Fine anno con un sorriso

Ci sarebbero molti motivi per fare un post triste ( due napoletani son morti nella tragedia del Norman Atlantic), ma desidero finire l’anno con la leggerezza ed un sorriso perchè ne abbiamo tanto bisogno.

Annunci

Scrigni d’arte

10857908_10205745274297971_8498698706797800571_n

E torniamo a parlare del Friuli.

Uno dei luoghi sacri che ho visitato è l’abbazia benedettina di Sesto a Reghena, lambita dal fiume omonimo. Nota come di Santa Maria in Silvis, si visita alle porte di Pordenone.Gli studiosi sono d’accordo nel fissare la data della sua nascita intorno l’anno 735, ad opera di tre fratelli longobardi Erfo, Anto e Marco, figli del duca Pietro e Piltrude provenienti da Cividale.
Per qualche altra notizia rimando qui.  

Desidero sottolineare l’importanza della presenza dei benedettini a Nord come al Sud. Grazie al loro operato furono rese fertili le terre, bonificate se ci si trovava in presenza di zone paludose. Per merito dei benedettini parte della nostra Penisola sopravvisse al Medioevo. In questo momento mi piace ricordare la benedettina e magnifica Abbazia di Cava dè Tirreni alle porte di Salerno dove son serbati documenti, pergamene e manoscritti che han permesso di ricostruire la storia del Mezzogiorno di Italia.

IMG-ALTARE

Nel nome di Eduardo

Il 2014 si avvia a finire con il suo peso di tragedie, omicidi, alluvioni. Per qualcuno Napoli non è solo sinonimo di camorra e scippi. Napoli è una signora a volte scollacciata, ma sempre sirena che attrae con le sue bellezze turisti da tutto il mondo. Non ho bisogno di elencarle perchè molte sono patrimonio dell’Umanità come la Cappella san Severo con il Cristo velato opera del Sammartino.

Mi piace prepararmi alla fine dell’anno con un capolavoro indiscusso del quale inserisco una breve tranche in video. In un piccolo teatro salernitano domenica sera ho potuto veder interpretato egregiamente “Uomo e Galantuomo” dello stesso De Filippo, annata 1922.

La trama, vede come protagonista una scalcagnata compagnia teatrale, capeggiata dal capocomico Gennaro De Sia (interpretato da Gaetano Troiano), che porta in scena a Bagnoli l’opera “Malanova” di Libero Bovio.

La compagnia è stata chiamata a recitare in questa ridente località turistica balneare dal giovane produttore Alberto De Stefano (impersonato da Giovanni Bonelli). Alberto ha una misteriosa amante, Bice, (Mariarosaria Milito) che gli confessa di essere incinta. Ma anche Viola (Rita Cariello), prima attrice nonché compagna di Gennaro è in stato interessante.

Il resto qua.

Conto di aggiornare con una perla nuovo…per ora chi passa può godersi un pò di teatro “doc”.

La “mia” Concordia Sagittaria

Concordia-Sagittaria-F18

Stamattina visita a Concordia Sagittaria, come la chiamavano i Romani che vi avevano una fabbrica di frecce. In alto lacerti di affresco dell’abside della Cattedrale. All’interno ho trovato una bella Madonna della Salute.

Solo nella seconda metà del 1800 si conobbero i resti dell’antica città.

Nel 1873 venne portato alla luce il «Sepolcro dei Militi», una necropoli sulla sinistra del Lemene così detta per l’alto numero di iscrizioni sui sarcofagi attestanti la sepoltura dei soldati (si tratta di circa 260 sarcofagi di epoca tardo antica). Data l’impossibilità di conservare le tombe in loco, le iscrizioni furono segate ed ora si trovano nel Museo Concordiese di Portogruaro. Gli scavi portarono in luce altri importanti monumenti della colonia: il ponte romano che univa la città alla via Annia; le terme di via Claudia; il teatro; il foro, situato all’incrocio tra cardine e decumano massimi.

Non ho potuto visitare l’area archeologica, ma dal sito del Comune capisco quanti reperti sono stati rinvenuti nell’area della cattedrale dove venne alla luce un complesso di monumenti  comprendente due sepolcreti pagani a tre nicchie ciascuno. Davanti si sviluppa uno dei più antichi monumenti cristiani del Veneto, una tricora, edificio a tre absidi, considerato il prototipo dell’architettura paleocristiana in tutto l’arco altoadriatico. Esso fu eretto originariamente alla metà del IV secolo d.C. per commemorare i martiri concordiesi della persecuzione di Diocleziano, poi divenne, con l’aggiunta di un avancorpo a tre navate, una piccola basilica.

Batistero

Lascio un  link per chi volesse conoscere meglio la località.

Dalla terra della Serenissima

IMG_20141222_105234

Oggi visita a due luoghi sacri tra Friuli e Veneto. Questo al quale dedico un post è legato ai longobardi.

Situata in provincia di Pordenone, l’abbazia di Santa Maria in Silvis è stata gestita dei benedettini.

Per accedere al complesso abbaziale ci si inoltra per un ingresso quattrocentesco. Leggo da Wikipedia che a metà di quel secolo l’abbazia vantava sette torri di difesa, come rappresentato nel sigillo di Tommaso de’ Savioli, ultimo abate residenziale.

IMG_20141222_105047

Si accede alla chiesa mediante un portale di origine rinascimentale con arco a tutto sesto sostenuto da pilastri. Il tutto è reso più aggraziato da lesene, che reggono una trabeazione con mensole aggettanti che ricopia la cornice a dentelli del palazzo abbaziale.

L’opera fu probabilmente realizzata in concomitanza con i lavori eseguiti sulla torre d’ingresso promossi dagli abati Giovanni Michiel e Domenico Grimani, cioè verso la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. Il portale permette l’accesso ad un parco, dove forse un tempo si trovava il convento.

IMG_20141222_105818

Tra i longobardi

Cividale-Altare-di-Ratchis

Ieri sono stata a Cividale che, per chi non lo sapesse, è sinonimo di longobardi.
Il parallelepipedo dell’immagine è l’altare di Ratchis, duca longobardo. Rimando qui chi ne volesse sapere di più.

Il pregevole manufatto è conservato nel Museo cristiano e proveniva dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta. Durante la visita una delle figure centrali si è illuminata di colori: era una proiezione che ha voluto mostrare l’aspetto originario dell’opera.

435px-Cividale_MuDi_BattisteroCallisto_730ca

Quest’altra immagine raffigura il Battistero del patriarca Callisto, un’opera scultore realizzata nel 730 circa, in pietra calcarea bianca, da una bottega longobarda. Il manufatto ha una venerabile età e nella parte bassa presenta la Lastra di Sigwald (o Sigualdo, 772 – 776): lastra rettangolare con Simboli degli Evangelisti – san Matteo (angelo), san Marco (leone), san Luca (bue), e san Giovanni (aquila) – identificati ciascuno da un cartiglio nel quale è inciso il nome di ognuno di essi con i versi latini del poeta cristiano Celio Sedulio.

Queste visioni le ho avute dopo la obbligatoria visita al Tempietto longobardo del quale tratterò presto.

Che sia una bella Festa!

Mi allontano per il Veneto dove vive e lavora il mio secondo figlio. Elena, la ragazza, vuol mostrarci le bellezze di quella terra alacre. Forse visiterò questa abbazia longobarda che si trova a Sesto al Reghena…

10866728_10205700756025042_1436986659_n

Inoltre l’abbazia di Summaga, con una puntata a Padova e a quanto il meteo permetterà! Con queste bellezze auguro a tutti, passanti, conoscenti e amici una Festa del cuore

Dalla “mia” penna

Achille Vianelli 1803-1894-Posillipo

Apro questo post con una tela di Achille Vianelli della scuola di Posillipo, corrente da me amata.

Mi allontano per una decisa di giorni alla volta del Veneto dove vive ( e si sposerà il 25 aprile) il mio secondo pargolo.

Mantengo la promessa fatta nel post precedente e lascio un breve incipit tratto dal mio romanzo in cantiere che non ha ancora un titolo. Voi come lo chiamereste?
Si era svegliato presto quella mattina. Gli orci andavano controllati con minuzia uno ad uno come dopo ogni fortunale; Pasquale, il suo mezzadro, cinquantatrè anni ben portati, glielo avevo ricordato puntualmente, tanto era preoccupato.
Angelo si diresse verso il lavabo.
Poche cose gli erano tanto care come la toletta mattutina e quella catinella di zinco smaltata e candida che lo aspettava insieme al rasoio per sbarbarsi, regalo di suo nonno Domenico. Ricordava bene quando glielo aveva dato; si era di luglio e due timidi peli gli si erano affacciati all’altezza del mento pochi giorni prima. Le ginestre coloravano crinali e vallate come tutte le stati. “E’ tuo”, furono le uniche parole: suo nonno era un uomo taciturno, ma sapeva con i gesti affettuosi trasferire i sentimenti.
Aprì davanti a lui l’involucro lentamente per assaporarne la sorpresa: era un’ abitudine che non avrebbe mai perso. Avrebbe adorato sempre aprire lentamente i regali, desideroso di allungare il piacere del dono.
Il manico scuro di osso era grande per le sue mani di ragazzo, ma lo adoperò lo stesso per la gioia del nonno, la mattina seguente. Poi l’aveva riposto quel dono che gli era sembrato importante,troppo, per la sua età.
Bastarono pochi anni perché cominciasse a servirsene abitualmente e con esso del sapone alla lavanda che veniva fabbricato dalle domestiche con i fiori dell’orto.
Timo, menta, salvia erano con la lavanda state piantate dalla domestica anni prima e ora prosperavano, forti dei fiori pastello in primavera. Le effluvi nell’aria tradivano la loro presenza anche a distanza. Varie volte in paese furono chiesti ramoscelli per adornare i banchetti delle spose o per una festa di fidanzamento.
“Don Angelo, pozzo trase?”. Entrò prima la brocca poi lei tanto era sproporzionato l’oggetto di zinco. Concetta, 26 anni portati male, lavorava da loro grazie ad una raccomandazione del prevosto.
Rimasta orfana di madre, la ragazza minuta e taciturna, aveva bisogno di una occupazione che portasse nelle magre tasche della famiglia qualche carlino.
E gli Zoccoli era adusi ad aiutare i paesani e a fare beneficenza. A Sacco erano ammirati e benvenuti.

Once upon a time

Da un paio di mesi vado scrivendo un romanzo storico che ha come scenario l’Unità di Italia. Vista dal Cilento, però. Ad incoraggiarmi in questa direzione, ardua lo confesso, sono alcuni dati degli antenati di mia suocera che abitavano nella casa dove vivo. La trisavola, per la precisione, era una nobile, nipote del Governatore del Real Sito di Persano.

il-real-casino-di-caccia-di-persano-e1374058111810

Oggi vi è dislocato una battaglione del nostro esercito, ma nell’ 800 Persano era sinonimo di caccia per il Re che vi aveva fatlo costruire una piccola reggia. In alto ne vedete foto.

I protagonisti della mia storia, donna Marianna De Sajis e suo marito Angelo, militano per i due opposti schieramenti. Lei è lealista come si può intuire, lui liberale. Ho provato ad immaginare il loro stato d’animo dinnanzi agli eventi tumultuosi di quel 1860. Mi sono servita di dati biografici presi all’Archivio di Stato, diversi anni fa e ho cucito una trama che passa dalla microstoria alla macrostoria. Per inoltrarvi in questo mondo per me fascinoso, lascerò presto l’incipit del romanzo. Ho introdotto riti, eventi locali, filastrocche e piatti tipici che si consumavano all’epoca..

La mia narrazione veleggia verso pagina 80..chissà se piacerà…