C’era una volta la bella addormentata

Nel suo nutrito programma “Instaura“, una realtà che va sempre più consolidandosi ad opera dell’architetto Damiati, sarà a visitare questo castello umbro il 25 e il 26 di luglio.

Pittoresco borgo collinare medievale che domina il paesaggio incontaminato della Val Nerina in Umbria, il maniero si avvale anche di un territorio ricco di cultura e storia. Prossimi sono Spoleto, Foligno, Norcia, Cascia, Spello, Montefalco, Bevagna e il parco naturale dei Monti Sibillin. Come si può immaginare il castello gode di una posizione strategica all’interno della regione e affascina i suoi visitatori, come una volta il famoso e venerato in America architetto e fotografo Norman F. Carver Jr. che lo descrisse come ‘l’archetipo dei borghi collinari italiani’.
Per decenni questa ‘bella addormentata’ giaceva abbandonata, ma ora, dopo un ampio e sensibile restauro si respira una vita nuova.
Arredate con stili differenti, le proprietà sono tutte uniche per dimensioni e disposizione e lasciano trapelare lo stile di vita di un borgo di 1000 anni.

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W il barocco

Nonostante le pessime notizie che ci ammaniscono i Tg esistono programmi che introducono all’arte e alla bellezza. Qui rimando ad uno di essi che ci apre lo scenario sul Barocco e su due giganti della storia dell’arte, Bernini e Borromini.

Il baldacchino della Basilica di San Pietro in Vaticano, iniziato nel 1624 da Gian Lorenzo Bernini e concluso con Borromini nove anni dopo, può essere considerato il manifesto del nuovo stile architettonico, che si diffonderà e dominerà tutta l’Europa cristiana per oltre un secolo e mezzo. Il Barocco, dice Bruno Zevi “assurge a un significato psicologico che trascende quello dell’architettura del seicento e del settecento per significare uno stato d’animo di libertà e un atteggiamento creativo”. Il baldacchino di San Pietro, Sant’Andrea al Quirinale, Sant’Ivo alla Sapienza, Sant’Agnese in Navona, San Carlino alle Quattro Fontane sono i capolavori dell’architettura barocca che vede in Bernini e Borromini i protagonisti indiscussi. Il primo pone interrogativi, il secondo ne rappresenta l’anima più sensuale.

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La foto dell’opera d’arte l’ho copiata da questo sito che vedo ben documentato e al quale rimando..

Una nuova avventura: Principatus Salerni

Il rèportage di Federica sarà di certo impeccabile

Il Palazzo di Sichelgaita

I gruppi di "Principatus Salerni" al gran completo! I gruppi di “Principatus Salerni” al gran completo!

Temevamo di non farcela, ma ora lo possiamo dire: la Gens Langobardorum ne è uscita viva e intera, e anche arricchita.
La prima edizione di Principatus Salerni: l’assedio saraceno è stata una prima assoluta, in molti sensi: anzitutto per noi che ci siamo imbarcati per la prima volta in un progetto così “in grande” senza nemmeno rifletterci troppo, con il rischio di ritrovarci persi in mare aperto; per Salerno, che, forse per la prima volta nella sua storia, ha visto una rievocazione di alto livello, anche se in embrione; e (perché no?) anche per il mondo della rievocazione, che per la prima volta in Italia ha visto incontrarsi mondi apparentemente agli antipodi come Longobardi e Saraceni.
Miracolo di Salerno, e più in generale dell’Italia meridionale, che in pieno IX secolo, ha visto incontrarsi (e scontrarsi, naturalmente) gente dalle origini più improbabili: Greci…

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La Lampedusa di Pontecorvo

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Marco Pontecorvo, figlio di Gillo celebre per La battaglia di Algeri, Leone d’Oro alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, sta girando una miniserie che ha come protagonista Lampedusa.

Si tratta di due puntate di stretta attualità destinata a far discutere per i temi affrontati ma anche, come rivela il suo protagonista Claudio Amendola, a riaccendere la memoria sul sentire comune: Lampedusa. Nel cast Carolina Crescentini. L’argomento, tra i problemi più rilevanti dell’Italia, sarà affrontato da più angolazioni, che racconterà i migranti ma anche chi li accoglie (Guardia Costiera e abitanti dell’isola) e chi ne segue il percorso.

Scatti dal medioevo

Il 13 e il 14 scorsi a Salerno ha avuto luogo un evento particolare che ha visto coinvolto più di un gruppo in costume. I miei amici della “Gens Langobardorum” in testa, naturalmente!!

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Si è trattato de “L’assedio saraceno” e ha visto come scenario lo spazio antistante il Tempo di Pomona, accanto al Duomo. Qui per inoltrarsi nella storia medioevale di Salerno.

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A me preme dare spazio alle foto scattate da Cristina Santonicola che ha immortalato mirabilmente diversi dettagli della kermesse.
Rimando qui chi volesse curiosare tra quelle sue immagini.

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Grazie teatro!

Il territorio dove ho scelto di vivere da quattro anni non è avaro di bellezze e di sorprese. Parlo sia del Cilento sia del Vallo di Diano, uniti in un unico ente che porta il nome di Parco Nazionale, realtà antropizzata tra le maggiori di Italia.
Da pochissimo mi ha colto con una novità: “La Cantina delle Arti” ad opera di Enzo D’Arco. Ci sono arrivata tramite l’evento che animerà le falde del Monte Cervati il 20 e il 21 ppvv. Parlo di “Briganti, grotta e cacio” di Monte San Giacomo che intende valorizzare le tante valenze del territorio e lo fa con un appuntamento a 1400 metri. La kermesse replicherà a luglio e io conto di andarci.
Parlando a telefono con Enzo D’Arco, ho capito la validità della sua opera teatrale e gli ho dedicato un articolo. Invito a leggerlo qua.

Un’abbazia racconta. Cava dei Tirreni attraverso i suoi tesori in pergamena.

Una perla del salernitano che merita più attenzione..

Il Palazzo di Sichelgaita

Pavone - Codex 20, Bibbia, XIII sec. - Cava dei Tirreni, Abbazia della SS. Trinità, Biblioteca Abbaziale. Pavone – Codex 20, Bibbia, XIII sec. – Cava dei Tirreni, Abbazia della SS. Trinità, Biblioteca Abbaziale.

È stato presentato il 7 maggio scorso a Palazzo Sant’Agostino a Salerno, alla presenza tra l’altro dell’abate della SS Trinità di Cava dei Tirreni Dom Michele Petruzzelli, il nuovo volume del prof. Dante Sergio, già preside per molti anni e oggi ispettore onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Un volume dal titolo significativo: La comunicazione visiva dai codici miniati agli incunaboli, pubblicato dalle Edizioni Areablu. Ovvero come un’abbazia, nella specie quella millenaria di Cava dei Tirreni, può raccontare se stessa attraverso i manoscritti che nei secoli ha prodotto e accumulato. Un racconto che il prof. Sergio aveva già iniziato a decifrare, con il volume 1011-2011. La badia di Cava, pubblicato in occasione dei mille anni del cenobio.

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C’era una volta il lupo


Ventiduemila anni fa c’era già un animale entrato nell’immaginario collettivo in senso negativo.A ricordarne la storia e l’apparentamento con il cane è Gabriele Salvatores in “The Promisenato da un’idea originale di Pier Giovanni Capellino, fondatore e presidente di Almo Nature, che inoltre ha finanziato l’intera operazione. “The promise” è stato presentato al 67° Festival del Film di Locarno, dal 6 al 16 agosto. La trama narra di quando alcuni uomini convinsero, attraverso una promessa, i lupi alpha a lasciare andare alcuni membri del branco affinché potessero vivere e cooperare con gli umani.

A fare da testimonial è Nelson, un ibrido di lupo, che fa l’attore fin da cucciolo. Le riprese si son svolte in Ungheria, fra boschi, caverne e una vecchia centrale elettrica del 1900.

Napoli, quando la Piscina è Mirabilis

Da un pò di settimane seguo le iniziative di un gruppo partenopeo che permette di conoscere Napoli e dintorni. Stavolta la visita è indirizzata ad un sito straordinario ma poco noto non fosse altro che per essere stato location di uno spot.

E’ da tempo che instaura tour desidera dedicare una fermata alla meravigliosa Piscina Mirabilis, una mastodontica cisterna romana, un unicum al mondo per architettura e dimensioni, in quanto rappresenta la più grande cisterna nota costruita dagli antichi romani.

Instaura tour VERGINI E NAPOLI IPOGEA

Essa è assimilabile ad una basilica, alta 15 metri per una lunghezza di 72 e larghezza 25, ricoperta da una volta a botte, sostenuta da 48 enormi pilastri cruciformi, disposti in quattro file, a formare cinque lunghe navate. Costituiva il serbatoio terminale dell’acquedotto augusteo (Aqua Augusta) che, dalle sorgenti di Serino (AV), con un tragitto di 100 chilometri, portava l’acqua a Napoli e nei Campi Flegrei.
Fu anche disegnata da Giuliano da Sangallo per il suo interesse architettonico.

Una spazialità semplice e maestosa, interamente scavata nel tufo e capace di contenere circa 12.000 metri cubi d’acqua.

Il Bibliomotocarro di La Cava

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Chi mi segue conosce la mia passione per i beni culturali e le iniziative che aprono orizzonti.

Per questo la notizia del “bibliomotocarro” mi ha subito entusiasmata. Anche perchè riguarda un Sud dimenticato dal potere centrale e chiuso, spesso, alle iniziative culturali.

Ho inviato una serie di domande al suo creatore, il geniale maestro La Cava e aspetto le sue risposte. Nel frattempo ho trovato il sito dal quale copio quanto segue.
L’iniziativa nasce negli anni 99/2000 con una finalità estrinseca dichiarata: richiamare l’attenzione sulla crescente disaffezione nei confronti del libro da parte, soprattutto, delle nuove generazioni, affascinate ed attratte sempre più dai nuovi mezzi di comunicazione di massa.

Per conseguire tale finalità potevano essere usati tanti mezzi, non necessariamente un motocarro.
Perché, allora, il maestro La Cava pensò proprio al motocarro come mezzo efficace per fare di un’idea l’idea vincente? Per rispondere alla domanda è necessario dire che ad ispirare la nascita del Bibliomotocarro ci furono sicuramente ragioni soggettive: ragioni, cioè, legate al suo ideatore e intimamente ispirate alla sua formazione e alla sua storia.