Su RAI 5 per innamorarsi dell’Italia

Ho già accennato in precedenza a questa bella trasmissione che, per vari motivi, son costretta a vedere in differita..
Il programma in onda su Rai 5 ( Dio ti ringrazio per la sua esistenza!!) vede abbinati uno storico dell’arte e conduttore della Bbc e uno chef, ossia Giorgio Locatelli. Italiano e stellato, da molti anni lui vive e lavora a Londra.

Andrew Graham-Dixon e Locatelli hanno una passione in comune: l’Italia con annessi e connessi, ovvero la sua cultura, le sue tradizioni. Quello che compiono è un viaggio artistico e culinario di due autentici ‘innamorati’ di un paese straordinario.
E se non vi piace l’arte, vedetela qua con calma almeno per la cucina, oh yes!

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Il Veneto delle Ville

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Le Ville Palladiane son un patrimonio italiano e non solo, son anche protette da anni dall’UNESCO. Esse, edificate intorno alla metà del Cinquecento dall’architetto Andrea Palladio per le famiglie più importanti del luogo, risultano concentrate soprattutto nella provincia di Vicenza.

Un ruolo, il loro, non finalizzato unicamente allo svago dei proprietari: erano, prima di ogni cosa, complessi produttivi. Circondate da vaste estensioni di campi coltivati e vigneti, le ville comprendevano magazzini, stalle e depositi per il lavoro agricolo. Di norma presentano ali laterali, le barchesse, destinate a contenere gli ambienti di lavoro, dividendo razionalmente lo spazio del corpo centrale, destinato ai proprietari, da quello dei lavoratori, in modo da non sovrapporre le diverse attività. Il corpo centrale è a sua volta suddiviso in senso verticale, dove ogni piano assolve a funzioni diverse.
Per questo desidero evidenziare qui un lavoro che riguarda le Ville.

Parlo di Villa Foscari, “La malcontenta” a Gambarare di Mira, il Tempietto, Villa Barbaro a Maser, Villa Marcello/Curti a Bertesina, ossia le prime realizzazioni di Andrea di Pietro della Gondola. Nato a Padova nel 1508, egli fu una delle menti più fertili e influenti nella storia dell’architettura occidentale

App? Sì, quando la tecnologia fa rima con la archeologia

La notizia è rimasta nell’ombra per i più e io la ripiglio perchè amo il mio territorio e per passione indomita verso la tecnologia.
E’ nato un nuovo ausilio per chi volessi godersi uno dei siti più chiacchierati e, al tempo stesso, frequentati di Italia, Pompei. Muove i suoi primi passi PompeiAPP e ti guida all’interno degli scavi archeologici più famosi al mondo.

Serve per organizzare il tuo percorso nella Pompei antica, avere sull’IPhone tutte le informazioni e gli approfondimenti per scoprire il fascino della città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C.
Rimando qui chi volesse ulteriori notizie.

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In memoria

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Oggi 23 anni fa in un attentato moriva il giudice Paolo Borsellino.

Desidero dedicare a lui e alla sua scorta questo post perchè la sua figlia cerca di portare avanti l’ideale di suo padre ed è stata al centro proprio in questi giorni di una minaccia concreta…
Poche settimane prima moriva assassinato il suo amico di sempre Giovanni Falcone.
Son questi italiani che mi rendono orgogliosa di essere italiana nonostante tutto.

Fascinosa Mangiapane

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Nota come “la Grotta degli Uffizi”, questa cavità è esibita dalla Sicilia, e in dettaglio, dalla provincia di Trapani. Si tratta della grotta Mangiapane che risulta alta circa 70 metri e profonda 50 e che prende il nome dalla famiglia che l’ha utilizzata fino al 1950. Da grotta è divenuta, nel tempo, villaggio con case basse e vicine l’una all’altra.
Dal 1982 si occupa della grossa cavità l’Associazione Presepe vivente di Custonaci realizzando il più grande evento di valorizzazione dei mestieri e delle tradizioni popolari siciliane, inscritto per tale ragione, dal 2006, nel Registro delle Eredità Immateriali, tra i 100 beni immateriali della Regione Siciliana.

La manifestazione, organizzata dall’ Associazione culturale, giunta alla 34ª edizione, è conosciuta in tutta Italia grazie alla straordinaria suggestività delle immagini, oltre che all’originalità, alla compostezza e al pathos interpretativo dei personaggi, e alle emozioni che riesce a suscitare.

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E se in inverno il luogo è animato, lo stesso vale anche per l’estate quando la grotta Mangiapane ospita il Museo Vivente. Si tratta di un evento etnologico in cui viene raccontato il mondo contadino e non solo. C’è spazio anche per la pastorizia e l’artigianato.  Lo spettatore viene trasportato nella Sicilia degli inizi del secolo con i mestieri e gli utensili originali.

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Lavanda mon amour !

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Una mia passione inveterata è la lavanda. Mia nuora veneta mi ha regalato anche una confezione di questa fantastica pianta che viene lavorata e smerciata a Venzone in Friuli.

Nel video sotto si passeggia nella coltivazione, il raccolto e la commercializzazione della lavanda nella regione Friuli Venezia Giulia.
Il Consorzio Lavanda di Venzone riunisce i coltivatori diretti della lavanda. Sulla Via della Lavanda si incontrano i lavandeti, le casette viola con i prodotti e gli agriturismo con le specialità alimentari alla lavanda.

Cercando notizie sulla lavanda ho trovato questa bella descrizione che mi ha inebriato. Il resto qui.

Lavanda. Lavanda. E ancora lavanda. Chilometri e chilometri di campi riempiti di delicata poesia viola. Lavanda che fa pensare a sedie e tavolini bianchi in ferro battuto, lanterne accese e atmosfere romantiche shabby chic. Lavanda che fa pensare alle strade perse tra la campagna della Provenza. Ma anche no. Perchè in Friuli nel cuore del Parco Naturale delle Prealpi Giulie c’è Venzone, un piccolo delizioso borgo medievale che da anni è diventato il simbolo proprio della bella lavanda e di un progetto dedicato alla sua coltivazione (Associazione Lavanda di Venzone) e al suo recupero.

La Ravello del Boccaccio

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Rinverdisco una scoperta che mi catturò diversi anni or sono.
La presento con le stesse parole del poeta e scrittore toscano..
Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d’Italia; nella quale, assai presso a Salerno, è una costa sopra ’l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la Costa d’Amalfi, piena di picciole città, di giardini e di fontane, e d’uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia, sì come alcuni altri [come pochi altri]; tra le quali città dette n’è una chiamata Ravello, nella quale, come che oggi v’abbia di ricchi uomini, ve n’ebbe già uno il quale fu ricchissimo, chiamato Landolfo Ruffolo; al quale non bastando la sua ricchezza, desiderando di raddoppiarla, venne presso che fatto di perder con tutta quella se stesso.
Costui adunque, sì come usanza suole essere dei mercanti, fatti i suoi avvisi [i suoi calcoli] , comperò un grandissimo legno, e quello tutto di suoi denari caricò di varie mercantie, e andonne con esso a Cipri.
Parola di Boccaccio!!
Ebbene sì, una novella del suo capolavoro è ambientata sulla Costa di Amalfi, a Ravello per la precisione. Si tratta della quarta novella della giornata seconda ed è narrata dalla dolce Lauretta. La sua tessitura si dipana attorno ad una famiglia tra le più accorsate di Ravello, i Rufolo, oggi noti per la villa omonima.

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Per inciso, secoli dopo Ravello era ridotta ad un dimenticato borgo, fregiato solo da rovine illustri. La storia di Villa Rufolo prese una piega singolare nel 1851 grazie all’intervento di uno scozzese, Francis Neville Reid. Per oltre quaranta anni il Nostro era vissuto tra Posillipo e Ravello. Ma anche per Boccaccio era familiare la zona.
Copio da questo sito le seguenti interessanti notizie: banchiere della Compagnia dei Bardi, finanzieri della Corte angioina di Napoli, fra il 1330 e il 1340 Boccaccio visse a contatto della ricca e raffinata società partenopea, composta dalla aristocratica cerchia cortigiana e cavalleresca e dal fiorente ceto mercantesco e bancario. Egli assistette a tornei, a danze fastose, alle popolari sagre musicali di Piedigrotta e partecipò a svagate soste sulle spiagge, elevando a dignità letteraria piccole cronache mondane di vita balneare.