L’orchidea d’acciaio

Celebre lo è sia per la sua fermezza sia per il suo coraggio, Aung San Suu Kyi.

Celebre anche prima che le venisse conferito il Premio Nobel per la pace nel 1991.

Nel 2007 l’ex Premier inglese Gordon Brown ne ha tratteggiato il ritratto nel suo volume Eight Portraits , indicandola quale modello di coraggio civico per la libertà.

Ora il mondo del cinema le ha tributato un doveroso omaggio. Lo ha voluto Luc Besson, regista di un film che la vede baricentro del suo paese, una produzione per tenere desta l’attenzione su questa piccola e tenace donna birmana.

”Un atto d’amore e di impegno, un film importante da fare per Aung San Suu Kyi”; queste le parole dell’interprete Michelle Yeoh a siglare la presentazione al Festival del Cinema di Roma. Va detto che il film è ancora senza una distribuzione italiana.

Protagonista sugli schermi è lei, battezzata “l’orchidea d’acciaio birmana”.

Cordoglio per l’alluvione in Liguria

Esprimo con questo post tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza commossa alle comunità della Liguria e della Toscana, colpite drammaticamente dall’alluvione. Spero che il procedimento aperto per individuare eventuali responsabili di questa apocalisse sia fruttuoso.

Copio e incollo dal comunicato ANSA:

La Procura di Massa ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo in seguito all’esondazione che ha causato due morti ad Aulla. Lo ha annunciato il procuratore Aldo Giubilaro, il quale ha spiegato che al momento non ci sono indagati. Scopo dell’inchiesta, di cui è titolare il pm Rossella Soffio, è capire se interventi nell’area del Magra possano aver avuto un ruolo nell’esondazione del fiume. Per questo la procura ha chiesto, anche ai cittadini, di mettere a disposizione filmati amatoriali sulle aree interessate prima e dopo l’alluvione. A Massa sono quattro le inchieste aperte per omicidio colposo sul territorio di Massa Carrara per danni causati dal maltempo dal 2003 ad oggi, con complessivamente 6 morti.

Rammento qui ed ora la nostra tragedia di Sarno del 1998 che tanti lutti causò e tanta sofferenza.

La Campania non è nuova alle alluvioni.

Il 25 ottobre del 1954 a Salerno un evento simile seminò morte e terrore.

Mia madre era incinta di me. Mio marito ( aveva sei anni ) rammenta i morti sporchi di fango, i corpi aggrovigliati, le grida di soccorso, la disperazione della gente.

Lui e i suoi familiari sono tra i miracolati perchè la loro casa non venne travolta dalla valanga di acqua e di fango.

Salvatore Lupo: l’Unità vista dal Sud

Sebbene mi sia mesa in standby non posso far mancare i consigli “per gli acquisti”, ossia la segnalazione di trasmissioni o  puntate che possono risultare utili ed interessanti. Oggi è il turno di questo spazio di Radio 24, curato da Salvatore Carrubba. In dettaglio segnalo l’ascolto di una puntata che pone l’attenzione su Salvatore Lupo e l’Unità d’Italia vista dal Sud.

Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, accanto alle celebrazioni non sono mancate le polemiche e le spinte revisioniste. Non solo al nord, ma anche al sud c’è stato chi ha preso le distanze dal Risorgimento, chi l’ha visto come una conquista imperiale da parte del Piemonte, e come punto di partenza per lo sfruttamento del sud.

Nel suo libro “L’unificazione d’Italia. Storia, mito, memoria” (Donzelli), lo storico siciliano Salvatore Lupo parte dall’assunto che il processo che portò all’unificazione del nostro paese fu una vera e propria rivoluzione, con i suoi drammi e le sue contraddizioni. Una rivoluzione nata da spinte propulsive diverse, dato che l’idea di patria che avevano Napoli e la Sicilia era molto diversa rispetto a quella diffusa nel resto d’Italia. 

Qui per ascoltare la puntata in modalità podcasting.

Auguri amore mio

Mio marito festeggia i suoi 63 anni. 

Con questo link brindo alla sua tenacia, alla fermezza e alla disponibilità dimostrata nella sua vita e nella sua carriera, ora e prima, quando da docente, si batteva per i ragazzi. 

E’ il racconto dell’Italia che lavora con rigore e passione, con la testa e le mani, dando senso, identità, missione alle persone e al Paese.

Rimando qui per approfondimenti.

Chiamata alle armi: uno spot per il Congo

Cosa c’entra questa scuola in via di costruzione nel Congo, una Fondazione romana e la piattaforma di cinema che frequento?

E’ presto riassunto..

Sono approdata in questo sito che è poco dire interessante!

Cineama è una piattaforma per la creazione, produzione e distribuzione di film indipendenti, un laboratorio e una community aperta ai professionisti, ai creativi e agli appassionati di cinema e dintorni.

Chiara, in questo post, invita a creare; io mi son impegnata a divulgare, intanto! Ed ho pescato, nel frattempo che si crea in Cineama, un video creativo voluto dalla Fondazione Emanuela Panetti..


Lo sai che si può fare volontariato anche facendo ciò che più ti appassiona?
Ti piace sperimentare nuovi modi di fare, dire, e comunicare tramite le immagini?
Prova a metterti in gioco, crea una squadra e realizza il tuo video per la Fondazione Emanuela Panetti Onlus.
La fondazione sta realizzando una scuola materna nella Rep. Dem. Del Congo, e ha bisogni di fondi per completare l’opera.
La tua immaginazione e le tue idee posso essere una risorsa importante per chi ne ha veramente bisogno.
Aiutaci a regalare un sorriso!
Per info contatta: fondazionepanetti@gmail.com

Orfani di Andrea Zanzotto

So che non me ne vorrà, se approfitto di un suo post  per salutare un Poeta veneto e grande che ha lasciato questo mondo.

Il mio accorato augurio di buon viaggio ad Andrea Zanzotto

Nel Sonetto del decremento e dell’alimento Zanzotto riprende del resto un termine dell’umano alienarsi nella bestialità: «Catene alimentari vanno al trogolo, / in miriadi s’impennano mandibole / a vuoto o a pieno, salivati stimoli» (Ipersonetto. IV ), che lo apparenta alla poesia europea della più risentita denuncia, della più solitaria meditazione. Si tratta di attraversare e dilavare nella parola il corpo del mondo: «Eppure in bassezza, in te, mi stivo / come per un lunghissimo-vivere ancora, come se pozza / già dilavata dalle più fosche piogge, se sozza / dismemoria non fossi, non fossi bave e ringhi» (Che sotto l’alta guida).

tratto da un articolo di Carlo Ossola ne Il Sole 24 Ore.