“Ingravidar lo giaciglio”: Benevento Longobarda

Il Palazzo di Sichelgaita

Immagine da incorniciare: la Venerabile Madre che s'addestra per difender lo suo convento e le sue figliuole dai sacrileghi!! Immagine da incorniciare: la Venerabile Madre che s’addestra per difender lo suo convento e le sue figliuole dai sacrileghi!!

Pare che la nostra Madre Agata debba essere insignita di un altro ruolo, oltre che quello di Badessa di San Giorgio: quello di coniatrice ufficiale degli Aforismi della Gens Langobardorum! Infatti quasi tutti i motti che tra noi sono diventati quasi proverbiali, come vogue bisanzio, sono stati partoriti dalle sue labbra. Scienza infusa? Nessuno di noi è riuscito a saperlo, come nessuno di noi poteva credere ai suoi occhi vedendo la Venerabile Madre, senza veli, con l’arco in mano intenta a scoccar frecce, immagine vivente di Santa Valpurga! E, a proposito di frecce, Madre Agata ne ha tirata un’altra, ma di quelle bestiali, che è diventato il tormentone dei nostri due giorni alla manifestazione “Benevento Longobarda“: “Ingravidar lo giaciglio“.
Tradotto, vuol dire “gonfiare il materassino“…

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La letteratura si ferma a Salerno

arcocatalano

In questi giorni la mia città natale è presa d’assalto..dalla letteratura.
Nell’immagine in alto una delle location per l’evento. Si tratta dell’Arco Catalano che si può ammirare a Palazzo Pinto nei Mercanti. Il palazzo è sede della Pinacoteca provinciale.
Nel 2012 nel corso di ulteriori lavori di restauro è stato rinvenuto un Arco catalano, elemento tipico dell’architettura angioino-durazzesca presente in Italia meridionale soprattutto in Campania, mutuato dall’esperienza costruttiva catalana e diffusosi nell’edilizia gentilizia grazie alla disponibilità di un tufo grigio particolarmente compatto e relativamente leggero detto piperno.

festival-
Salerno Letteratura è una intera settimana di festa (23-29 giugno 2014), durante la quale la cultura “invade” la città, mettendone in risalto gli scorci più belli e gli angoli più caratteristici, proponendosi come valore aggiunto alle sue grandi risorse storiche, artistiche, paesaggistiche ed enogastronomiche. Una settimana di eventi in cui la letteratura sarà ancora una volta visibile: il Museo Diocesano, il neorestaurato Palazzo Fruscione, l’Arco Catalano di Palazzo Pinto, il largo San Pietro a Corte, il Tempio di Pomona e tanti altri luoghi monumentali di Salerno rivivranno una seconda vita, letteraria e culturale, data dal Festival e dai suoi ospiti. L’offerta è ampia e variegata, perché nei circa cento eventi in programma a Salerno tra il 22 ed il 29 giugno sarà possibile assistere a presentazioni, reading, anteprime e conversazioni con gli autori, ma anche a spettacoli teatrali, concerti e perfomance “site specific” che animeranno il centro storico della città.

Il filo conduttore è quello dell’amore per la lettura e la cultura in senso ampio, che permane anche in un momento cruciale per il mercato editoriale, tra flessioni economiche e nuove forme di pubblicazione digitale. Sarà Raffaele la Capria a tenere la prolusione inaugurale del Festival, con un testo dal titolo Non è vera la vita che vivi, è vera la vita che scrivi, dando il via ad un programma che si svilupperà lungo tredici aree tematiche: dagli approfondimenti sulla letteratura under 40 italiana ed europea, con il premio Salerno Libro d’Europa, alle ultime novità nel panorama del giallo d’autore, con il ciclo di presentazioni Largo al Giallo. Quest’ultimo organizzato dall’associazione culturale Porto delle Nebbie: qui si alterneranno autori come Maurizio De Giovanni (che presenterà in anteprima nazionale il suo nuovo romanzo, In fondo al tuo cuore. L’inferno del commissario Ricciardi), e ancora Bruno Arpaia e Diego De Silva, con un curioso “dialogo” tra i rispettivi, omonimi protagonisti dei loro romanzi (Alfredo e Vincenzo Malinconico).