Visioni notturne sostenibili..

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Stamattina cercavo concorsi video ai quali partecipare con i filmati miei e di mio marito. Mi sono imbattuta in “Visioni notturne sostenibili e desidero dedicargli un post.

Si tratta di un progetto di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva_CRESM di Gibellina creato in collaborazione con il Comune di Gibellina, la Filmoteca regionale siciliana e l’Aamod di Roma.

“Visioni notturne sostenibili” è una rassegna di documentari con lo scopo di educare alla visione di temi di divulgazione sociale e allo stesso tempo vuole essere una vetrina per la promozione di produzioni di documentari “dal basso”. Educare alla visione, educare alla sostenibilitá.

 

“Io sto con la sposa”

Sarà presentato alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione “Orizzonti fuori concorso” , il film che racconterà una storia vera. Si tratta de “Io sto con la sposa” a firma di Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry, poeta siriano rifugiato a Milano e Antonio Auguliaro.

Il film nasce prodotto dal basso con il crowdfunding per aiutare un gruppo di migranti, fuggiti dalla guerra in Siria; scampati ad un naufragio a Lampedusa essi giungono a Milano. Il loro traguardo sarà la Svezia.

Il Festival che non ti aspetti…


Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un evento meridionale al quale mi piacerebbe partecipare, questo
Quarant’anni e li porta alla grande, il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca. Cresciuta esponenzialmente dal 1975, l’iniziativa è opera di un gruppo di appassionati musicofili capeggiati da Alessandro Caroli, primo presidente del Festival.

Tra il 18 luglio e il 3 agosto l’evento si ripete da quaranta anni in questo lacerto di Puglia centrale a cavallo tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, il cui territorio coincide con la parte meridionale dell‘altopiano delle Murge..

Evviva l’Imperatore!

Il 15 novembre 1535 Carlo V passò per Sala Consilina (Sa), una cittadina che si affaccia sul Vallo di Diano , servito dalla A3, e nota con l’antico nome di Consilinum in epoca romana.

Dal 1994 si rinnova ogni agosto una Rassegna che ripropone la Rievocazione Storica dell’arrivo dell’imperatore e del suo numeroso seguito al rientro della vittoriosa spedizione in Tunisia.
Abbiamo notizie grazie ad un’opera di Costantino Gatta (“Memorie Topografico-Storiche della Provincia di Lucania”). Carlo V tornava dall’Africa ed era diretto a Napoli. Per l’occasione il popolo de “La Sala” gli preparò una festosa accoglienza con pantagruelici pasti.

Rimando qui per i dettagli.

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Per l’occasione si potranno ammirare portali in pietra e visitare gli antichi palazzi gentilizi (Vairo, Favata, De Vita) appositamente aperti al pubblico e la Grancia di San Lorenzo, storica dipendenza annonaria della Certosa di Padula, visitare il Museo Antiquarium, nonche le numerose Chiese (San Giuseppe, Sento Stefano, Sant’Eustachio, San Leo, Madonna del Monte) che mantengono inalterato il fascino di un tempo.

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Domus de loco sano? A Castellammare!

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Cosa è rimasto dello splendido carro di Villa Arianna, con le grandi ruote metalliche annerite dal fuoco? E poi i affreschi preziosi, le statue e il vasellame? Riportata allo splendore dopo un accurato restauro è tornata a fiorire la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia. In questo sito se ne possono ammirare delle immagini. In pratica si tratta di un complesso architettonico di fabbriche ubicate in posizione paesaggistica dominante. La ragione dell’esistenza di Quisisana è nel nome: “Domus de loco sano”, luogo accogliente per la salubrità del clima.

La sua costruzione si fa risalire alla fine del 1200; Boccaccio la menziona nel Decamerone.

Fino alla salita al trono dei Borbone(1734) son scarne le notizie sulla reggia.

Carlo III portò in dote le proprietà delle madre, tra cui anche il Casino di Quisisana, così era chiamato il palazzo, considerato come il sito reale più antico del regno. Soltanto nel 1758 però, sotto Ferdinando IV iniziarono una serie di lavori di restauro ed ampliamento: tutti i corpi di fabbrica vennero uniti in un’unica grossa struttura che assunse la forma di una “L”.

La fine del 1700 segna l’inizio di un periodo di splendore della reggia che raggiunse i 49.000 metri quadrati di struttura abitabile, su due livelli, disponendo di circa cento stanze, due terrazze e una cappella.  Fu proprio la presenza della reggia che Castellammare di Stabia divenne una tappa obbligata del Grand Tour, ed al suo interno il re organizzava spesso delle feste aperte anche alla cittadinanza. A seguito della fine della dinastica borbonica la reggia venne depredata da briganti di tutti i suoi arredi.

Un occhio alla “mia” rivista

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Un bambino raccoglie delle conchiglie sulla spiaggia. Sono le nove e trentacinque di mattina. C’è il sole e c’è un’unica nuvola a forma di banana nel cielo (in cinque minuti diventerà un croissant e infine, prima di disintegrarsi tristemente, due calici nell’atto del cin-cin).
Quel bambino, quella conchiglia dai bordi precisi e dall’incavo madreperlato, quella nuvola e quella sua incredibile trasmutazione, non c’entrano assolutamente nulla con la storia che vogliamo raccontarvi. In realtà la piccola storia ha come protagonista un amico di quel bambino che alle nove e quaranta, proprio quando la nuvola si stava ingrossando ai lati per divenire un cornetto, stava guardando rapito una televendita.

Così  principia l’Editoriale della rivista che dirigo.
Tra gli altri segnalo questo articolo intitolato “Scrittori si nasce, detective si diventa. Una breve “full immersion” nel poliziesco*.
Mi sembra interessante anche l’articolo di Lorenzo Battaglia: “Chi ha paura del poeta nero?Storia di uno Shakespeare a zonzo per Harlem”.