R come Raffaello

La migrazione della neocoppia di sposi dalla Baviera a Perugia è avvenuta.

In seguito ad una richiesta di informazioni dalla terra umbra ( cosa non si farebbe per un figlio sebben che sposato..) sono stata indotta a cercare; cercando ho trovato un Raffaello a Perugia a me del tutto ignoto.

Accanto alla Chiesa di San Severo, sovrapposta dalla metà del Settecento ad un’altra esistente fin dall’XI secolo, si trova una cappella dove si conserva l’unico affresco di Raffaello rimasto a Perugia, raffigurante una Trinità.

Nel dipinto, commissionato dal vescovo Troilo Baglioni, sono raffigurati accanto alla Trinità i Santi Mauro, Placido, Benedetto martire e Giovanni monaco; la parte superiore della parete fu affrescata intorno al 1505, mentre quella inferiore, lasciata incompiuta da Raffaello, fu completata nel 1521 dal Perugino.

Al centro della parete è collocata una Madonna col Bambino in terracotta, opera anonima databile tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo.

Annunci

Casa Italia? Oh yes!

Per mia fortuna ( e sua,ndr ) ho appena intrapreso una collaborazione con un collega inviato dalla sua testata giornalistica  a Londra per i Giochi.

Mi ha già raccontato qualche “chicca” sugli sprechi di questa struttura; invito a visionare sito e fotogallery.

Il Presidente del CONI, Giovanni Petrucci, unitamente al Segretario Generale, Raffaele Pagnozzi, ha presentato Casa Italia per i Giochi Olimpici di Londra 2012, a un mese dall’apertura.

Sei piani e 29 diversi spazi per eventi, 6 mila metri quadrati, attigua ai simboli della City, il Big Ben, l’Abbazia di Westminster e la grande ruota panoramica del London Eye. Sono numeri e dimensioni della struttura “The Queen Elizabeth II Conference Centre”, inaugurata da sua Maestà la Regina nel 1986, destinata a diventare il punto di riferimento dell’eccellenza italiana alla XXX edizione dei Giochi Olimpici Estivi.

Volcei tra storia e tavola

Alla metà di agosto da diversi anni una località della provincia di Salerno offre uno scenario che unisce la suggestione del passato allo spettacolo.

Si tratta delle Historiae Volceianae ambientate nel Museo Archeologico Nazionale di Volcei e nel Parco archeologico urbano di Volcei ( la odierna Buccino)  in provincia di Salerno.
Partecipare significa scoprite il gusto della storia a Volcei.
Durante l’evento ci si inoltra nell’incantevole scenario dell’Antica Volcei , dove la Legio I Italica fa rivivere i fasti di questa splendida e antichissima città.

Si può essere testimoni delle emozionanti vicende di Bruttia Crispina, sposa dell’imperatore Commodo e protagonisti del convivium, assaporando le antiche ricette della tavola di Apicio.
Tradizione e storia si incontrano in un percorso enogastronomico dove si gode gli antichi sapori di luculliani banchetti tra pietanze romane e piatti tipici locali.

La Parigi di Haussmann

Viaggiare grazie ai figli, sebbene metaforicamente, offre varie opportunità. E’ vitale.

Museo Jacquemark Andree

Nello specifico,per esempio, significa  “evadere” dalle periodiche angosce procurate dai continui nonchè estenuanti cambi di badante presso la 91enne suocera. Per la cronaca, siamo alla ventesima che scappa ( le ultime due han resistito un mese!).

Sbirciando tra le foto parigine di mio figlio, scopro parecchio ancora.

In alto, ho inserito una immagine scattata alla facciata del Museo Jacquemark Andree, situato nella Parigi  haussmaniana, nell’ottavo arrondissement. In basso l’immagine lussureggiante del salone ovale della residenza privata.

Indagando nel web, scopro cosa significa ( nella capitale francese,ndr) questa zona dal nome per me inconsueto;  cercando, scopro chi la creò.

A  Parigi tra il 1862 e il 1869 il Barone Haussmann predispose ed attuò un vasto piano di ristrutturazione.

Ecco come Manet nel 1872 ritraeva le corse al Bois de Boulogne ..

Un castello per sognare

Dalla luna di miele in Baviera ecco le prime  immagini.

Le lascio perchè mi fanno sognare un pò in un reale che è sempre più pesante anche per me. 

Questo scatto di mio figlio appartiene al maniero Linderhof, uno  dei castelli del re bavarese Ludwig II.  

Grazie alla mia curiosità e al web scopro che questo è l’unico castello la cui costruzione è terminata ed è sicuramente il più grazioso e il più armonioso.

Costruito in stile barocco ha un grande e bellissimo parco nel quale sono disseminati altri piccoli gioielli architettonici, tra l’altro una grotta artificiale con un laghetto dove ci sono anche gli immancabili cigni.

Questa grotta è stata costruita esplicitamente per la rappresentazione delle opere liriche di Wagner. Ludwig le faceva veramente rappresentare lì, ascoltandole come unico spettatore, in un ambiente quasi surreale e in assoluta solitudine.

Sullo sfondo un’enorme tela rappresenta la scena del Monte di Venere tratta dall’opera “Tannhhauser” di Richard Wagner, mentre dall’alto pendono stalattiti, stalagmiti e corone di fiori. Alla destra del lago, tra le rocce, scende una piccola cascata azionata meccanicamente, così come meccanicamente sono azionate le luci che variano dal rosso al blu. E per completare il tutto, in sottofondo la musica di Wagner.

Amelia, la donna volante

Tempo fa ascoltai grazie alla radio, la vicenda della prima aviatrice della storia.
Oggi me la riporta in mente il  Doodle di Google, ovvero la attuale versione speciale del logo che la commemora con un aereoplano, naturalmente.
Ecco qualche scarno dato biografico estrapolato dal web.

Lei nasce nella casa dei nonni nel Kansas e la sua carriera comincia con la partecipazione  ad un raduno.
Ha 23 anni.
Nell‘ aprile del 1928 il capitano Hilton H. Railey le propone di essere la prima donna ad attraversare l’Oceano Atlantico e il 17 giugno, dopo diversi rinvii per le brutte condizioni del tempo, a bordo di un Fokker F.VII, chiamato Friendship (amicizia), decollano con Amelia Earhart, il pilota Stultz e il co-pilota e meccanico Gordon.

Sebbene sia relegata a ben poche funzioni, quando il team arriva in Galles, 21 ore dopo, gli onori sono quasi tutti per lei. Anche il Presidente Coolidge le invia con un cablogramma le sue personali congratulazioni.Amelia_Earhart_1935

Ma la carriera subirà una impennata con l’accesso alla facoltà della Purdue University nel 1935 nel ruolo di visiting faculty member (“membro della facoltà in visita”) per consigliare le donne sulla loro carriera e come consulente tecnico per il Dipartimento dell’Aeronautica.

La sua carriera finisce nel’Oceano Pacifico. Il resto lo si legge qua.

Nel 2009 la sua storia odorosa di leggenda ( la prima aviatrice scompare misteriosamente ) diventa un film che porta la firma di Mira Nair.

Il resto è  storia dell’aviazione civile.

Lassù tra valli e montagne..

..e dopo la Francia sognamo con l’Austria.

Di questo albergo austriaco non sapevo nulla fino a 10 minuti or sono. Si tratta del “Liebes Rot-flüh” nella valle Tannheimer, idilliaco gioiello delle Alpi dell’Allgäu, incastonata in una natura piena di sorprese…

Qua per la spiegazione del nome che è particolare.

Lo confesso: pur preferendo l’Italia, mi sto divertendo a “volare” grazie al web tra le valli dell’Austria, conscia che potrei non aver mai occasione per visitarle.

Il sogno continua…

Il tempio del teatro ( e non solo) fotografato da mio figlio in viaggio di nozze.

Ho scoperto che, dal giugno scorso e fino al 14 ottobre, vi sarà allestita questa Mostra del Costume che suona affascinante. 

Nata come Académie d’opéra, l’ Académie Royale de Musique venne fondata nel 1669 per volere di Colbert.

E’ nota come Opéra National de Paris  il teatro pubblico francese, posto sotto la tutela del Ministero della Cultura francese che si è prefissi obiettivi per noi italiani straordinari ( visti  la  cecità culturale e il nepotismo vigente e presente nel nostro DNA ) : rendere accessibile il patrimonio lirico e coreografico al maggior numero di persone, e quello di favorire la creazione e la rappresentazione delle opere contemporanee. A questo titolo, l’Opéra, dispone di due sale: l’Opéra Garnier (che ospita il Corpo di Ballo dell’Opéra) e l’Opéra Bastille.

L’Opéra National de Paris contribuisce inoltre alla formazione professionale e al perfezionamento dei cantanti e dei ballerini, per il suo centro di formazione d’arte lirica e per la scuola di danza di Nanterre.

Infine, il settore animazione e giovani elabora ogni stagione un programma pedagogico.

Di sogno in sogno

Rimango in tema di sogno con questa foto che viene direttamente dal Castello di Blois, una delle magnifiche residenze sulla Loira. Sontuosa dimora di numerosi sovrani francesi, nel castello venne benedetta Giovanna d’Arco dall’arcivescovo di Reims prima della spedizione destinata a liberare Orleans dall’assedio.

Luigi XII si vede effigiato  sul portale d’ingresso. Come si nota si tratta di una statua equestre. 

La fortezza risale al medioevo ed appartenne ai conti di Blois ; divenne la residenza principale del re Luigi XII. All’inizio del Cinquecento, questi ne intraprese una prima ricostruzione e la messa a dimora di un giardino rinascimentale (scomparso nel 1890 per la costruzione dell’Avenue Victor-Hugo).

Il sogno di Armando sbarca al GFF

E’ “solo” un cortometraggio, ma porta la firma di Luca Miniero, il regista di “Benvenuti al Sud”, per intenderci.  

Gli attori son i contadini dell’Alta Irpinia..e se la cavan bene.

L’opera, presentata al GFF (Sa),  gioca con il tempo che passa in un’atmosfera sospesa e vaga che sostiene il sogno del protagonista, Armando per l’appunto.

Sullo sfondo i volti veri e gli sguardi profondi di abitanti locali e la luce abbagliante riflessa dalle spighe di grano ormai dorate che si estendono a perdita d’occhio.

Qui per godersi un piccolo cammeo cesellato ad arte, inzuppato di verità meridionale e, perciò, di poesia.

Un cortometraggio che fa sperare gli amanti del cinema italiano. E non solo loro!

Nell’era di Internet la pubblicità, per farsi vedere, deve diventare un contenuto di qualità. Da questo presupposto è partita l’agenzia Red Cell per proporre a De Matteis Agroalimentare di lanciare il suo nuovo brand di pasta di Grano Armando, non con il classico spot da 30”, ma con un cortometraggio d’autore, affidandone la regia a Luca Miniero. Il risultato è un piccolo capolavoro di quattro minuti, presentato in anteprima al Giffoni Film Festival.