Case d’uomo ..a misura d’ambiente

Nell’ attesa di effettuare riprese nuove naturalistiche e su siti di interesse Nazionale, dedico un post alle case ecocompatibili, rispettose del paesaggio italiano e all’avanguardia in soluzioni tecnologiche per il risparmio energetico.

Ognuna ha qualcosa di unico, tutto per far bene all’ambiente: sono le 10 soluzioni abitative vincitrici del concorso Eco-Luoghi 2011, promosso dal ministero dell’Ambiente e dall’associazione Mecenate 90. Si tratta di 10 eco-abitazioni (su 50 progetti totali) ora in mostra al Maxxi a Roma fino al 29 luglio con prototipi da 45 metri quadrati.

FOTO e testo ANSA

“Adriano”…in Tempio

 

Qualche giorno fa mi è arrivata notizia di una carrellata di eventi alla quale mi piacerebbe partecipare, per inciso perchè patita di teatro. Il “fil rouge” è rappresentato dallo scenario, alias un sito che è un attrattore grandioso..e che fa effetto su di me che pure son di casa.

La messa in scena è curata da questa compagnia.
Giunta alla II edizione,la Rassegna “Antica Paestum – Teatro Classico 2012”, offre agli spettatori un capolavoro come primo appuntamento: il 29 e il 30 giugno sarà di scena “ADRIANO” tratto dall’omonima opera di Marguerite Yourcenar.

NOTE DI REGIA

Siamo agli effetti spenti di una cometa…Morta! Perché in realtà gli uomini hanno già conosciuto l’apice dell’umanità, hanno già vissuto l’epoca nutrita di nobili virtù, il passaggio alto di un viaggio inesplorato, l’essenza triste di un linguaggio errante. E ora…? Solo il grido muto di cantori antichi, salti e striduli di fauni ignoti, voci inascoltate di testimoni arcaici possono dare lustro e corda, fiato e nervi ad essenze doriche, ad onde greche, per riportarci al vero, all’ essenza, all’ epopea del bello…

Il barocco in grancia


Per puro caso ieri ho saputo della esistenza del monastero del filmato che sorge nel comune di Montesano sulla Marcellana (Sa), in luogo ameno, ricco di acqua e di vegetazione. Se tanto mi dà tanto, devo realizzarci un lavoro.

Leggo che l’abbazia di S. Maria di Cadossa sorge in un pianoro tra boschi e campi coltivati a sud del suddetto borgo del Vallo di Diano. Insediamento monastico benedettino di origine medievale, inizialmente era fortificato e dotato di una torre merlata.

L’attuale struttura architettonica a corte è il risultato delle modifiche subite a partire dalla seconda metà del sec. XVI, in seguito alla sua trasformazione in grancia alle dipendenze della Certosa di Padula.
Nel 1579 i monaci certosini ingrandirono il complesso attorno al cortile e costruirono l’attuale chiesa dai raffinati stucchi barocchi, la quale sostituì la pre-esistente, adibita a dimora per i religiosi.

A piedi nudi..nel “mio” Parco

Stamattina è stato il turno del Monte Cervati, la vetta più alta della Campania che si erge nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Ci si può arrivare, avendo buone gambe e fiato, da Piaggine oppure da Sanza (Sa) ; con mio marito abbiamo scelto questa seconda strada sebbene lunga. Non siamo arrivati, tuttavia, in vetta perchè il meteo non prometteva nulla di buono.

Al rientro una tappa breve al sito unico nel suo genere del quale ho trovato un esaustivo filmato.

Il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte è situato a poca distanza dalla Certosa di San Lorenzo.

Anticamente faceva parte del borgo di Marcellianum, che a sua volta dipendeva dalla Civita di Cosilinum (oggi Padula e non Sala Consilina come si potrebbe credere) nella regione della Lucania e dei Bruzii.
L’unicum di questo monumento è rappresentato dal fatto che la vasca battesimale, anziché essere riempita artificialmente o manualmente, come di solito avveniva negli altri edifici, riceveva l’acqua in maniera del tutto naturale in quanto realizzata su una sorgente: questo rende il San Giovanni di Marcellianum unico nel mondo della cristianità.

La mela della Apple e il genio suicida

Gates e Jobs non son stati gli inventori, ma semmai i mercanti del Pc.

Il 23 si celebra cento anni dalla data di nascita del vero inventore del Pc: a 24 anni appronta una tesi che si presenta quasi come filosofia della matematica come spiega qui Odifreddi.
La macchina di Turing , che lui chiamava la macchina universale, era in grado di fare tutti i calcoli in maniera meccanica.

Sempre di Piergiorgio Odifreddi consiglio questo ascolto dove si scoprirà l’espediente utilizzato per suicidarsi e per non far soffrire la mamma; si scoprirà la relazione tra la mela morsicata della Apple e lui.


Alan Mathison Turing nasce nella del 1912. 

È il padre dei moderni computer. Ha aperto la strada all’intelligenza artificiale. Riuscì a decifrare il codice Enigma usato dai nazisti, contribuendo alla loro sconfitta. Ma fu perseguitato perché omosessuale. E morì suicida mordendo una mela intrisa nel cianuro.  

A cent’anni dalla nascita, Radio3 dedica la giornata di venerdì 22 giugno ad Alan Turing. Per conoscere “una delle più grandi menti scientifiche di tutti i tempi”, come lo celebra la rivista Nature, e per scoprire quanto ci ha lasciato (e che spesso non ricordiamo).  

Due matematici, Michele Emmer e Piergiorgio Odifreddi, il neuroscienziato Tomaso Poggio e il filosofo della scienza Simone Gozzano sono le voci narranti che in brevi racconti, lungo il palinsesto della giornata, ricostruiranno alcuni dei momenti della vita, delle idee, delle scoperte e dei travagli del geniale matematico inglese.

Qui per altre informazioni.

Pietra che parla

Voliamo in Lucania che ho visitato varie volte anche per motivi professionali.
Quella della foto è stato dichiarato monumento nazionale fin dal 1931 ed elevato a santuario nel 1999.

Parlo di Santa Maria di Anglona che domina da un colle la vallata tra i fiumi Agri e Sinni nel materano.

Dai suoi 263 metri sul livello del mare, la chiesa è visibilmente monumentale e isolata; nel suo Dna è scritta una fondazione che si data all’XI secolo e il ruolo di cattedrale del paese di Anglona, distrutto da un incendio nel XIV secolo e da allora abbandonato.
Mi ci recai in una delle sortite in Lucania.

Ripropongo un breve lavoro che la riguarda accompagnato da una poesia; l’autrice è Clelia Pierangela Pieri.

L’ antico santuario di Anglona, ovvero un antico santuario mariano situato sull’omonimo e sacro colle , ricade nel comune lucano di Tursi, in provincia di Matera.
E se il santuario risale alla fine dell’XI secolo, la zona presbiteriale è stata ampliata nel XIII secolo.

La pietra della chiesa è spettacolare per i cromatismi quanto la sua architettura e le figure scolpite.
L’archivolto esterno è di rara scenografia: rimanda immediatamente al medioevo con le sue teste di uomini ed animali sovrapposte ad un toro che richiamano le caratteristiche teste piatte dei portali normanni d’Inghilterra.

Al di sopra dell’arco, come si può notare, sono murati i rilievi raffiguranti i simboli dei quattro Evangelisti ai lati dell’Agnus Dei.

Il Sud secondo Levi

Di fronte alle secolari umiliazioni subite dai contadini – come ricorda Levi citando Francesco Saverio Nitti – “non c’erano che due possibilità: essere brigante o emigrante”.

Uno sguardo d’insieme lo offre questo lavoro di RAI STORIA che vale la pena fruire; innanzitutto per la presenza di un intellettuale come Carlo Levi, poi perchè il tema dei briganti è stato già fatto oggetto di banalizzazioni o demagogia.

Non è la prima volta che dedico un post all’argomento.

Mi preme che si conosca al meglio la verità storica di un fenomeno che con l’Unità di Italia conobbe il suo inizio.

Carlo Levi racconta il suo viaggio, nel 1935, in uno dei tanti villaggi della Lucania, dove ebbe modo di scoprire un mondo contadino immobile da secoli, segnato da povertà e analfabetismo.

Non fu un viaggio di piacere sebbene ebbe conseguenze sul piano sociointellettuale: da questa esperienza nascerà il suo romanzo più famoso, Cristo si è fermato a Eboli, che nel 1979 verrà anche adattato per il cinema e la televisione da Gillo Pontecorvo e Francesco Rosi.

Il 15 luglio del 1935,  la Commissione provinciale per il confino di Roma, ricevuto il rapporto della Questura, decideva di assegnare Carlo Levi al confino di polizia per tre anni “Siccome pericoloso per l’ordine nazionale per aver svolto…attività politica tale da recare nocumento agli interessi nazionali”.

Otto giorni dopo, ancora a Roma, Carlo Levi indirizzò una lunga ed appassionata difesa alla Commissione d’appello protestando la propria estraneità ai fatti che gli venivano contestati e ribadendo l’intenzione di dedicarsi esclusivamente alla sua attività di pittore.

La Commissione d’appello respingeva in via definitiva la sua domanda. Il 15 luglio la Regia Prefettura di Roma ne ordinò l’assegnazione al confino che avrebbe dovuto scontare a GRASSANO in Basilicata.
Non essendo considerata Grassano sufficientemente sicura per la vicinanza dello scalo ferroviario su proposta del Prefetto di Matera l’artista fu trasferito ad ALIANO, un piccolo paese quasi inaccessibile a quel tempo, a causa della mancanza di vie di comunicazione.