Tre dritte prima della partenza…

Sono di partenza alla volta di Reggio Emilia dove lavora e vive il mio secondo figlio.
Non voglio lasciare abbandonato il blog perciò aggiorno con tre link.
Il primo attiene a “Terra di Resilienza“, una realtà del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano (Sa)…

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Il secondo link riguarda uno dei miei ultimi apporti, relativo alla magnifica Badia di Cava. Opere d’arte a parte, il luogo di culto è un forziere; il tesoro senza paragoni della Badia sono senza ombra di dubbio la Biblioteca e l’Archivio. La prima preserva dal deteriorarsi oltre 50.000 volumi, con numerosi incunaboli ed importantissime edizioni cinque centine. Il secondo è reso vivo da oltre 15.000 pergamene risalenti all’VIII secolo, da rarissimi codici minati, dal “Codex Diplomaticus Cavensis” che racchiude in sé il testo integrale dei documenti datati dal 792 1065. Uno scrigno di prim’ordine l’Abbazia benedettina. 

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L’ultimo link, sempre di un mio articolo, può avere un sapore macabro, ma incuriosire gli amanti delle novità e della tecnologia..

…e l’Abbazia divenne Museo

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Mentre digito è stato già inaugurato. Si tratta del Museo di Storia Naturale del Vulture, situato all’interno dei primi due piani dell’Abbazia di S. Michele Arcangelo che si trova nella Frazione Monticchio nel comune di Rionero in Vulture (Potenza). A Monticchio ci sono i laghi dove mio padre mi portò da bambina, ma non è l’unico motivo della mia segnalazione. Copio e incollo dal sito..
In questo nuovo spazio museale, collocato all’interno di un suggestivo luogo di culto, vengono descritti e valorizzati il territorio circostante, la storia del vulcano, le ricchezze naturali, la grande biodiversità di flora e fauna, grazie all’impiego di innovative installazioni multimediali, interamente realizzate da ETT (Electronic Technology Team).
Viene così espressa una nuova concezione di Museo, in cui le nuove tecnologie diventano strumento didattico e divulgativo ed il visitatore partecipa attivamente all’esperienza conoscitiva, interagendo con le installazioni presenti lungo il percorso espositivo, in particolare: una ricostruzione video che descrive le abitudini dell’uomo preistorico di Atella, i monitor multitouch screen che consentono di consultare schede dettagliate e contenuti multimediali sulla fauna e la flora presenti in questo particolare habitat e sul territorio circostante; un’applicazione touch con la ricostruzione 3D della Farfalla della Bramea, l’unica specie esistente in Europa.

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La finanza medievale inventò il Welfare

Il Palazzo di Sichelgaita

di Edoardo Castagna

La storica Gabriella Piccinni, ospite al Meeting, rilegge l’Italia dei Comuni, dove mercanti e banchieri si facevano carico dei bisogni dei più poveri.

«Quando c’è una crisi tutti vengono da noi medievalisti, a chiederci strumenti per capire quello che sta succedendo, per farsi dare qualche suggerimento dalla storia. Era successo negli anni Settanta, succede di nuovo adesso». E infatti Gabriella Piccinni, storica dell’Università di Siena, al prossimo Meeting sarà chiamata a parlare del «Medioevo e la nascita del mercato» con Paolo Nanni e Giorgio Vittadini (martedì 23 alle ore 15 in Sala Neri).

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Considerazioni da chaiselongue

Beh, ho almeno due buoni motivi per “ribloggare” questo post!

cristina bove

chaiselongue

Non devo far chilometri per arrivare all’acqua
il deserto non soffoca i miei piedi
non mi uccidono se guardo in faccia un uomo
__tuttalpiù mi violentano per strada__
non porto anelli al collo
e non ho il sesso tagliato e ricucito
reco però le ingiurie alla mia età
di chi si crede giovane ed è vecchio.

Avremo forse pace
quando inciampando nelle terre d’ombra
incontreremo lo straniero-io
sabotatore delle traversate
lì sulla costa giunto
sconosciuto alla gente del paese

e ci proclameremo smemorati
c’inventeremo un essere diverso
mangeremo l’ortica per sfamarci
e dalla lingua esangue germineremo bolle di parole

un gran falò
faremo d’ogni lingua e d’ogni glossa
tanto che ce ne viene
da lettere ranocchie orizzontali
alcune imbalsamate come santi
altre lisciate tra le messimpieghe
laccate di carminio e di bon ton

in premio una garrota ad personam
avvitamento ad hoc

o la condanna a vivere da bruti
orfani…

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Quei volti di pietra

“È dell’artista il fin la meraviglia, chi non sa far stupir vada a la striglia”. Parafrasando il poeta Giovanbattista Marino, ecco la sintesi del manifesto programmatico dell’arte barocca. Con esso sontuosità, enfasi e teatralità colorarono un’epoca, irradiando ovunque la loro scintillante potenza.
Un momento artistico è rilevabile anche da dettagli. E Salerno non può certo dirsene sprovvista: le case palazziate, le nobili residenze cittadine o rustiche furono dotate di tali fregi e ornamenti che l’ingiuria del tempo e degli uomini non è riuscita a strappare del tutto ai nostri occhi contemporanei.
Siamo in un “habitat” mediterraneo per colori e materiali.
A Salerno la pietra è una discreta padrona di casa nei portali e nei vicoli, eretta in alto o calpestata come selciato. Elemento familiare. Per accertarsene basta percorrere il centro storico con uno sguardo accorto, sena la fretta di una quotidianità concitata.
Si potrebbe scrivere una storia dei mascheroni che impreziosiscono la città, usati come bocche d’acqua, ornamento, oppure spegnimoccolo o in funzione apotropaica.
Ne esibisce uno il largo S.Tommaso d’Aquino, laddove si affaccia la bella chiesa di San Domenico con le sue lesene e i suoi capitelli.

Traiano

Scrivere o non scrivere

Non sono una frequentatrice assidua del blog di Cristina, ma desidero evidenziare il suo post perchè, unitamente al commento di Luciana, lo ritengo degno di nota.

cristina bove

contrasto - by criBo

Forse tutti noi che scegliamo di comunicare attraverso blog, social network, ecc., tentiamo di conformarci a un mondo di amicizie ondivaghe, alcune gratificanti, altre meno, e in qualche caso ci troviamo in difficoltà a comprenderne schieramenti occulti e discontinui.
A volte si vorrebbe fuggire, chiudere questa finestra sul mondo. Per poi scoprire che rinunciare equivarrebbe quasi a un autoesilio.
Il web offre possibilità di conoscenze impensate, rende la comunicazione immediata e universale. Si vorrebbe restare in contatto con tutti e ci si rende conto che non è possibile. Che la vita conduce dove vuole e non sempre si può stare alla finestra.
E continuiamo a scrivere di tutto ma forse, ancora forse, ciascuno vorrebbe dire solamente: guardami, esisto.
Lapalissiano e banale, dirà qualcuno. Sì, lo è. Come la vita. Come nascere, crescere, apprendere, amare, invecchiare, morire. E cosa mai davvero ci è appartenuto? La Storia? la Bellezza? l’Armonia? la Grandezza?…

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