Gibran il maestro

Loro mi ritengono pazzo perché non sono disposto a vendere i miei giorni in cambio di oro e io ritengo loro pazzi perché pensano che i miei giorni possano avere un prezzo. Kahlil Gibran

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Eboli, una città sconosciuta

Eboli dove Cristo si è fermato, chiosando Levi.

Eboli terra dei clan.

Eboli, patria di Pietro cronista mediovale, misconosciuto quanto abile poeta italiano.

Eboli come grammofono. Ohibò, questa mi mancava!

Mi mancava questo tassello; ci rimedio la settimana entrante, visitando e riprendendo un piccolo Museo dedicato ai dischi in vinile e ad una serie di oggetti “cult” quanto introvabili del settore.

Il Museo del grammofono è una collezione privata del prof. Vincenzo Mottola che ospita decine di fonografi e grammofoni, 2000 dischi a 78, 33 e 45 giri, locandine e manifesti della produzione discografica del XX secolo.

 

Il Viaggiatore leggero vive ancora

Michele Serra mi ha inoltrato in un sentiero nuovo e seducente; ho preso a percorrerlo, scoprendo un promotore vivace intellettualmente, profetico ed un costruttore di pace.
Gli devo attenzione.
Lui è scomparso nel 1995, ma la Fondazione che porta il suo nome opera incessantemente allo scopo di sostenere gruppi  e persone che con la loro opera contribuiscono a mantenere viva l’eredità del pensiero di Langer e perseguono il suo impegno civile, culturale e politico.

L’ultima della iniziative si è appena conclusa; parlo della Settimana internazionale della memoria 2012: Mostar, Sarajevo, Srebrenica, Tuzla 31 agosto – 8 settembre.
Ho scavato nel web, scoprendo di più di Lager..che conobbe don Lorenzo Milani e don Ernesto Balducci, per esempio.

Esponente, dall’inizio allo scioglimento, dell’organizzazione comunista Lotta Continua (fu anche l’ultimo direttore dell’omonimo quotidiano), fu poi tra i fondatori del partito dei Verdi italiani. È stato promotore di numerosissime iniziative per la pace, la convivenza, i diritti umani, contro la manipolazione genetica e per la difesa dell’ambiente.

 

GardMed, la sfida dei giardini

Nel Sudtirolo la tradizione dell’orto non si è spezzata. Qui le contadine non hanno mai smesso di prendersi cura di quei quadrati di terra recintati ma dalla frontiera permeabile con la vegetazione spontanea tutto intorno.

Per chi passeggi d’estate in montagna, questi orti, con botti e mastelli pieni d’acqua ferma per innaffiare, e le recinzioni realizzate senza chiodi secondo uno dei nove tipi canonici, smorzano le asperità alpine con la loro presenza familiare.

Così principia un articolo de “Il Sole 24 ore” , dedicato ad “Orti di pace“, una iniziativa che prende alla lettera un’osservazione di Claude Levi Strauss: solo i contadini, per il loro diretto e quotidiano contatto con la natura, sanno di non poterla violentare, ma di doverla invece capire con pazienza, sollecitare con precauzione, se non addirittura sedurla con la pratica ognora rinnovata di una familiarità ancestrale fatta di cognizioni, ricette a abilità manuali trasmesse di generazione in generazione.
E qui, nella terra dove una legge del 1948 tornava a tutelare il maso chiuso a scanso di frammentazioni ereditarie lesive della produzione agricola, e la memoria di generazioni germaniche risale almeno al VI secolo, contadini partecipi della vita politica fin dal Quattrocento custodiscono una tradizione orticola codificata nella svizzera Abbazia di San Gallo nel IX secolo.

Nell’articolo apprendo anche della nascita di un portale dedicato agli spazi verdi che ci incantano per profumi e colori quasi in ogni momento dell’anno.

Si tratta di GARDMED il cui obiettivo è creare una rete di supporto e di competenza tecnica per assicurare la sostenibilità e la corretta gestione dei giardini mediterranei. 

Nel sito vado apprendendo l’esistenza di tesori nascosti, spazi che meritano attenzione come l’Orto botanico di Catania fondato nel 1858 da Francesco Tornabene, monaco benedettino e docente di botanica. Questo gioiello è uno dei pochi giardini storici ancora esistenti a Catania.

Oggi i giardini Mediterranei affrontano una crisi. Sebbene per secoli influenzati dall’arrivo delle “innovazioni” del paesaggio, come l’estetica del giardino islamico, francese o inglese, in tutto il bacino mediterraneo si è a lungo mantenuto un principio fondamentale e condiviso di sviluppo di spazi chiusi con funzioni multiple e sostenibili.

Negli ultimi decenni, tuttavia, le influenze di progettazione distanti dalla tradizione mediterranea – unite al fenomeno dell’informazione globalizzata– hanno velocemente introdotto specie di piante straniere e una progettazione del paesaggio insostenibile (come ad esempio estesi prati all’inglese).

Rimando qui per la lettura del resto del testo.

Un paese, un arcangelo

Tramite amici, circa un anno fa, conoscemmo due volenterose studentesse di Economia Aziendale, le gemelle Veronica e Nickole, originarie di Valle dell’Angelo (Sa).
Da questo incontro fortuito sta nascendo un florido sodalizio, complice l’ottima pizza che il papà delle su citate cuoce nel forno a legna del suo ristorante.
Nel documentario , visionabile nel mio sito professionale, Veronica e Nickole narrano una storia insolita scritta nei secoli ( per non dire nei millenni) sul Monte Ausinito di Valle dell’Angelo, il borgo più piccolo della Provincia di Salerno.

Il lavoro, andato in onda sulle frequenze di “LiraTV” è stato curato dal Centro di produzione di “Chora TV” . 

Su Radio 3 la grande musica

Uno stile innovativo caratterizza “La pioggia” ( “Rain” in inglese, “Regen” in tedesco) , una delle opere più note e complesse di Joris Ivens, straordinario poema originariamente muto e senza didascalie del quale in “You Tube” ho rinvenuto traccia.
Di questa colonna sonora tratta una delle puntate de “I Maestri cantori” di Radio 3.
Cinema a musica han stretto fin dall’inizio un patto di sangue.
Da patita della musica quanto della settima arte non potevo che apprezzare questi ascolti di Radio 3,  fruibili con comodo in modalità podcasting.
Fino al 28 settembre studiosi e musicologi condurranno gli ascoltatori in un lungo e articolato percorso nella storia della musica.

La puntata del 1 settembre è condotta da Renata Scognamiglio che cerca nei cataloghi di musica colta dei musicisti che si dedicano alle colonne sonore per il cinema.

Le puntate prendon inizio con Paolo Prato e  gli “incontri ravvicinati” tra musica classica e jazz.

Continua Mario Bortolotto che passa in esame, a 150 anni dalla nascita, il ricco catalogo di Claude Debussy.

Nicola Pedone ricerca,poi, nella canzone popolare gli echi e le anticipazioni del canto colto; Giorgio Pestelli si dedica al genere del trio d’archi con il pianoforte da Bach sino a Ravel e Poulenc; Federica Di Gasbarro trae spunto dalle trasmissioni televisive di Luciano Berio C’è musica e musica; Sandro Cappelletto accompagna gli appassionati in un ricordo del grande baritono Dietrich Fischer-DieskauAngela Ida De Benedictis si occupa della musica composta negli anni per il Prix Italia;  Andrea Ottonello celebra, a 25 anni dall’ addio alle sale da concerto, il Quartetto Amadeus , una ensemble di archi fondata nel 1947 da Norbert  Brainin.