L’estate della Fondazione Alario

La Fondazione Alario è una realtà, creata nel 1986 e attiva dal 1997,  nata dalla precisa volontà della sig.ra Gaetana Alario, ultima discendente di una nota e illustre famiglia cilentana.

In cantiere l’Ente ha sempre numerose manifestazioni che, spesso, sulla filosofia hanno il loro punto di forza. Eleatica ne è un valido esempio. Ma anche la Mostra Intermediale sulla civiltà classica Visione del Tempo – Tempo di Visione.


Quest’anno la Fondazione e la città di Ascea hanno varato varie iniziative.

Per esempio, dal 15 al 17 giugno sono stati inaugurati due veri e propri laboratori aperti di sperimentazione teatrale per un collettivo di artisti romani che hanno eletto questi luoghi punto d’incontro ideale per due percorsi creativi da loro intrapresi.

Sempre relativamente alla Fondazione, in questi giorni mi è arrivata una pleiade di informazioni che riguardano le attività di questa estate 2010.

Si parte domani 1 luglio con un incontro con Giuliano Cannata, ingegnere,esperto d’ acqua e d’ambiente ( ect ect)  su “Si spegne signori si chiude. L’era della diminuzione” dove l’autore intraprenderà un discorso sulla rivoluzione rapida e travolgente della demografia, paragonando il globo ad una giostra dalla quale i passeggeri scendono e salgono, gioco che è destinano a finire.
Per il resto rimando al link.


I Mulini sono in festa

Pochi giorni fa mi sono occupata di questo evento che si svolgerà ad Agosto nel Vallo di Diano , ex lago pelistocenico cui non difetta l’acqua.

Ho scelto di occuparmi dell’ argomento perchè i mulini e lo sfruttamento delle acque nel territorio suddetto furono oggetto di una mia breve analisi. Ecco l’incipit.

L’acqua è fotogenica, lo sanno anche i bambini. Un corso d’acqua,poco importa che sia un ruscello, un torrente o un vero e proprio fiume in piena, suscita sensazioni e percezioni di freschezza , di movimento , di vigore. L’ acqua è vita, recitava una pubblicità. Sappiamo quanto la mancanza o l’abbondanza d’acqua abbia decretato la nascita o la morte di una civiltà. E se nei secoli questa energia della natura ha avuto una valenza considerevole  in campo strettamente economico essa ha permesso varie attività umane. Fin dall’antichità fu chiara la convenienza di accaparrarsi i diritti sulle acque .

Il loro sfruttamento promuoveva la molitura dei cereali come la concia delle pelli, la tintoria dei panni, ma anche la lavorazione dei filati.

Le gualchiere,che hanno fatto la fortuna economica di alcuni paesi del salernitano,  si avvalevano dei corsi d’acqua  piuttosto abbondanti nella nostra provincia. ( continua..)

Una utopia firmata Italia?

Offro spazio qui ad una realtà sulla quale mi sono appena affacciata. E’ una utopia italiana o si traduce in fatti concreti?

Sto navigando nel sito della Fondazione Italiana Accenture, che leggo essere ente di studi e di iniziative, senza fini di lucro, volto ad analizzare e promuovere l’innovazione nei modelli di sviluppo, nella cultura e nell’educazione.

Tra i loro target i giovani.

Evidenzio, su tutti, NavigAbile, progetto della Fondazione Italiana Accenture in partnership con la Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus e la Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus, ed in collaborazione con il Ministero della Solidarietà Sociale. NavigAbile fornisce, principalmente a bambini e ragazzi con disabilità di comunicazione e relazione, una modalità innovativa per comunicare e per accedere ai contenuti del web. Il progetto si avvale anche della partnership tecnologica di HP, Microsoft, Politecnico di Milano, Studio Delta e Nuance (ex Scansoft).

Ma dalla suddetta Fondazione è nato appena il 3 marzo 2010 anche un social media. Sul suo Manifesto leggo, tra gli altri obiettivi:

1. Desideriamo migliorare il mondo in cui viviamo.

02. Vogliamo generare innovazione al servizio della collettività.

03. Crediamo che attivare l’intelligenza collettiva significhi ottenere una somma superiore al valore delle parti.

04. Guardiamo a sviluppo sostenibile, educazione dei giovani, responsabilità sociale e cultura digitale come ai punti cardinali della nostra bussola.

Credo basti per motivare la mia segnazione di questa realtà (alla quale mi son appena registrata).

Una città che si scopre

Il Ballo a Bougival

Con la mostra a Rouen gli impressionisti hanno incontrato la città e la stessa si è scoperta nel suo passato impressionista.

Celeberrima per una cattedrale tra le più maestose che si esprime negli stilemi del gotico, la città della Normandia fino al 28 settembre ha un motivo in più per essere visitata.

Rouen si scopre impressionista e apre i battenti di una mostra che è quasi un atto doveroso.Ne accenno qua.

Dall’articolo a firma di Sergio Perego si evince che le collezioni impressioniste del museo locale sono dovute alla generosità di Francois Depeaux (1853-1920), un industriale del carbone che le offrì alla città di Rouen nel 1909, facendo della struttura espositiva la prima della provincia a consacrare una sezione a questo movimento pittorico.



I giocattoli dell’operazione Leonte

A casa mia arriva settimalmente e gratuitamente da due anni “Italia Oggi, quotidiano economico, giuridico e politico il cui direttore è Pierluigi Magnaschi. Due articoli hanno attratto, per due diverse ragioni, la mia attenzione.

Evidenzio oggi quello a firma di Emilio Gioventù, autore di un altro apporto similare nel numero dello stesso giornale il 9 marzo del 2007.

Questo che riporto qui è stato pubblicato sul n. 138 dell’11 giugno 2010 da “Italia Oggi“.

I militari italiani regalano giocattoli falsi ai bambini libanesi

Una barbie contro gli orrori della guerra. Ma anche Capitan America, l’uomo ragno e i fantastici quattro. È l’esercito dei giocattoli con il quale i bersaglieri italiani, impegnati nella missione Leonte, si alleano per conquistare la simpatia e l’affetto dei bambini del Libano.

Ma c’è un piccolo dettaglio: i giocattoli sono contraffatti e sono stati sequestrati dall’ufficio delle dogane di Taranto perché ritenute pericolosi e scadenti. Il comunicato dell’operazione di sequestro porta la data del 26 febbraio scorso e in pompa magna annuncia che «i funzionari dell’ufficio delle dogane di Taranto, con la collaborazione della Guardia di finanza, hanno sequestrato un carico di l8mila giocattoli per bambini con marchi contraffatti», «la merce era nascosto sotto un carico di copertura costituito da altri giocattoli di qualità scadente». Appunto. Ma un giocattolo scadente cinese e considerato pericoloso per i bambini di casa nostra, può regalare un sorriso a chi,invece, vive nell’incubo della guerra. Questa la morale che di sicuro ha animato il gesto di generosità del contingente italiano di Unifil. Ed è così che giocattoli con marchi contraffatti della «Formula 1». di «Mattel», «Disney, «Marvel» e «Time Warner», sono stati consegnati lo scorso 5 giugno ai bambini delle scuole elementari di Qana e Al Bazuriyah.

Una donazione la grido di pace, cooperazione e sviluppo, annunciata in grande stile.
da dire che in un paese dove il compagno di gioco potrebbe regalarti orrore e terrore se si presenta sotto forma di mina e ordigni improvvisati, anche una Barbie finta è la benvenuta.

Soprattutto se a mandarla in Libano è l’autorità giudiziaria che ha deciso di devolvere il materiale sequestrato per scopi umanitari. E,poi, in fondo, sui giocattoli sequestrati mancava il marchio Ce, che consente la commercializzazione in Europa, ma il Libano è fuori dai confini comunitari.