Culturiamoci

Un consiglio per gli acquisti: l’ascolto di un programma in podcast.
Questo nel quale vale la pena dare attenzione alle puntate dedicata al pensiero di B.Pascal, che viene presentato con una linerarità esemplare.

“Il francese Blaise Pascal è stato uno dei più grandi geni di tutti i tempi: fisico e matematico eccezionale, scrittore straordinario, animo di rara grandezza. La sua fu una vita breve – solo 39 anni, dal 1623 al 1662 -vivamente illuminata dalla fede cristiana a cui egli aderì con profonda convinzione. Egli fu particolarmente interessato al mistero della condizione umana e si concentrò sui fondamentali interrogativi concernenti il senso della vita. Giudicò penosa la scelta che molti uomini fanno di disinteressarsi del proprio destino e di distrarsi dedicandosi a occupazioni banali ed effimere. Visse con coerenza e serietà il suo cristianesimo severo e impegnativo, e lo testimoniò con gli scritti e, soprattutto, con l’amore per gli altri praticato in prima persona. Morì serenamente, certo della salvezza che Dio ha donato a tutti gli uomini attraverso Gesù Cristo”.

“Il francese Blaise Pascal è stato uno dei più grandi geni di tutti i tempi: fisico e matematico eccezionale, scrittore straordinario, animo di rara grandezza. La sua fu una vita breve – solo 39 anni, dal 1623 al 1662 -vivamente illuminata dalla fede cristiana a cui egli aderì con profonda convinzione. Egli fu particolarmente interessato al mistero della condizione umana e si concentrò sui fondamentali interrogativi concernenti il senso della vita. Giudicò penosa la scelta che molti uomini fanno di disinteressarsi del proprio destino e di distrarsi dedicandosi a occupazioni banali ed effimere. Visse con coerenza e serietà il suo cristianesimo severo e impegnativo, e lo testimoniò con gli scritti e, soprattutto, con l’amore per gli altri praticato in prima persona. Morì serenamente, certo della salvezza che Dio ha donato a tutti gli uomini attraverso Gesù Cristo”.

Il Circolo Amerindiano

Mi sto occupando di alcune iniziative che coinvolgono l’America Latina e questa realtà di Perugia.

Nel 2008 ho incontrato Claudia, una vivace napoletana vicepresidente del Centro Studi Americanistici “Circolo Amerindiano” Onlus nella città umbra. Lei è del BC come me, siam corsare insomma ( così ci si chiama  nella simpatica “consorteria” che m’ ha permesso di conoscere vari ed incalliti lettori) . Corsara è Marina , che passa di qua, germanista promettente.

Dal 2005 il Centro Studi Americanistici è presente anche nella mia città; le attività vengono animate e coordinate dalla prof.ssa Rosa Maria Grillo, docente di Lingue e Letterature ispanoamericane presso l’ Universita agli Studi di Salerno.

Per inciso, nel novembre 2004 a Perugia è stato inaugurato il CEntro DOcumentazione RIcerca “Circolo Amerindiano”.

Chi volesse saperne di più legga qua.

Studiosi, cultori ed appassionati si preparano al XXXII Convegno Internazionale e si preparano per tempo, sebbene l’evento a Perugia sia programmato per maggio prossimo..

Cronaca di un gabbiano

Molti lo conoscono. Chi lo ha incontrato in Splinder come me è forse una minoranza ormai, ora che (da tempo) ha questo spazio ecumenico, oso dire.
Qua
lo si vede al lavoro nella mia regione dopo l’alluvione che rovinò su Sarno e Quindici.

Ma è su due post che conviene soffermarsi: qua ,ossia quando racconta di sè, della strada compiuta e lascia riflessioni che invito alla riflessione generale; qua dove si fa megafono del Comitato degli scrittori in prigione.


Sacrifizio

Sono al paese tra ulivi e terreni incolti.
Abbiamo un appezzamento che , tempo addietro, rendeva alla famiglia ed ai contadini che vi lavoravano.
E ora? Stiam tentando di recuperare, ma chissà se mai potremo.
Tutto congiura contro un settore che ha costruito il Sud e non solo…
E’ questo il movente che mi spinge ( in modo imperioso) ad evidenziare questo post di Cristina, straordinaria cantora del fiume Po.

Il sacco porti
sulle spalle forti
e la testa piegata
ai pensieri di fame,
i piedi nudi nel sole
pensano alla sabbia di mare,
potresti portarci
i figli la domenica
a respirare aria buona
e la tua donna bella,
che di fiato ha cento baci

Netiquette ed O.t.

Prima di tutto un link sconsigliato a chi teme le vertigini e a chi detesta la Costiera amalfitana e compagnia cantando. Chi si avventura avrà modo di conoscere anche la faccia della sottoscritta.

Stasera mi urge dare spazio ad un tema sollevato da Marcello involontariamente e, credo, giocosamente: la netiquette (questa sconosciuta, ndr). Per i pochissimi che ne ignorassero l’ esistenza dirò solo che si tratta di regole che dovrebbero essere note a tutti coloro che usano il web.  Una sorta di decalogo, un vademecum che aiuta la comunicazione. Almeno ci prova.

Questa è la teoria. La pratica è molto diversa. Si commenta a go gò, a braccio, dall’ufficio, dal cellulare, dalla Sala professori, mentre la pentola è sul fuoco,al rientro ( esausti) dal lavoro, dopo una giornataccia e, magari, senza leggere i post, accadimento nefasto, a ben guardare i tafferugli cui ho assistito, e persino a giudicare le reazioni di qualche bloggher nei miei confronti.

Non sono per le regole applicate “tout court”, lo confesso, ma nemmeno per il “far west” nell’etere, affidando ogni nostro sospiro e riflessione a questa diavoleria che , ora si chiama blog, domani Fb ect ect.

Credo siano buone bussole per non “fagliare” : la capacità di decodifica, l’equilibrio personale, il coinvolgimento, l’empatia, la capacità di attenzione  e di ascolto che varia non solo da individuo ad individuo, ma anche da giornata a giornata.

Non prendiamoci sul serio a tal punto da guardare in tralice chi scrive o commenta oppure esprimere giudizi “trachant” quando le nostre aspettative vengono meno.

Gli Ot ( legittimi se dichiarati)  non sono un peccato mortale.