Anna Lindh vive ancora

Nel settembre 2003 moriva (accoltellato) un politico svedese che non si avvaleva mai della scorta. Faceva la spesa, semplicemente,  e  si chiamava Anna Maria Lindh.
Di lei apprendo che all’età di dodici anni era già coinvolta nell’attivismo politico, e si iscrisse alla sede locale della Lega Giovanile del Partito Socialdemocratico Svedese (SSU), nella quale fu molto attiva soprattutto per la lotta ed i movimenti di protesta contro la Guerra del Vietnam. 

Per maggiori  dettagli relativi alla vita di Anna rimando qui.

Mi sto interessando a questa donna perchè le è stata intitolata la Fondazione Euromediterranea per il dialogo interculturale e per il Premio di giornalismoAnche quest’anno la Fondazione euro mediterranea Anna Lindh per il dialogo tra le culture ha lanciato il premio giornalistico euro mediterraneo sulla diversità culturale, un premio nato nel 2006 per riconoscere il ruolo positivo dei giornalisti nella sensibilizzazione sul valore della diversità culturale, che offre un riconoscimento ad articoli giornalistici su temi interculturali.

Il premio è aperto ai giornalisti dei 43 Paesi dell’Unione per il Mediterraneo (i 27 Stati UE, i 10 Paesi terzi del Mediterraneo, ed inoltre Monaco, Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro e Turchia), con priorità per i giovani giornalisti, che possono candidare articoli pubblicati dal 1° luglio 2010 al 15 luglio 2011″.

Tenerezza a quattro zampe

Cristina ne ha lasciato più d’uno di scatti, ma io non so scegliere quale mi fa più tenerezza. Manlio e Teresa, amici della CantoraDelPo, son abituati a questi spettacoli visto che il loro bel campo ha conosciuto una ridestinazione d’uso.

Grazie a Cristina conosco ora dettagli di questi splendidi animali, purtroppo oggetto di derisione anche nelle favole. Sgrunt!

La loro gestazione dura un anno.  Pensa un pò…

Nel campo di Manlio e Teresa sono arrivati dall’Umbria due esemplari sardi,  Verbena e Clivia.

Il maschietto, invece, è veneto e  si chiama Asdrubale.

La piccola Melissa  corre come una matta perchè gli asini ( ebbene sì, trattasi di asinelli, ho tenuto la suspense  dell’identità fino ad ora!!) sono animali predati e non predatori e hanno nell’istinto di scappare ; l’altra asina partorirà tra qualche giorno chissà ieri digrignava i denti e io mi sono detta:” saranno le contrazioni  ( con ) i dolori per il parto in arrivo..”;  l’asina che ha partorito ha fatto tutta da sola nel mattino: presto Manlio si è trovato la sorpresa! 

La mamma aveva già asciugato la sua piccola e la placenta ( si trovava) non lontana dal suo giaciglio; hanno un campo bellissimo curato con pali di recinzione e la rete per alternare il pascolo …insomma un bel lavoro a cui devono la loro gioia e l’amore per la terra e per gli animali!

Melissa è incantevole; da guardare qui..

Cast4 ? A Milano.

Abitando a Milano, un pensiero lo facevo e li contattavo. Chi? Quelli di Cast4!

Sito in via Castelvetro nella metropoli meneghina, è il luogo ideale per professionisti free lance, coppie creative, p.r., produttori, montatori, musicisti… e per tutti coloro che sentono di poter crescere vicino a tanti altri creativi e comunicatori.   Qui ci si documenta sui gruppi che hanno già aderito.


La mia miniera

Lo vado ripetendo da tempo: la radio ( soprattutto se ascoltata con comodo in modalità podcasting) ci riscatta e ci salva.

Sono una fedelissima di un paio di programmi, uno di Radio 24 , l’altro su Radio Uno. Parlo di “Con Parole mie” di Umberto Broccoli.

Grazie a questi ascolti, settimana dopo settimana, vado tesaurizzando un piccola miniera di informazioni e persino di curiosità.

Il 28 p.v. Broccoli apre la puntata con le “Lettere ai familiari” di Plinio il Giovane, un brano tratto dal Libro V, lettera 6: “Caro Domizio Apollinare, la villa posta alla base di un colle ha la stessa vista che se fosse in cima”. A seguire, un brano da “I racconti” di Giuseppe Tomasi  di Lampedusa: “Anzitutto la nostra casa. La amavo con abbandono assoluto e la amo ancora adesso quando essa da 12 anni non è più che un ricordo”. La terza lettura di oggi è tratta da “Viaggio in Italia” di Charles de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu: “Con il cardinale di Polignac sono stato alla Vigna Farnese, sul Palatino. Là c’era il Palazzo degli Imperatori, e soprattutto il Palazzo di Nerone, che lo ingrandì enormemente…”

Il Maestro tra ascolto e screen

Navigare nel bel mezzo delle note  è sempre stato per me un diletto: fin da bambina papà metteva, di tanto in tanto, sul giradischi  un Lp dalla sua piccola rassegna di musica classica.

Oggi invito ad un ascolto che risulterà gradito tanto ai cultori della Musa Euterpe quanto ai patiti della  storia e della tradizione musicale.

Il primo protagonista dell’ascolto è lui, carisma invidiabile e tempra d’acciaio, al quale è stato dedicato un film, “Maestro for the Screen”, per la regia di Georg Wübbolt.

In sintesi l’ascolto indicato appartiene alla fortunata trasmissione “Destini Incrociati” di Radio 24 e rimanda ad un “rendez-vous” tra un austriaco famoso e due italiani; l’opera lirica rappresenta il “fil rouge” di tutto l’incontro e rimanda alla sfida tra Puccini e Leoncavallo.

Una giovane cantante tenta il provino della carriera. Davanti a lei il Maestro Von Karajan: “Mentre mi ascoltava cantare vedevo che seguiva rapito e impallidiva, poi a un certo punto mi guardò e mi disse: “andiamo”… era fatta!!! L’intesa era stata perfetta e pensare che fino a quel momento non ci eravamo detti neanche una parola”.

Quella Bohème del ’63 è stato un “battesimo” non solo per la Freni, ma anche per Franco Zeffirelli, che ne è stato il regista:«È la mia creatura più riuscita, la più universalmente amata, accettata» : Nel corso dei successivi 25 anni, fino alla scomparsa del grande Direttore, la collaborazione tra la Freni e von Karajan è stata intensa e probabilmente pochi artisti possono dire di conoscerlo altrettanto bene quanto la nostra Mirella.

Parola di Erri!

La folla dell’accampamento lasciò cadere ogni cosa per avvicinarsi. Tutto cadde di mano tranne i bambini dal braccio delle madri.

Accorsero in un subbuglio di passi. Il silenzio seguente fu quello del latte che si caglia. Nella pace di un pozzo, nella circoncisione di Abramo su se stesso, in un palmo di mano passato sugli occhi, esiste un silenzio di condensa. Respiravano solo dal naso per non fare rumore in se stessi. Senza nessun comando uno dei primi accorsi tolse i sandali,mossa di chi entra nella tenda. ( tratto da “E disse” di Erri De Luca)