Bruce Chatwin ed Eileen Grey

C’è un’arte nel nomadesimo? Forse sì, forse no.

Ma ascoltando quanto Giacomo Zito racconta in una puntata del suo programma “Destini Incrociati” di Bruce Chatwin ed Eileen Grey pare proprio di sì.

Il primo fu scrittore, viaggiatore britannico, autore di racconti di viaggio e romanzi, che riempiva il suo moleskine con scrittura fitta fitta.

Il secondo era una architetto e designer irlandese sicuramente da annoverare tra i grandi che hanno contribuito alla massima espressione del Movimento Moderno negli anni Venti e Trenta.

Eileen iniziò la sua carriera impadronendosi delle tecniche della laccatura dei mobili (acquisite grazie al maestro giapponese Seizo Sugawara), per poi passare all’architettura e all’arredamento d’interni.

Un inglese colto, elegante e terribilmente irrequieto intervista una donna che ha fatto dell’irrequietezza il motore della sua carriera.

Da questo incontro l’uomo inizia il suo percorso di nomadismo che lo porterà a diventare il più grande scrittore di viaggi contemporaneo che vede le vette in Bruce Chatwin ed Eileen Grey.

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7 commenti Aggiungi il tuo

  1. cicabu ha detto:

    Come sempre proponi interessanti riflessioni..ora seguo i link per saperne di più..
    Tutto bene cara amica? Ciao..abbracci..^^

  2. cumino ha detto:

    Non sapevo dell’esistenza di Eileen Grey, interessante.

  3. marzia ha detto:

    Grazie mille, Cica, della tua attenzione e del gentile apprezzamento che non mi fai mai mancare.
    Nemmeno io sapevo della sua esistenza, Cumino 😀

  4. Marcello ha detto:

    Di Chatwin devo sempre leggere il diario di viaggio in Patagonia. Me ne hanno parlato tutti benissimo, so che potrei trovare degli stimoli…

  5. marzia ha detto:

    Soprattutto tu, visto il ruolo che rivesti, lo troverai mooooolto stimolante.
    😀

  6. clelia ha detto:

    Mia cara, mi hai regalato (con quel link) quasi un’ora di crescita, fiducia e apertura mentale. Un viaggio breve a scandagliare e lasciare brillare le tante gemme che in ognuno di noi si celano eppure restano, troppo spesso, velate nella vita di ogni giorno. Nella dimenticanza del sè.

    Ti sono davvero grata, ti abbraccio.

    clelia

  7. marzia ha detto:

    L’ha ribloggato su Alchimiee ha commentato:

    A metà degli anni ’70 del secolo scorso un brillante scrittore intervistò l’architetto novantatreenne Eileen Gray nel suo studio di Parigi.
    Fu lì che ebbe modo di notare una mappa della Patagonia che lei aveva dipinto.
    “Ho sempre desiderato andarci” le disse Bruce. “Anche io” rispose lei.
    “Ci vada, al posto mio”. Lui partì quasi immediatamente per il Sud America e appena arrivato a destinazione ne diede l’annuncio, insieme alle proprie dimissioni, al giornale, con un telegramma: “Sono andato in Patagonia”.

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