Scrigni d’arte

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E torniamo a parlare del Friuli.

Uno dei luoghi sacri che ho visitato è l’abbazia benedettina di Sesto a Reghena, lambita dal fiume omonimo. Nota come di Santa Maria in Silvis, si visita alle porte di Pordenone.Gli studiosi sono d’accordo nel fissare la data della sua nascita intorno l’anno 735, ad opera di tre fratelli longobardi Erfo, Anto e Marco, figli del duca Pietro e Piltrude provenienti da Cividale.
Per qualche altra notizia rimando qui.  

Desidero sottolineare l’importanza della presenza dei benedettini a Nord come al Sud. Grazie al loro operato furono rese fertili le terre, bonificate se ci si trovava in presenza di zone paludose. Per merito dei benedettini parte della nostra Penisola sopravvisse al Medioevo. In questo momento mi piace ricordare la benedettina e magnifica Abbazia di Cava dè Tirreni alle porte di Salerno dove son serbati documenti, pergamene e manoscritti che han permesso di ricostruire la storia del Mezzogiorno di Italia.

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Nel nome di Eduardo

Il 2014 si avvia a finire con il suo peso di tragedie, omicidi, alluvioni. Per qualcuno Napoli non è solo sinonimo di camorra e scippi. Napoli è una signora a volte scollacciata, ma sempre sirena che attrae con le sue bellezze turisti da tutto il mondo. Non ho bisogno di elencarle perchè molte sono patrimonio dell’Umanità come la Cappella san Severo con il Cristo velato opera del Sammartino.

Mi piace prepararmi alla fine dell’anno con un capolavoro indiscusso del quale inserisco una breve tranche in video. In un piccolo teatro salernitano domenica sera ho potuto veder interpretato egregiamente “Uomo e Galantuomo” dello stesso De Filippo, annata 1922.

La trama, vede come protagonista una scalcagnata compagnia teatrale, capeggiata dal capocomico Gennaro De Sia (interpretato da Gaetano Troiano), che porta in scena a Bagnoli l’opera “Malanova” di Libero Bovio.

La compagnia è stata chiamata a recitare in questa ridente località turistica balneare dal giovane produttore Alberto De Stefano (impersonato da Giovanni Bonelli). Alberto ha una misteriosa amante, Bice, (Mariarosaria Milito) che gli confessa di essere incinta. Ma anche Viola (Rita Cariello), prima attrice nonché compagna di Gennaro è in stato interessante.

Il resto qua.

Conto di aggiornare con una perla nuovo…per ora chi passa può godersi un pò di teatro “doc”.

La “mia” Concordia Sagittaria

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Stamattina visita a Concordia Sagittaria, come la chiamavano i Romani che vi avevano una fabbrica di frecce. In alto lacerti di affresco dell’abside della Cattedrale. All’interno ho trovato una bella Madonna della Salute.

Solo nella seconda metà del 1800 si conobbero i resti dell’antica città.

Nel 1873 venne portato alla luce il «Sepolcro dei Militi», una necropoli sulla sinistra del Lemene così detta per l’alto numero di iscrizioni sui sarcofagi attestanti la sepoltura dei soldati (si tratta di circa 260 sarcofagi di epoca tardo antica). Data l’impossibilità di conservare le tombe in loco, le iscrizioni furono segate ed ora si trovano nel Museo Concordiese di Portogruaro. Gli scavi portarono in luce altri importanti monumenti della colonia: il ponte romano che univa la città alla via Annia; le terme di via Claudia; il teatro; il foro, situato all’incrocio tra cardine e decumano massimi.

Non ho potuto visitare l’area archeologica, ma dal sito del Comune capisco quanti reperti sono stati rinvenuti nell’area della cattedrale dove venne alla luce un complesso di monumenti  comprendente due sepolcreti pagani a tre nicchie ciascuno. Davanti si sviluppa uno dei più antichi monumenti cristiani del Veneto, una tricora, edificio a tre absidi, considerato il prototipo dell’architettura paleocristiana in tutto l’arco altoadriatico. Esso fu eretto originariamente alla metà del IV secolo d.C. per commemorare i martiri concordiesi della persecuzione di Diocleziano, poi divenne, con l’aggiunta di un avancorpo a tre navate, una piccola basilica.

Batistero

Lascio un  link per chi volesse conoscere meglio la località.

Dalla terra della Serenissima

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Oggi visita a due luoghi sacri tra Friuli e Veneto. Questo al quale dedico un post è legato ai longobardi.

Situata in provincia di Pordenone, l’abbazia di Santa Maria in Silvis è stata gestita dei benedettini.

Per accedere al complesso abbaziale ci si inoltra per un ingresso quattrocentesco. Leggo da Wikipedia che a metà di quel secolo l’abbazia vantava sette torri di difesa, come rappresentato nel sigillo di Tommaso de’ Savioli, ultimo abate residenziale.

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Si accede alla chiesa mediante un portale di origine rinascimentale con arco a tutto sesto sostenuto da pilastri. Il tutto è reso più aggraziato da lesene, che reggono una trabeazione con mensole aggettanti che ricopia la cornice a dentelli del palazzo abbaziale.

L’opera fu probabilmente realizzata in concomitanza con i lavori eseguiti sulla torre d’ingresso promossi dagli abati Giovanni Michiel e Domenico Grimani, cioè verso la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Il portale permette l’accesso ad un parco, dove forse un tempo si trovava il convento.

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Tra i longobardi

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Ieri sono stata a Cividale che, per chi non lo sapesse, è sinonimo di longobardi.
Il parallelepipedo dell’immagine è l’altare di Ratchis, duca longobardo. Rimando qui chi ne volesse sapere di più.

Il pregevole manufatto è conservato nel Museo cristiano e proveniva dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta. Durante la visita una delle figure centrali si è illuminata di colori: era una proiezione che ha voluto mostrare l’aspetto originario dell’opera.

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Quest’altra immagine raffigura il Battistero del patriarca Callisto, un’opera scultore realizzata nel 730 circa, in pietra calcarea bianca, da una bottega longobarda. Il manufatto ha una venerabile età e nella parte bassa presenta la Lastra di Sigwald (o Sigualdo, 772 – 776): lastra rettangolare con Simboli degli Evangelisti – san Matteo (angelo), san Marco (leone), san Luca (bue), e san Giovanni (aquila) – identificati ciascuno da un cartiglio nel quale è inciso il nome di ognuno di essi con i versi latini del poeta cristiano Celio Sedulio.

Queste visioni le ho avute dopo la obbligatoria visita al Tempietto longobardo del quale tratterò presto.

Che sia una bella Festa!

Mi allontano per il Veneto dove vive e lavora il mio secondo figlio. Elena, la ragazza, vuol mostrarci le bellezze di quella terra alacre. Forse visiterò questa abbazia longobarda che si trova a Sesto al Reghena…

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Inoltre l’abbazia di Summaga, con una puntata a Padova e a quanto il meteo permetterà! Con queste bellezze auguro a tutti, passanti, conoscenti e amici una Festa del cuore