“Le dimore del vento”

Stamattina , tornando dal mercato, mi son imbattuta nell’opera, a me ignota, di Paolo Rumiz..

Giornalista e scrittore, nei tanti suoi reportage narra i viaggi compiuti, sia per lavoro che per diletto, attraverso l’Italia e l’Europa.
Risale all’anno scorso il viaggio documentato che ho acquistato e che mi risulta allegato ad un settimanale.
Si tratta di un percorso, “Le dimore del vento” , attraverso l’Italia cercando città morte, fabbriche dismesse e miniere abbandonate.
In realtà, il filmato nasce prima come libro ( “La casa degli spiriti” ) e prende forma filmica grazie a questo regista.

Mi ha colpito una frase nella introduzione: “il viaggio nasce in Grecia dove le pietre non cessavano di chiamarmi; ho scoperto che i luoghi abbandonati contengono più vita delle città“…

AAA cercasi lavoro “doc”

Questo post non è filogovernativo ma risulterà scomodo..
I giovani sognano.

E chi vuol mai negar loro questa opzione?

Mio figlio sogna un lavoro ora che è laureato; è disoccupato e non ha trovato nulla che faccia al caso suo.

Per ora.

Ma si masturba con i sogni.  Non parliamo di un paio di occasioni buttate nella “monnezza” che da sole gridano al cielo !!

Ma tutti possiamo sbagliare; io di errori ne ho commessi.
Perchè mi ci accanisco? Bene c’è un precedente..
Quando mio marito sognava il format, quello che ha,poi, realizzato con “LIRATV” i FIGLI gli davano addosso eppure lui campava di pensione. Era un hobby e aveva di cosa campare.
Aveva lavorato per 36 anni pure in zone impervie del Cilento alzandosi alle 5 DI MATTINA; ha campato la famiglia.
Con tanti sacrifici.

Era un suo diritto o no?
Voglio capire perchè mio marito non poteva sognare, ma loro sì. Ora si incoraggiano tanto i sogni. Che è cambiato?
Manca lo stipendio?
Bene: nell’attesa del lavoro importante, quello che tutti agognano, quello che realizza ogni professionista, i giovani finissero di prendersela con i genitori..
LAVORATE, cari miei, lavorate pure a fare le colf, gli idraulici, i gommisti.. come la signora ex architetto ( poverella!!) che ha avuto questo spirito audace pur di campare i figli..
Mi son vergognata di chiamarla: stavo per assumerla come badante di mia suocera!

Il Sud trema…

Io non ho sentito la scossa qui nel Cilento interno, ma pare sia stata una briscola di notevole gravità!

Ecco come commenta Gabrielli.

“A Mormanno la risposta all’emergenza terremoto è stata ottima”. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, appena giunto a Mormanno per presiedere una riunione tecnica convocata per fare il punto della situazione dopo il terremoto della scorsa notte.

Quando accadono fatti come questi – ha aggiunto Gabrielli – la gente dà addosso ai sindaci. Qui, invece, la loro reazione é stata estremamente efficiente”.

La zona colpita colpita alle 1,05 del 26 ottobre da un terremoto di magnitudo 5 è ‘’una delle aree a più  alta pericolosita’ sismica’’ in Italia. Il terremoto è avvenuto nell’ area del Pollino, tra Calabria e Basilicata, dove da due anni è in atto una sequenza sismica.

Il terremoto è avvenuto alla profondità di 6,3 chilometri e i comuni più vicini all’ epicentro sono Laino Borgo, Laino Castello, Mormanno, tutti in provincia di Cosenza, e Rotonda (Potenza).

Aliano, paese di confino e di Festival


La Lucania comincia ad aprile
e finisce a ottobre.
Non è una regione
è un riassunto del sistema solare:
c’è la luna ad Aliano nei calanchi
saturno sotto il Vulture
marte a Pietrapertosa
giove sul Pollino.  

Franco Arminio

Conobbi l’autore di questa lirica grazie ad una trasmissione radiofonica.

Ora scopro le tante iniziative con le quali si tenta di rianimare la sua Lucania. Franco si è approntato un blog e non solo quello.

La foto in basso ed in apertura è come Aliano è stato visto dall’obiettivo di H. Cartier-Bresson;   Aliano e i calanchi, paesaggio lunare, è il paese di Arminio, lo stesso dove venne confinato Levi.

La casa di Levi rimane l’ultima del paese, affacciata su una distesa sterminata di calanchi, è stata ristrutturata come tutto il quartiere attorno, fino alla piazza su cui affaccia il Municipio, e il tutto diventerà un borgo albergo, ci spiega il sindaco Luigi De Lorenzo, riparato da malelingue e tirapiedi grazie alle tipiche facciate «con gli occhi» anti-malocchio che ricordano come i tempi in cui Ernesto de Martino arrivava da queste parti a indagare sul sud e la magia non sono poi così lontani.

Una delle iniziative promosse da Franco Arminio  è questa, ovvero un Festival che prevede vari momenti.

L’evento, unico nel suo genere, vuole raccogliere intorno a un paese e un luogo preciso il meglio delle tensioni civili e artistiche che si stanno sprigionando nel mediterraneo interiore, con particolare attenzione ovviamente a quello che accade in Lucania e nelle regioni vicine. Il paese raccontato da Carlo Levi come simbolo di un sud che costruisce nuove storie legate a un nuovo rapporto coi paesi e il paesaggio. Il festival è una sorta di adozione collettiva di un paese e di un paesaggio nello spirito della paesologia. Una prima azione si chiamerà ‘Sette giorni ad Aliano’. Sei artisti di fama e sei giovani artisti saranno ospitati per una settimana secondo uno schema che prevede un’ospite al mese. Fotografi, scrittori, pittori, registi, musicisti verranno a lavorare ad Aliano e lasceranno la traccia del loro passaggio nel paese.