Ceramica? Buongiorno! ;)

L’artigianato occupa nelle mia mente un posto speciale.

Mi affascina il lavoro alacre e creativo delle mani. Per questo ho evidenziato un evento che avrà luogo in molte città italiane alla fine di maggio. “Buongiorno ceramica” darà l’opportunità di veder pure creare un oggetto. Anche la Campania vanta la sua produzione con Capodimonte e Vietri sul mare dove i ceramisti furono influenzati dalla presenza di intellettuali stranieri, presenza che si andò ad innestare su una antica tradizione: già nei primi anni dell’XI secolo sono sicuramente presenti nel territorio vietrese personaggi riconducibili all’attività ceramica: per tutti basta ricordare Sergio Caccabellu, che porta nel cognome una diretta allusione ai “caccabos”, i vasi in creta.Il resto qua.

Per saperne di più della kermesse colorata ecco il mio ultimo articolo.

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Cercando location

Il video che ritrae il territorio delle terre Alte del Cilento sarà una delle location per il film “Gemma”, di ambientazione medioevale, che mio marito si appresta a girare. Si tratta di una traccia liberamente tratta da “Corte Nera” che porterà gli spettatori indietro nei secoli, al tempo dei longobardi, un tempo movimentato dove si muoveranno Arechi, il “princeps”, sua moglie Adelperga, un’archiatra, e,poi, medici e un marphais, ossia il capitano delle guardie, dignitari e soldati.
Gli scalini nella roccia che si vedono alla fine del breve filmato vantano almeno 1000 anni. La località è nota come “A scaledda” ed era l’unica via di comunicazione tra Sacco e il Vallo di Diano.
Si vedono le piante di ginestra ovunque: a maggio fioriranno colorando di giallo questi luoghi montagnosi.La gente qua è un pò come questi luoghi.

La poesia di Radio Rai 2

Giorgio Caproni nasce a Livorno nel 1912 e muore a Roma nel 1990. Il poeta imparerà a leggere a quattro anni sul “Corriere dei Piccoli”. Genova, la madre e la città natale, il viaggio, il linguaggio furono i temi ricorrenti delle sue poesie.

Oggi ho scoperto che Radio Rai 2 gli dedica uno spazio in seno alla trasmisisone “Ale otto della sera”. Si tratta di una rubrica radiofonica di dieci puntate curate da Franco Croce. Gli ascoltatori vengono guidati alla scoperta di quella che è considerata una delle voci più alte della poesia italiana della seconda metà del ‘900. Il ciclo si apre con la poesia ‘’Litania’’, un lungo bellissimo canto d’amore a Genova, città d’adozione del poeta e prosegue puntando sull’ultima parte della poesia caproniana, quella che si apre con il “Muro della terra” (1975). Verranno poi le raccolte “Il Franco Cacciatore” (1982), “Il conte di Kevenhuller” (1986) e infine “Res Amissa” (1991), pubblicata postuma.

Il blu da tutto il mondo

Ritorna anche questo marzo un evento che vede l’Associazione Itaca come sponsor. Si tratta di “Floralia” a Roma che i partecipanti vedranno tinta di blu.

Il blu, con tutte le sue varianti, dall’azzurro al cobalto, dall’indaco al ceruleo, è il colore più amato al mondo. E’ il colore del cielo, del mare, delle maglie dei giocatori della Nazionale: gli Azzurri. Ma è anche il colore che definisce la depressione: “the blues” in inglese. Il periodo blu di Picasso gli ispira opere malinconiche e i cieli stellati di Van Gogh parlano di tumulto interiore. Sciarpe Kantha dal Rajasthan, dal souk di Marrakech, porcellane giapponesi, piante con fiori color cielo, cuscini sia moderni che etnici, borsette, tè e tisane: tutto avrà una tonalità blu. Gli oggetti saranno low-cost perché i tempi sono quelli che sono. Ci saranno anche CD di jazz e musica blues. Il blu è anche il colore della fiducia e della responsabilità, e l’associazione Progetto Itaca affianca chi soffre di malattie mentali collaborando in modo costruttivo e competente.

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Ricordando il Calvario

Siamo in tempo di Quaresima e, da queste parti, sono molti i paesi che preparano vie Crucis Viventi. A metà tra devozione e spettacolo, questi eventi animano i vicoli di borghi sempre silenziosi o quasi.

Questa che propongo avviene ad una ventina di  chilometri da dove abito, sugli Alburni. Si potrebbero trovare diversi errori o imperfezioni, ma è lo stato d’animo che conta.

Le grotte e San Michele

Grotta dei tre occhi, Grava del poeta, Grotta di Carlo Magno, tunnel del Pan di Zucchero, Grotta della ricotta.

La Federazione Speleologica Campana ha numerato e persino accatastato oltre 1200 tra caverne, inghiottitoi, grave e grotte che costellano la regione Campania. Di queste circa la metà può vantarle il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.

Alcune esibiscono nomi curiosi come la Grotta del secchio a San Pietro al Tanagro o la Grava don Carletto a Sant’Angelo a Fasanella nel territorio alburnino. Si dice grotte e si pensa ipso facto alle forze negative tenute  a bada nell’antichità da un Dio fatto a posta, temibile quanto le forze che dominava.St_Michael_Raphael

In tempi a noi più vicini, il compito ingrato, e faticoso diciamolo, è stato affidato ad un arcangelo. Michele, e chi sennò, visto il suo imperio secolare sul principe delle tenebre con tanto di fauci e piede caprino. Ieri più di oggi l’oscurità era temuta ed esorcizzata da figure benigne e da rituali.

Il buio, che si protraeva per diversi mesi all’anno, era appena fratto da qualche candela, dalle lucerne e da sparuti falò che illuminavano la notte durante alcune feste patronali.

Ma per andare sul sicuro cosa c’è di meglio di una bella statua di San Michele collocata in una grotta a vigilare? Un arcangelo in assetto da combattimento, con armatura ad hoc e spadone sguainato-

Valle dell’Angelo, alle porte del Cervati, è protetto da lui, situato ad 800 metri nella grotta dell’Ausinito e pure Sant’Angelo a Fasanella, borgo alburnino rinato dopo la distruzione dell’abitato da parte delle truppe imperiali.

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Consigli di lettura

Vincitore del Premio Goncourt per l’opera prima, romanzo rivelazione in Francia e infine forte di ben 130.000 copie vendute. Parlo de”Il Ritorno del naufrago”, l’ultimo romanzo che mi son comprata a Salerno.

L’autore è François Garde un magistrato prestato alla scrittura che dopo vari saggi dedicati ali territori d’oltremare si è votato a questo romanzo che mi sta avvicendo.

La trama è semplice: protagonista è un mozzo francese che vive una esperienza sconvolgente tra i selvaggi. Per i più curiosi copio e incollo la trama presa dal sito della Casa editrice Corbaccio.download

Metà del diciannovesimo secolo: Narcisse Pelletier, un giovane marinaio francese, viene dato per disperso e abbandonato su una costa inesplorata dell’Australia, dove era approdato insieme ad altri marinai alla ricerca di acqua dolce su una scialuppa calata da una goletta. Diciassette anni più tardi, un veliero inglese di passaggio in quei luoghi scorge fra gli indigeni un uomo bianco. Nudo, tatuato, caccia e si comporta come loro. Ha perduto l’uso della lingua francese e ha dimenticato il suo nome. Che cosa è successo in questi diciassette anni? Che esperienze ha avuto, come è sopravvissuto Narcisse? Sono le domande che si pone Octave de Vallombrun a cui Narcisse viene affidato, geografo e studioso, ma soprattutto uomo sensibile e privo di pregiudizi che dapprima incuriosito da quello che ritiene un oggetto di studio, sviluppa con il marinaio una profonda amicizia basata su una comprensione che va oltre ogni forma e convenzione. Il ritorno del naufrago è uno straordinario romanzo d’avventura e al tempo stesso una riflessione sull’identità e la differenza. E su quello che la vita a volte ci costringe a imparare e a comprendere.