Lascaux secondo F.Marotta

Da quando ho scelto di  vivere nella nostra antica casa di famiglia in un paese del Cilento mi procaccio informazioni, stimoli intellettuali e conoscenza come una forsennata. Oso dire in modo coattivo!

Agora Vox” ha pubblicato ancora un mio articolo, ma stavolta desidero dare spazio ad un apporto “doc” di Francesco Marotta.

Pubblicato per intero nel suo blog, il post si avvale in modo straordinario per me di alcuni testi di René Char e Maurice Blanchot, entrambi scomparsi, due illustri intellettuali  a me sconosciuti …almeno fino a due giorni fa.

Un commento di Stefania Roncari, a mio avviso, condensa il valore delle riflessioni degli studiosi e di Francesco Marotta.

Entrambi parlano della terra natale,principiale,dello stupore aurorale in cui la parola prima di essere senso-significato è suono-ritmo-mondo-presenza, qualcosa che ci supera e ci precede (qui nous devance..), la parola profetica-shamana che nel silenzio annuncia l’in-dicibile, l’in-conoscibile.

I Fori Imperiali di Andrea Giardina

Ieri sera tardi, miracolosamente, ho potuto giovarmi di un ascolto televisivo di rara intensità e pregevolezza.

La trasmissione Rai è nata da una registrazione effettuata a Roma nel gennaio scorso, durante una “Lectio” su Via Fori Imperiali creata da Andrea Giardina.

E’ degna di nota la divulgazione dello stravolgimento  della strada celebre voluto dal Regime fascista ( con conseguenze che durano ancora nell’ immaginario collettivo e nell’urbanistica) e di quanto falso storico si è perpetuato anche grazie a film di recente fattura.

Ho cercato senza successo il video per divulgarne i contenuti. Per la cronaca, ho scritto al professor Giardina per congratularmi.

A Roma le meraviglie dei luoghi svelano un universo di stili unico al mondo; passeggiare per le sue vie e le sue piazze è come sfogliare il più ricco manuale della storia dell’arte occidentale: archi e scalinate, colonne e obelischi, ville e giardini, palazzi e chiese, fontane e monumenti, riflessi della gloria di imperatori, principi e papi, testimoni del genio di artisti raccontano in filigrana storie e avventure di una capitale. Sarebbe troppo pretendere così di imprigionare la città eterna in un unico ritratto, per esauriente e acuto che sia, se non in un insieme di segni che offrono sempre nuove possibilità di lettura.


Il background de “Il Gattopardo”

gato4

Un post dedicato alla letteratura, mio primo amore.

Per semplificare, rimando prima  a questo ascolto .

Esso gioverà a chi fosse appassionato o semplicemente vuole approfondire la storia ancora poco nota di Giuseppe Tomasi ( principe di Lampedusa e della pubblicazione sofferta del suo “Il Gattopardo”, ndr).

Nella prefazione dell’edizione Feltrinelli curata da Giorgio Bassani è illustrato il caso, del tutto fortuito, che porto’ alla scoperta del ( per me ) meraviglioso romanzo, poi tradotto in tutto il mondo.Ancora oggi è tra i più letti.

Rassegnatevi: sono una romanticona!

Accadde che Giuseppe Tomasi si recasse a San Pellegrino Terme per accompagnare il proprio cugino il poeta Lucio Piccolo scoperto da Eugenio Montale.

In questa occasione il Nostro fu presentato all’indimenticato e indimenticabile Giorgio Bassani che ne ignorava l’esistenza.

Per inciso, erano tempi quelli che vedevano i massimi intellettuali made in Italy frequentare gli editori e non come oggi cantanti che hanno la fregola di pubblicare o, peggio, conduttori che ci ammorbano con le loro storie.

Dopo circa un anno venne fatto pervenire presso la Feltrinelli, ove Bassani curava le nuove proposte editoriali, un dattiloscritto contenente il capolavoro.

Stupirà che la Mondadori rifiutò la pubblicazione del romanzo? Esso venne pubblicato postumo.

Solo grazie a Bassani e alla Feltrinelli, venne alla luce uno scrittore destinato ad una fama mondiale, grazie anche al noto film, curato da Luchino Visconti che apprezzò il romanzo. 

thb

Passioni in radio

Un mio “dogma di fede” è che la radio rimanga l’unico mezzo comunicativo di pregio a salvarci dal degrado mentale,  dal disagio civile e dall’ appiattimento dei neuroni.

Il mio credo si rafforza dopo l’ennesima bufala televisiva che ha portato  alla ribalta una “cosiddetta” terremotata abruzzese in un noto format, per inciso condotto dalla figlia di questo uomo assassinato in un agguato di Cosa Nostra.

Millantato credito, mi si può obiettare, ma non basta! Questo significa prendere la gente per il culo ( meglio essere diretti invece di usare metafore ed eufemismi!).

E così, web a parte, il mio parterre si arricchisce di nuovi programmi radiofonici.

Amo Radio 3 e questo che segnalo è un suo spazio ben  gestito.

Si chiama “Passioni” e risulta articolato in cicli monografici della durata variabile dalle 2 alle 10 puntate. Ogni ciclo propone una narrazione ed una esplorazione condotta in prima persona dal protagonista o dai protagonisti intorno a quella “passione” che è al centro del tema scelto e si avvale di interviste, archivio sonoro, musiche.

“Passioni” non vuole offrire un approccio giornalistico o didascalico ma piuttosto l’esperienza viva dei protagonisti, la loro storia, le loro emozioni.

L’Ora della terra – Earth Hour..

A noi italiani tocca dalle 20 e 30 alle 21 e 30. Di che si tratta?

Della staffetta città e monumenti del mondo che spengono le luci a rotazione per richiamare l’attenzione sui problemi ambientali del Pianeta.

Si tratta de ‘L’Ora della terra – Earth Hour‘, organizzata per il 4/o anno di fila dal Wwf, che parte dalle piccole isole Chatham nel Pacifico oggi alle 20.30 locali (le 7.45 in Italia), e poco dopo dalle Figi.

Che dite, ne vale la pena?

W la Radio

Con Parole mie

Il 25 marzo Umberto Broccoli apre la puntata con le “Lettere ai familiari” di Plinio il Giovane: “Caro Tacito, mi raccomandi Giulio Nasone quale candidato… E’ come raccomandare me a me stesso”.

A seguire, una lettera in cui Giuseppe Verdi chiede un prestito al suocero: è particolarmente commovente la delicatezza e la tenerezza con cui il grande musicista si rivolge all’uomo che era stato il suo più grande sostenitore e benefattore.

La terza lettura di oggi è una lettera del marchese De Sade agli ufficiali della Bastiglia: “Monsieur De Sade fa presente ai signori ufficiali dello Stato Maggiore che il signor Governatore gli fornisce vino a tal punto adulterato da turbar quotidianamente la sua salute”.

L’aforisma del giorno è di Orazio: “La morte raggiunge anche l’uomo che fugge”.

Nella rubrica realizzata in collaborazione con Rai Teche, ascolteremo un servizio del 1959 sul ripudio di Soraya.
In chiusura una poesia di Alda Merini, “L’anima è quieta”.