Aboca,il Fai e la terra di Francesco

Il mio gradimento nei confronti di una realtà come Aboca è ampiamente motivato: con uno spazio da coltivare qui in paese (  sul quale mi affaccio e che ora somiglia ad una “savana”) a disposizione posso finalmente dedicarmi alle piante ed alla terra.
Inoltre quanto leggo nel sito mi piace: da tempo Aboca “ha come principale obiettivo la conoscenza della complessità della natura, così da ricavare soluzioni utili per la salute e il benessere, nel pieno rispetto delle risorse naturali. Coerente con questa filosofia, l’azienda sostiene con forza la raccolta fondi del FAI – Fondo Ambiente Italiano – a sostegno del progetto “La Terra di Francesco” che intende recuperare e aprire al pubblico il Bosco di San Francesco ad Assisi.” 

Il termine Aboca, leggo nell’articolo apparso su “Etruria Oggi”, deriverebbe etimologicamente da Abiga, denominazione in dialetto toscano del Carnepizio, una pianta medicinale dalle proprietà depurative che nell’antichità veniva largamente utilizzata.

Siamo nel cuore della Valtiberina, la fertile valle del Tevere che scorre nel luminoso paesaggio di montagne,dolci rilievi e verdi conche che rifulgono nei dipinti di Piero della Francesca. Pochi chilometri e si è a Sansepolcro, la patria del grande pittore del Quattrocento, che vi ha lasciato i suoi capolavori, oggi esposti nel Museo Civico.
Ad Aboca si estendono coltivazioni nelle quali vige la massima attenzione all’impatto ambientale; non solo le colture sono rigorosamente biologiche (controllate e certificate) ,ma gli imballaggi devono essere biodegradabili o riciclabìli e le emissioni del. ciclo agro-industriale compensate dalla ripiantumazione. A Pistrino di Citerna, nella Valtiberina umbra, si trovano laboratori di ricerca all’avanguardia e stabilimenti produttivi, che impiegano agronomi, medici fannacologi, chimici farmaceutici, biologi di altissima professionalità.

2 thoughts on “Aboca,il Fai e la terra di Francesco

  1. Marzia ma sai quanto è bello scoprire queste cose, da quello che scrivi trapela una cura del territorio che pochi hanno. Conosci il libro di Alberto Magnaghi Il progetto locale. Verso la coscienza di luogo? Te lo stra-consiglio ti piacerà da morire!

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