Sotto il patrocinio del MIBACT

Oggi desidero segnalare un Concorso che nasce sotto il patrocinio del MIBACT, altrimenti detto Minsiero per le attività culturali ed il Turismo.

Si tratta di un torneo letterario la cui scorsa edizione si è conclusa con la selezione delle 10 opere per la pubblicazione in formato ebook, di quella per l’edizione cartacea e l’assegnazione del premio Vanity Fair.

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È stata dimostrata la validità di una formula di scouting innovativa, democratica e al tempo stesso attenta alla qualità delle storie, un’alternativa al self-publishing. Il claim del torneo letterario IoScrittore non vuole infatti essere: “Se l’hai scritto, va stampato”, quanto piuttosto: “Se l’hai scritto, va valutato”. È la logica di un torneo completamente gratuito che garantisce la piena libertà degli autori.

Tesori in mostra

Ogni mostra degna di tale nome ha una sua validità e un suo appeal.

Questa della quale ho scritto qua ha una marcia in più.

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Dietro le quinte, si fa per dire, della Mostra un’associazione, la “Civita”, nata nel 1987 a Civita di Bagnoregio con un avventuroso incontro tra Gianfranco Imperatori, Roberto Mostacci, Paolo Portoghesi ed Erino Pompei, Sindaco del paese.
L’evento arriva come diretta conseguenza della mostra “Nostoi. Capolavori ritrovati” del 2007 che celebrava il rientro in patria di decine di opere d’arte acquisite illegalmente.

Ed ora dal 23 gennaio al 16 marzo 2014 si può ammirare il risultato ottenuto dalle Forze dell’Ordine ne “La memoria ritrovata. Tesori recuperati dall’Arma dei Carabinieri” .

Scrivendo scrivendo..

Qui accennai ad un articolo. Ieri è stato pubblicato e lo si può leggere a questo indirizzo. Ma nel frattempo non me ne sono stata ferma: ho approntato un pezzo per questa piattaforma che lo manda on line a breve. Ecco l’incipit…
Tutti per uno, uno per tutti verrebbe da commentare a leggere il risultato ottenuto dalla collaborazione della Presidenza della Repubblica con il Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
Ben 100 opere tutte in mostra al Palazzo del Quirinale, per rendere omaggio al lavoro degli uomini dell’Arma.

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Made in Italy in digitale

Cosa hanno in comune il cappello di Montappone in provincia di Fermo, il prosciutto di San Daniele e il corallo di Trapani?

Me lo sono chiesto per puro esercizio della retorica nell’incipit del mio ultimo articolo.

Semplice: sono rigorosamente prodotti made in Italy e rientrano in un progetto di Google. Qui gli internauti potranno scoprire le eccellenze del sistema agroalimentare e dell’artigianato italiano, il loro passato e il loro legame con il territorio mediante un centinaio di mostre digitali, con trame di racconti, immagini, video e documenti storici

Grazie al lavoro del gigante della Silicon Valley si potrà scoprire, per esempio, quanto antica è l’attività tradizionale del distretto del cappello nei comuni di Montappone e Massa Fermana: risale al 1300. Tra le curiosità messe in luce da Google si viaggerà nel tempo, in una Sicilia antica dove il corallo trova la sua popolarità come amuleto, specie contro il malocchio come testimonia il classico cornetto. Si riteneva, inoltre, che giovasse alla fecondità delle donne e proteggesse i bambini dai pericoli.

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Questa Giornata della Memoria merita attenzione. Desidero dare spazio a questo scritto dalla mia amica Giulia…

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“Hurbinek era un nulla, un figlio della morte, un figlio di Auschwitz. Dimostrava tre anni circa, nessuno sapeva niente di lui, non sapeva parlare e non aveva nome: quel curioso nome, Hurbinek, gli era stato assegnato da noi, forse da una delle donne, che aveva interpretato con quelle sillabe una delle voci inarticolate che il piccolo ogni tanto emetteva. Era paralizzato dalle reni in giú, aveva le gambe atrofiche, sottili come stecchi; ma i suoi occhi, persi nel viso triangolare e smunto, saettavano terribilmente vivi, pieni di richiesta, di asserzione, della volontà di scatenarsi, di rompere la tomba del mutismo. La parola che gli mancava, che nessuno si era curato di insegnargli, il bisogno della parola, premeva nel suo sguardo con urgenza esplosiva: era uno sguardo selvaggio e umano ad un tempo, anzi maturo e giudice, che nessuno fra noi sapeva sostenere, tanto era carico di forza e di pena. 

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Rivista! una specie

Qualche amico lo sa già, ma ora desidero darne divulgazione.

E’ nata a Bologna una rivista di poesia e letteratura. Questo il suo manifesto. Ne sono direttore responsabile e credo nel progetto. In questo numero, tra gli altri, voglio evidenziare Cult, pagina dedicata agli articoli di cultura generale. Ogni articolo è un assaggio ben documentato su temi d’interesse attuale, con allegata una bibliografia, per chi intendesse sviluppare una sua ricerca. Cult, come gli altri contenuti, è aggiornato di venerdì.
Qui , chi volesse, può leggere il mio nome.