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Con la direzione di Sir Anthony Pappano ( gettonatissimo direttore di origini italiane, ndr) una musica che non mancherà di deliziare tutti.

Ricordo il compianto maestro Wolfang Sawallisch ( scomparso solo 3 anni fa, ndr) , Eva Mei soprano, Daniela Barcellona mezzosoprano, Matthew Polenzani tenore, Roberto Scandiuzzi basso e l’Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

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Ciack si gira

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Da qualche settimana scrivo per questo magazine on line.Per domani ho approfondito il discorso sul film di Ang Lee secondo me meritevole. Ecco il breve articolo a mò di recensione.
Prendiamo un soggetto, magari esotico, scriviamoci su un romanzo avventuroso et voilà, il cinema se ne appropria.

E’ successo al film di Ang Lee, “Vita di P”, opera che si abbevera dal libro omonimo scritto da Yann Martel. Piscine Molitor Patel, chiamato “P” , è appena un ragazzo indiano di Pondicherry che inizia ad esplorare i problemi della religione ad un’età precoce. Affronta un viaggio e sopravvive 227 al naufragio.
Da questa trama in apparenza facile Ang Lee trae un film. Va detto che il regista è un collazionatore di Premi Oscar.

L’intera storia è raccontata dal punto di vista di Pi da grande, il quale parla rivolto a uno scrittore interessato a trarre dalla sua vicenda un libro; inizia così il lungo flashback. Non mancano gli effetti speciali in questa ultima creatura del regista taiwanese.

Centrale nella storia è il viaggio della famiglia di P alla volta del Canada, punto di partenza dal quale si dipanerà un plot che possiede tutti gli ingredienti per piacere, sempre che non si soffra di mal di mare.

L’ oro rosso tutto calabrese

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Feci le vacanze un pò di anni fa a Capo Vaticano ( un sogno ad occhi aperti), spiaggia di scogli e mare superbo.

In quella occasione ebbi la possibilità di assaggiare le mitiche cipolle della zona, una prelibatezza che consiglio.

Perciò quando ho letto le proprietà della cipolla rossa IGP di Tropea e i suoi molti usi ho dovuto dedicarle un post.
Il loro sapore e colore fu un piacere per il palato e per la vista..
Vi invito a documentarvi seguendo questo link..

Giocare con l’Arte

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Forse non si giustifica nemmeno così il Lotto, ma l’idea è carina..
Il Gioco del Lotto per Tiziano” ti invita a partecipare al suo concorso. Sono stati messi in palio ingressi all’inaugurazione della mostra, ingressi e visite guidate per gli under 30 e laboratori “Io gioco con l’arte. Tono su Tono”. Per partecipare
http://www.lottomatica.it/lotto/home/index.html

Guardiamo la radio, oh yesss

C’è una bella novità per la radio. ora si vede! Mi piacerebbe sapere che ne pensate…

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Copio e incollo a beneficio di tutti.
Radio3 si vede!
Non è televisione: è l’esuberante indisciplina della radio, la sua capacità di attecchire altrove. Entra negli studi di via Asiago e segui le dirette dei tuoi programmi preferiti.

Facci sapere com’è andata a: radio3web@rai.it

Accendiamo la radio, è meglio!

Lascio di seguito per chi fosse interessato alla radio la programmazione di Fahreneit di RAI 3.
Lunedì 25 lo storico Franco Cardini ci porta a passeggiare per Gerusalemme. Una storia. Il libro del giorno è I disorientati di Amin Maalouf, il tentativo di un bilancio di una generazione fra Parigi e Beirut.

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Martedì 26 è il turno di Moni Ovadia che invoca “Madre dignità” per parlare a nome degli ultimi e dei diserati, mentre Romano Luperini ci racconta giovinezza e tentativi di rivoluzione nel suo romanzo L’uso della vita 1968.

Mercoledì 27 avranno voce “I tredicimila ragazzi italo libici dimenticati dalla storia”, di Grazia Arnese Grimaldi, sono quelli che vennero obbligati a “vacanze” in colonie fasciste per ritrovare le famiglie solo dopo la guerra.
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“L’equazione africana” di Yasmina Khadra è la storia di un sequestro di un medico tedesco da parte di bande islamiste.

Giovedì 28 su queste frequenze “Il realismo è l’impossibile”, sostiene Walter Siti, che lo difende e propone come raffinata tecnica dell’inganno.

Venerdì 1, una puntata sui viaggi. La direzione dei viaggi è cambiata, non più da ma ora verso “Hotel Albania”, con i giovani delle seconde generazioni che tornano a scoprire le loro radici, come racconta Francesco Vietti.

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AAA.. et voilà comprasi palazzo

Sembra una favola come tante: due stranieri arrivano da lontano, comprano un palazzo e fan lievitare una cittadina. Ma favola non è.

Gli stranieri hanno un nome e una nazionalità, Andy Quinby e Sherry Bowdin degli States. La cittadina esiste, Roccadaspide e racchiude biglietto da visita e cifra stilistica nelle pietre severe del suo maniero.
Funzionari di un’organizzazione internazionale, i Nostri “eroi” son decisi a ristrutturare un’antica casa nobiliare di ben ottocento metri quadri che vanta un pedigree di tutto rispetto: il palazzo, infatti, risale al 1786. L’intento è savio: giacché di alberghi è sfornito questo lembo di salernitano ci inventiamo una formula per ospitare gli stranieri
che desiderano soggiornare.
Il palazzo verrà strasformato in albergo e diverrà meta di turisti americani in vacanza nel nostro Cilento. Come se ciò non bastasse Andy Quinby e Sherry Bowdin intendono creare una sinergia tra Roccadaspide, con i suoi sapori, la sua aria salubre, la qualità dei suoi servizi, e la comunità di Spotsylvania Couthouse, in Virginia, a poca distanza da Washington.

Pi, in mezzo al nulla

Il sito dell ‘ANSA ha pubblicato tutte le schede dei favoriti all’OSCAR 2013.

Lo si può leggere qui.

Il premio Oscar Ang Lee ha realizzato il film del quale lascio il trailer.

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La sceneggiatura dell’opera è tratta dal romanzo del canadese Yan Martel e valse allo scrittore il prestigioso Booker Prize per la narrativa nel 2002…

Siamo in India a Pondicherry, dove il padre di Pi, proprietario di uno zoo, decide di trasferire famiglia e attività in Canada. Durante il viaggio al largo nell’oceano Pacifico la nave affonda e Pi si ritrova unico sopravvissuto su una scialuppa di salvataggio in compagnia di qualche animale e, soprattutto, di una tigre del Bengala, poco mansueta e molto arrabbiata. Perso in mezzo al nulla, Pi dovrà escogitare un modo per sopravvivere e raggiungere la terra.

Vittorio è sempre Vittorio

Fino al 28 aprile c’è tempo per visitare la Mostra all’Ara Pacis, un evento doveroso per il grande Vittorio.
La mia generazione era bambina quando si sfornavano i suoi film, ma come dimenticare i duetti con la Lollobrigida e la Loren, i battibecchi con Totò..

S’intitola «Tutti De Sica» questo struggente, emozionante viaggio nella vita privata e pubblica di uno dei personaggi più amati del cinema italiano che non dimenticò mai il suo debito d’amore con la Napoli della sua infanzia. Così scriveva De Sica nel ’54: «Sono ciociaro, anzi cafone (era nato a Sora nel 1901, ndr). Ma mio padre Umberto De Sica e mia madre Teresa Manfredi, erano napoletani. E napoletanissima tutta la mia famiglia, l’intero albero genealogico».
Per documentarsi rimando al bell’articolo pubblicato ieri sul Corriere del Mezzogiorno.

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All’Ara Pacis, nelle sale disegnate da Richard Meyer, ritroviamo di De Sica i lavori più celebri, le foto di scena, le locandine teatrali, le immagini private, e, accanto, gli abiti eleganti, i cappelli, i bauli delle tournée teatrali, la squillante divisa di maresciallo, in un angolo perfino la due ruote che inforcava Lamberto Maggiorani in «Ladri di biciclette», il suo film più bello accanto a «Umberto D», esplicito omaggio al padre che fu austero impiegato della Banca