“Give peace a chance”

Avevo in mente di dedicare qualche parola al giallo di Carofiglio che ho appena abbordato, ma c’è una notizia tragica che ha la priorità.

Mi fermo davanti al dramma consumato, all’assalto condotto stanotte dalle forze israeliane contro la flottiglia multinazionale di attivisti filo-palestinesi in navigazione verso la Striscia di Gaza con un carico di aiuti umanitari.

Non farò “arringhe” nè geremiadi davanti a queste notizie terribili.

Mi fermo in silenzio partecipe e commosso…
Mi fermo per rispetto ai morti e, soprattutto, davanti alla sconfitta della pace, della speranza di vedere pace in quel territorio martoriato.

In Toscana c’è una presa di posizione di muovono Cgil e Arci: “in attesa di definire le iniziative specifiche che porteremo avanti nei prossimi giorni, invitiamo le camere del lavoro e le sedi arci della Toscana ad esporre bandiere della pace listate a lutto, come segno evidente del nostro dolore e della nostra condanna politica”.

Sos GIOVANI

Tantissimi lamentano la mancanza di lavoro e di iniziative in Italia.

Molti sollevano problemi stringenti sul fronte occupazionale.

Ma come mai una persona ( in questo caso la sottoscritta ) che cerca di varare un progetto a livello europeo ( finanziato dalla Unione Europea)  NON riesce a trovare un indirizzo disponibile ed idoneo?

Non lo trovo su Malta, nè sul Portogallo o  su altri paesi europei. Una sola professoressa in Romania, Ariana, mi ha gentilmente risposto, ma non ci son i requisiti anagrafici per un gemellaggio.

Ho mosso amici ( che ringrazio anche di cuore e pubblicamente), parenti e conoscenti, ho scritto  nel forum del Book crossing.Nulla di fatto…

Non sto cercando l’impossibile: cerco solo  una associazione informale disposta ad un gemellaggio culturale serio e composta da giovani tra i 18 e i 30 anni.

Possibile che non ci sia nessuno fuori dall’Italia ??

Ho un gruppetto di ragazzi finalmente disposto a lasciarsi coinvolgere. Ho fatto una fatica a trascinarli dentro perchè vivono in paesi dell’entroterra.

Perchè non trovo un cristiano fuori dall’ Italia che voglia gemellarsi con noi?

In memoria di Mauro Bolognini

Desidero evidenziare un evento di mio interesse per evidenti motivi: è stato pubblicato il Bando del “Film Festival Cinema e Letteratura 2010” a Pistoia. Si tratta della IV Edizione; la premiazione avverrà il 26 – 27 – 28 Novembre 2010.

Mauro Bolognini, regista teatrale e compositore di opere liriche, è stato sceneggiatore e co-sceneggiatore di un mucchio di produzioni cinematografiche. Qui l’elenco.

Il Bellantonio ( 1966)

Copio e incollo dal questo sito.

A distanza di alcuni anni dalla scomparsa dell’autore, il Centro Mauro Bolognini, dal 2001 impegnato nella ricerca e nella valorizzazione dell’attività di Bolognini, ha voluto intensificare gli sforzi, creando e dedicando alla sua memoria la rassegna cinematografica, “Cinema e Letteratura Film Festival Mauro Bolognini”.

Piero? Prospettiva forever

Per lui, che nel ruolo di storico dell’arte contribuì all’ identificazione dell’Italia quale culla dell’arte (di Firenze in  dettaglio),  la seduzione di Piero della Francesca si spiega così : ” l ’impersonalità è il dono con cui Piero ci incanta; l’assenza di emozioni manifeste è la sua virtù più tipica”.

Piero della Francesca, The Triumph of Constantine (1466)

Lo stile di Piero della Francesca appare del tutto singolare e risponde in modo rigoroso alla scienza che il pittore stesso studiò in modo approfondito: la prospettiva.
Questo asserto trova fondamento nei suoi scritti, dove Piero dimostra di credere in modo assoluto alla superiorità ed alla sicurezza della scienza matematica.

Il trattato “De Prospectiva pingendi” è la prima opera compiuta ed organica sugli studi prospettici del Rinascimento. Le teorizzazioni dell’Alberti e la rivoluzionaria concezione prospettica del Brunelleschi – che Piero chiama “costruzione legittima” – trovano un’esemplificazione chiara e compiuta. Per molti anni, il trattato è stato il testo di riferimento in merito alla prospettiva.

Per approfondire consiglio questo link.

Bruce Chatwin ed Eileen Grey

C’è un’arte nel nomadesimo? Forse sì, forse no.

Ma ascoltando quanto Giacomo Zito racconta in una puntata del suo programma “Destini Incrociati” di Bruce Chatwin ed Eileen Grey pare proprio di sì.

Il primo fu scrittore, viaggiatore britannico, autore di racconti di viaggio e romanzi, che riempiva il suo moleskine con scrittura fitta fitta.

Il secondo era una architetto e designer irlandese sicuramente da annoverare tra i grandi che hanno contribuito alla massima espressione del Movimento Moderno negli anni Venti e Trenta.

Eileen iniziò la sua carriera impadronendosi delle tecniche della laccatura dei mobili (acquisite grazie al maestro giapponese Seizo Sugawara), per poi passare all’architettura e all’arredamento d’interni.

Un inglese colto, elegante e terribilmente irrequieto intervista una donna che ha fatto dell’irrequietezza il motore della sua carriera.

Da questo incontro l’uomo inizia il suo percorso di nomadismo che lo porterà a diventare il più grande scrittore di viaggi contemporaneo che vede le vette in Bruce Chatwin ed Eileen Grey.

Le news dell’arte

L’ascolto dell’ultima puntata di “Artnews” , Rai 3, apre orizzonti inconsueti, per esempio, sui festival come quello recente del Salone del Libro.

Se dieci anni fa essi segnavano l’ingresso della società civile nel campo della cultura, oggi  sono sinonimo di “mistificazione”, ulteriore segno del degrado individualistico di un paese contagiato dal presenzialismo televisivo.

Chi volesse approfondire non deve far altro che procacciarsi quest’opera di Giulio Ferroni.  L’analisi di Ferroni sugli ultimi fenomeni letterari è spietata: della “Solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano, vincitore del premio Strega 2008, Ferroni parla di un’ostentazione (letteraria e di marketing) di una “educata borghesia progressista” che unita alla “bella presenza del giovane dottorando” (il tutto “condito e cucinato entro una famosa scuola di scrittura”) non poteva non garantire il successo editoriale di un libro che, secondo il critico, rappresenta soltanto un “Va’ dove ti porta il cuore” in versione laica e torinese.

E, poi, nella puntata di sabato scorso, Il furore delle immagini. Fotografia italiana dall`archivio di Italo Zannier nella collezione della Fondazione di Venezia, ovvero una grande retrospettiva che racconta la storia della fotografia italiana dagli esordi fino alle tendenze contemporanee, 260 immagini per lo più mai viste, corredate da una serie di libri e preziosi album fotografici che permetteranno una approfondita lettura storica delle opere dell’archivio Zannier.

Interessante, il servizio sull’arte che parte da handicap ed arriva a festival (Modena).

In conclusione, gioco a parte e il “making off” consueto, ci si imbatte nel ritratto di quello che non esiste: un`iniziativa firmata Re Rebaudengo. Non poteva mancare un omaggio allo scomparso  e compianto E.Sanguineti.