger non c’era più, ma quanto ha lasciato nei mesi a tutti i passanti lo fa brillare di luce propria.

Grazie JeshuaHanozri..

Dobbiamo imparare a “guardare”, a “cercare”, a “scoprire” noi stessi e il mondo che ci circonda; viviamo come se fossimo costantemente avvolti da una fitta nebbia…dormienti di parmenidea memoria…e forse non ci importa più di tanto di uscirne o svegliarci…ma quando un tenue bagliore si insinua in quella coltre …allora non possiamo più “ignorare”.

Scatti d’epoca

Sto ultimando le correzioni sul prototipo del mio saggio, inviatomi dall’ editore.

Attualmente sto facendo una cernita delle foto più adatte, a ritoccarle perchè son sbiadite. Molte immagini sono state scattate a Sacco (Sa), paese originario dei miei suoceri dove ho casa e mi reco più spesso che posso.  Mi sono imbattuta in molte foto antiche di famiglia: il nonno con il somaro, i nipotini su un vecchio triciclo,i gruppi di zii, le processioni. Ecco, questa che ho scelto di pubblicare è relativa ad un evento che anima il paese il 2 agosto di ogni anno,in pratica la festa patronale che porta nelle stradine del paese, con banda al seguito, la statua della Madonna degli Angeli. La foto ritrae una processione degli anni ’50 del secolo scorso.

Le foto da oggi non son più visionabili. Non ho capito cosa c’entra la pedopornografia con immagini religiose. Prima o poi ci faranno capire.

Amalfi su carta

Per un servizio di Marco Hagge consigliai un “fil rouge” sulla Costa d’ Amalfi che nessuno ha mai realizzato: “dal mare la cultura, dal mare il pericolo. Storia di una costa con le sue Torri di avvistamento”.

Nel servizio introdussi anche riprese alla Cartiera Amatruda, dal nome longobardo, che ha la mezza luna come logo ( si vede in controluce quando stendi la carta davanti alla luce).
Nella cartiera la lavorazione inizia con il macero degli stracci, continua con un bagno lattiginoso nel quale si immerge un telaio grigliato,per poi stendere ad asciugare il lacerto di sostanza che si è fermato sul telaio.
Dalla Amatruda c’è lo stenditoio dove i fogli sono stesi come panni.
Le spalle della Cartiera Amatruda affacciano su una cascatella: l’acqua ha decretato la nascita di questa attività, insieme alla inventiva umana. Ho una confezione di questa carta e la uso per occasioni speciali.
Di seguito alcune notizie prese dal web.

La scoperta della carta segnò una delle più fulgide pietre miliari nella storia della civiltà umana; questa scoperta è universalmente attribuita ad un ministro cinese di nome Ts’ai Lun, nel  105 dopo Cristo.

Si narra che Ts’ai Lun si trovava sulle rive di uno stagno accanto ad una lavandaia che stava sciacquando nell’acqua alcuni panni piuttosto logori. I panni, mal soffrendo l’azione di strofinio e di sbattitura, si sfilacciavano e le fibrelle galleggianti sull’acqua andavano a riunirsi in una piccola insenatura ai piedi di Ts’ai Lun.
Sul pelo dell’acqua si formò dopo qualche tempo, un velo di fibrelle ben feltrate che Ts’ai Lun osservò, raccolse con delicatezza e pose a seccare sull’erba. Il foglio secco e avente una certa consistenza, bianco, morbido, diede a Ts’ai Lun la grande idea, quel foglio poteva ricevere la scrittura.Il cammino che l’arte di fabbricare la carta compì dal luogo di origine attraverso il mondo, fu relativamente veloce.

Mentre verso oriente attraverso la Corea giunse in Giappone nel VI secolo dopo Cristo, verso occidente giunse in Arabia e si affacciò al Mediterraneo.La nuova arte per le sue peculiari qualità ebbe successo e nel volgere di poco tempo sostituì la lavorazione del papiro.
La materia originariamente utilizzata per la produzione della carta cioè il gelso, fu sostituita dal bambù con opportuni trattamenti. Furono  poi adoperati il lino, la canapa, i cenci. Ciascun cartaio aveva i suoi procedimenti, le sue, formule, i suoi segreti.

Eros e thanatos

Radio Due sta mandando in onda un ciclo di Claudio Strinati su “Il Mestiere dell’artista”.

In una delle puntate l’ex Sovrintendente affronta il discorso dei Preraffaelliti, soffermandosi sulla passione per la donna stilnovista degli artisti, una scelta di poetica artistica che rasenta la morbosità con la speculazione sulla morte.
Strinati riflette sulla tela   “La morte di Ofelia” di J. E. Millais  che sintetizzo così: la morte di una bella donna come lo zenith di poesia. Insomma il massimo della forza poetica viene raggiunto dalla rappresentazione della morte di una bella donna.Lo stesso Dante Gabrielli Rossetti fu ispirato profondamente da un dettaglio di morte.
La moglie, in precedenza sua modella,si suicidò con una overdose di laudano ( aveva dato alla luce un figlio morto). Dante Gabriele Rossetti “seppellì un plico con le sue opere poetiche incompiute insieme al suo corpo e cadde in depressione: in questo periodo, avvertendo affinità con la propria vicenda, si dedicò soprattutto alle opere dantesche e al tema della morte di Beatrice”. Esumata dopo breve tempo,  nella visione terribile del corpo rimasto quasi intatta lui annotò che i capelli erano cresciuti.


Il web 2.0

Ogni mezzo necessita di una programmazione, di una pianificazione. Ho sempre bandito le improvvisazioni perchè irrispettose del decoro personale e, di conseguenza, degli altri.

Sono partita a livello di sperimentazione ( leggesi errori e migliorie) con Mogulus, che non poche difficoltà mi ha dato, visto che è abbastanza professionale. Il web 2.0 e i suoi sviluppi ( Fb, per esempio)sono ineludibili. Credo che vada inesorabilmente tramontando la parola che corre nel web senza supporti audio e video. La comunicazione verbale, per quanto fascinosa, oggi va corredata iconograficamente nel web e fuori.