La Resilienza è una virtù

Terra di Resilienza non è uno slogan ad effetto, ma un modo per vivere un territorio. Essa vanta sentieri e idee, modi di vedere l’agricoltura, di abitare diverso un habitat. Sabato e domenica saremo con la telecamera a raccontare i “weekend dell’olio”…

ImmagineIl Cilento è una terra di comunità diffuse, piccoli borghi di una periferia rurale, in ritardo rispetto al cosiddetto “progresso”.

Un ritardo che ha permesso di conservare i segni di una civilissima cultura contadina, nata ancora prima che i coloni Greci raggiunsero questi lidi quasi 3000 anni fa. Una lunga storia di miseria, ribellioni violente e quella rassegnazione che ha costretto migliaia di contadini a divenire serbatoio di manodopera per le città del Nord Italia e Europa.

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L’emigrazione verso la Germania, la Svizzera e il Nord Italia, iniziata negli anni ’60, è all’origine di una vera e propria rivoluzione urbana nei paesi di origine.

Una colata di utopia del cemento invase anche le nostre contrade e l’immaginario dei cilentani, si costruirono i paesi nuovi e il benessere era rappresentato solo da ciò che veniva dall’esterno e dai materiali innovativi (plastica e cemento).
Sono percorsi di ecoturismo che rivoluzionano il modo di intendere la vacanza, la distanza che bisogna viaggiare, la tipologia di alloggio ed il nostro comportamento quotidiano durante il viaggio. Sono percorsi a piedi tematici, in compagnia degli asini, lungo le antiche strade, mulattiere, carovaniere in disuso, attraverso i paesi, i borghi e le montagne del Parco Nazionale del Cilento. Sentieri che invitano alla scoperta di luoghi, tradizioni, sapori, storia, artigianato, pastorizia, odori, erbe selvatiche e officinali, paesaggi, passaggi e saperi della periferia rurale e di una civiltà contadina millenaria. Viaggi lenti che stimolano uno stile di vita che impone il rispetto per la natura e la cultura del nostro territorio: sentieri che tentano di accedere al percorso esistenziale di ognuno di noi nel segno della resilienza.
Olio fai da te, ti dà l’opportunità di raccogliere le olive nei terreni del comune di Morigerati e di poter portare a casa un olio di grande qualità alimentare. Avrai la possibilità di scoprire terra, luoghi e tradizioni millenarie e di conoscere in prima persona i processi produttivi legati alla coltivazione e trasformazione delle olive. Coltura e cultura dell’entroterra cilentano: L’olio fatto da te ha tutto un altro sapore! 

Radio? Forever!

Sono in molti ancora a non sapere che la RAI da tempo ha aperto 3 canali radiofonici sul web.

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Si tratta di WEBRADIO 6, 7 e 8. Ognuna con le sue particolarità.

Ne approfitto per segnalare una programmazione creata dalla prima, dedicata alla storia, al passato e ai ricordi dell’Italia degli ultimi decenni. Un patrimonio comune di emozioni, vissute sulle onde di Radio Rai, dai tempi dell’Eiar a oggi. Un palinsesto di otto ore, replicato due volte nell’arco della giornata.
Dal 22 novembre andrà in onda la settimana “TUTTO CAMILLERI” prosegue con una serie di teatro raccontata da Andrea Camilleri e le interviste impossibili con la sua regia..stor_12664200_13410

Martedì 22 novembre: “Raffaele” di Vitaliano Brancati, raccontata da Andrea Camilleri e l’Intervista impossibile di Leonardo Sciascia “Maria Sofia di Borbone” con Andrea Camilleri nella parte dell’intervistatore al posto di Leonardo Sciascia.

Mercoledì 23 novembre: “Emigranti” di Slawomir Mrzozek e l’intervista impossibile “Socrate” di Edoardo Sanguinetti con Paolo Bonacelli.

Giovedì 24 novembre: “Un leggero malessere” di Harold Pinter e l’intervista impossibile “Gregorio VII” di Jan Meyerowitz con Mario Scaccia.

Venerdì 25 novembre: “L’innocenza di Camilla” di Massimo Bontempelli e l’intervista impossibile “Francesca da Rimini di Edoardo Sanguineti con Laura Betti.

Sabato 26 novembre: “L’uomo e la sua morte” di Giuseppe Berto e l’intervista impossibile “Beatrice” di Umberto Eco con Isabella Del Bianco.

Domenica 27 novembre: “La guerra di Troia non si farà” di Jean Giraudoux con una fantasia natalizia di Federico Fellini e Ruggero Maccari “La rivista sotto il tovagliolo” con Andrea Camilleri tra gli interpreti.

In quel di Diano…

Domani conto di essere con la telecamera e il marito a Teggiano (Sa), antico feudo dei Principi Sanseverino.

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Ho appena terminato di scrivere il mio intervento di domani; la mia attenzione lascerà da parte le chiese e si concentrerà per avvicinare gli spettatori alla storia e all’identità della cittadina del salernitano.
Lascio qui un trancio del mio servizio di domani..

Adagiata nel Vallo di Diano, si erge come una regina in trono Tegea, Tegia, Tegira come la chiamarono i greci quando si insediarono in queste terre che costituirono la antica Magna Grecia.

In epoca normanna, Teggiano era governata come buona parte del Vallo dalla potente famiglia Sanseverino. Conti di Marsico e ,poi. principi di Salerno, essi acquisirono il feudo di Diano di cui facevano parte i casali di Sassano, Monte S. G., S. Rufo, S. Pietro e S. Arsenio.

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Tra i centri storici della Provincia di Salerno, Teggiano è certamente quello che ha conservato meglio la sua antica fisionomia di roccaforte.
Una tesi accreditata presso gli studiosi la vuole d’origine lucana in quanto la cittadina fu fondata verso la fine del VI sec. a.C.
Probabilmente distrutta da Alarico intorno al 410 d.C. Teggiano assunse la denominazione di Dianum, poi Diano, solo a partire dal V secolo.

La cittadina, erta a oltre 600 metri sul livello del mare, visse il suo massimo splendore sotto la signoria dei Sanseverino alle quali si deve la costruzione della Certosa di Padula per scelte politiche e munificenza.

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Riflessioni sull’opera di Franco Arminio e sul libro ‘Geografia commossa dell’Italia interna’.

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geografia commossa
di Alberto Barone

Non è facile parlare di un autore come Franco Arminio e non per specifiche difficoltà: la sua è una scrittura chiara, scorrevole e sintetica, istintiva, immediata, non ricercata né filtrata, dotata di una propria musicalità: lenta aggressiva veloce scattante ritmata risposante irritante. Personalmente poi, è garbato gentile diretto; non si nasconde: nelle sue pagine lo ritrovi per quello che è: ipocondriaco umorale incostante ironico insofferente caustico sincero. Nonostante i toni forti, a volte sconsolati non si lascia vincere: è un combattente.

Eppure: eppure non è semplice ricondurlo ad una sintesi. Non basta la paesologia, c’è sempre dell’altro. Quando sembra che hai trovato il capo ti accorgi che potrebbero esserci nuovi e differenti punti da cui partire.

Arminio si definisce pescatore, pescatore di montagna. Un pescatore con le proprie postazioni fisse: la panchina la strada il bar l’ufficio anagrafe i gradini di una chiesa. Pescatore di una pesca…

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I Magi sulla Via della Seta

Il Palazzo di Sichelgaita

di Franco Cardini

Qualcuno si è stupito del fatto che il papa abbia attribuito, con il suo viaggio di quest’estate a Colonia, tanta importanza a “una leggenda”: è presumibile che chi si è posto questa domanda alludesse alle reliquie custodite nel duomo di Colonia e alla loro origine, appunto “leggendaria” in quanto legata a una translatio forse del IV, forse del VI secolo, da Milano a Costantinopoli. In effetti, tutta la leggenda conosciuta come relativa al vescovo di Milano Eustorgio (ma di vescovi con tale nome ve ne furono due) e alle reliquie dei “tre re” ch’egli avrebbe recato dalla capitale dell’impero d’Oriente è, storicamente parlando, molto incerta. Ma storica è invece, eccome, la translazione delle reliquie voluta dall’imperatore Federico I o comunque da lui consentita; e attuata nel 1164 dall’arcicancelliere imperiale e arcivescovo di Colonia, Rinaldo di Dassel.

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