Vade retro,Misérables

Avevo letto recensioni del film in giro nel web. Tutte quasi entusiastiche, evidentemente sulla parola visto che il film è appena uscito.

Ne avevo visto il trailer e m’ero quasi convinta che fosse da vedere…


Tuttavia due critici lo bocciano quasi.

Sul Corriere Paolo Mereghetti  silura la prova canora del “cattivo” Russel Crowe perché “non tutti gli attori possono misurarsi con un musical“, e lui evidentemente non può; rimanda a settembre Hugh Jackman (sempre per la prova canora) e sottolinea come vi siano ben 152 minuti di canzoni (“senza un balletto e con meno di dieci brevi frasi parlate“). Dunque chi non conosce le melodie qualche rischio lo corre.

E Mereghetti chiosa: “Belle scenografie, qualche idea. Non basta“.

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Ancora più “cattivo” Paolo D’Agostini di Repubblica : “Resta come poche volte capita, di fronte ai cospicui 157 minuti di film che sembrano il doppio, una netta impressione di disparità tra gli ingentissimi mezzi impiegati e la totale delusione di un risultato che il tour de force tra una canzone e l’altra rende straordinariamente piatto“.

Rintocchi dal 1300

Per fortuna abbiamo cultori al Sud. Persone generose che dedicano tempo ed energia alla valorizzazione dell’arte e vivono quasi alla stregua di missionari.

In questo sito è stata pubblicata  una documentazione dettagliata per un rinvenimento che equivale ad uno scoop.

Ne son autori Maurizio Marotta e Giuseppe Mastrandrea: grazie al loro lavoro sono usciti dall’oblio a Laurino due capolavori artigiani.Grazie a loro si è potuta dare paternità certa ai gioielli medioevali.
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Il borgo nell’Alto Cilento, fascinoso per storia ed ubicazione, serba vari gioielli nella Collegiata, nelle sue chiese e tra le mura dei suoi palazzi patrizi.

Feudo dei Carafa prima , degli Spinelli poi, il paese ha mantenuto un cöté medioevale.

La ricerca di Marotta e Mastrandrea ha permesso ad un cammeo di venire alla luce: è l’opera notevole di un fonditore laurinese del 1300.
Chi mai sospettava che in un sito cilentano potesse nascondersi un piccolo capolavoro come campane di antichissima fattura?
Una fa bella mostra di sé nell’Annunziata, a poca distanza dal palazzo nobiliare, l’altra appartiene alla chiesa di s.Biagio.
Il loro creatore è Cosma da Laurino, appunto.

Lo garantiscono gli atti portati alla luce dai nostri cultori.
Un documento di spesa della corte angioina napoletana del 4 Aprile 1339, riporta la presenza a Napoli di due “campanariis magistri campanae magnae” chiamati al Belforte (Castel Ant’Elmo) per la fusione di una campana.

I due maestri sono Martuccio da Venezia e, appunto, Cosma da Laurino.

La “mia” terra

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Questa foto è stata scattata a pochi chilometri da casa mia al paese.
Ci troviamo nei pressi dello “scanno del tesoro” sotto la “valle di Marcantonio”. 
Da quassù vediamo la “terra della noce”, sotto la Madonna, ” terra di giorno”, “mancosa”, “lenata” , “pantana”, “pantano”, ” serra del raccio”, cappella Madonna del monte vivo, “tempe del carovo” e laggiù il fantastico Monte Cervati, la cima più alta della Campania.

La prima volta di S.Garrone

Rimango in tema di produzioni cinematografiche con una notizia fresca fresca.
Il fratello di Matteo Garrone, Stefano, si cimenta nel genere filmico.

Misterioso ancora il titolo. Il regista molto meno. Lui, fratello del mitico Matteo Garrone, ha scelto come location del suo film Villa Livia del Parco Grifeo . Ancora meno misteriosa la trama e l’attrice , quella Lisa Gastoni sex symbol acclarata degli anni ’60.lisa-gastoni
Battezzato in via momentanea “Pierferdinando”, l’opera filmica sarà ambientata nella palazzina stile liberty eretta ai primi del Novecento in forme neo-settecentesche e donata, nella seconda metà del XX secolo da de Luca Montallo, marito della duchessa di Cardinale Livia Serra, quest’ultima pronipote di Gaetano Filangieri, al museo civico Filangieri di Napoli.
Nel film non ci sono riferimenti a Napoli espliciti, ma nel capoluogo partenopeo il regista ha rinvenuto la villa ideale in Villa Livia.

La storia che Garrone racconta prende le mosse da un sito fatiscente dove vivono Marcella ( Lisa Gastoni) e suo figlio.

Sarà l’arrivo di un maggiordomo nuovo a dare la scossa e far resuscitare villa e suoi inquilini.
La padrona di casa ritroverà la sua piena bellezza, ricalcando la nuova vita di Villa Livia.
Riservo sui nomi dell’attore che interpreterà il maggiordomo; si sa che sarà di origini un maghrebine.

E’ un’opera di esordio, quella di Stefano Garrone che non ha avuto formazioni in scuole di cinema, ma che attraverso la fotografia si è avvicinano da autodidatta a questo mondo rutilante.

La Cassazione dixit

Il 27 giugno del 1980 è ricordato per una tragedia nei cieli del Mediterraneo. Ottantuno persone nel cielo tra le isole di Ustica e Ponza persero la vita nel disastro aereo.

Una sentenza ha messo la parola “fine”: fu lo Stato il responsabile.

La strage di Ustica avvenne  a causa di un missile e non di una esplosione interna al Dc9 Itavia con 81 persone a bordo, e lo Stato deve risarcire i familiari delle vittime per non aver garantito, con sufficienti controlli dei radar civili e militari, la sicurezza dei cieli.

Lo sottolinea la Cassazione in sede civile nella prima sentenza definitiva di condanna al risarcimento. E’ la prima verità su Ustica dopo il niente di fatto dei processi penali.

Nel video ecco come una puntata dalla trasmissione Blu Notte Carlo Lucarelli ci documenta sulla strage di Ustica.

Le mie due anime

Da pochissimo ho ripreso a scrivere racconti. E’ una delle mie due anime…

Questo blog non è il luogo deputato: questo è un blog giornalistico che ricalca il mio lavoro. Qua lascio notizie, informazioni di eventi ect.
Ma son contenta di vedere pubblicato qui in PostNarrativa un breve racconto.

Vorrei dedicar spazio ai briganti che potrebbero essere chiamati Partigiani se il nome non fosse storicamente prematuro e intriso di implicazioni e rimandi politici; dedicarmi alla loro saga che ha animato i cineasti di “luce nuova” permettendo certe produzioni.

Mi piacerebbe accennare alla figura del brigante Giuseppe Tardìo, avvocato filoborbonico che come intellettuale partecipa alla lotta armata per contrastare l’avanzata di Garibaldi. Il trailer in alto rappresenta un film che ho già evidenziato: ha raccontato questi nostri briganti e pure Tardìo.

La prima scena del trailer in basso ( opera di Martone) è stata girata a 3 chilometri da casa mia, in quella piazza di Roscigno vecchia ora disabitata ma non disadorna.