Domus de loco sano? A Castellammare!

Reggia_di_Quisisana_021

Cosa è rimasto dello splendido carro di Villa Arianna, con le grandi ruote metalliche annerite dal fuoco? E poi i affreschi preziosi, le statue e il vasellame? Riportata allo splendore dopo un accurato restauro è tornata a fiorire la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia.

In pratica si tratta di un complesso architettonico di fabbriche ubicate in posizione paesaggistica dominante. La ragione dell’esistenza di Quisisana è nel nome: “Domus de loco sano”, luogo accogliente per la salubrità del clima.

La sua costruzione si fa risalire alla fine del 1200; Boccaccio la menziona nel Decamerone.

Fino alla salita al trono dei Borbone(1734) son scarne le notizie sulla reggia.

Carlo III portò in dote le proprietà delle madre, tra cui anche il Casino di Quisisana, così era chiamato il palazzo, considerato come il sito reale più antico del regno. Soltanto nel 1758 però, sotto Ferdinando IV iniziarono una serie di lavori di restauro ed ampliamento: tutti i corpi di fabbrica vennero uniti in un’unica grossa struttura che assunse la forma di una “L”.

La fine del 1700 segna l’inizio di un periodo di splendore della reggia che raggiunse i 49.000 metri quadrati di struttura abitabile, su due livelli, disponendo di circa cento stanze, due terrazze e una cappella.  Fu proprio la presenza della reggia che Castellammare di Stabia divenne una tappa obbligata del Grand Tour, ed al suo interno il re organizzava spesso delle feste aperte anche alla cittadinanza. A seguito della fine della dinastica borbonica la reggia venne depredata da briganti di tutti i suoi arredi.

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