La Ravello del Boccaccio

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Rinverdisco una scoperta che mi catturò diversi anni or sono.
La presento con le stesse parole del poeta e scrittore toscano..
Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d’Italia; nella quale, assai presso a Salerno, è una costa sopra ’l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la Costa d’Amalfi, piena di picciole città, di giardini e di fontane, e d’uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia, sì come alcuni altri [come pochi altri]; tra le quali città dette n’è una chiamata Ravello, nella quale, come che oggi v’abbia di ricchi uomini, ve n’ebbe già uno il quale fu ricchissimo, chiamato Landolfo Ruffolo; al quale non bastando la sua ricchezza, desiderando di raddoppiarla, venne presso che fatto di perder con tutta quella se stesso.
Costui adunque, sì come usanza suole essere dei mercanti, fatti i suoi avvisi [i suoi calcoli] , comperò un grandissimo legno, e quello tutto di suoi denari caricò di varie mercantie, e andonne con esso a Cipri.
Parola di Boccaccio!!
Ebbene sì, una novella del suo capolavoro è ambientata sulla Costa di Amalfi, a Ravello per la precisione. Si tratta della quarta novella della giornata seconda ed è narrata dalla dolce Lauretta. La sua tessitura si dipana attorno ad una famiglia tra le più accorsate di Ravello, i Rufolo, oggi noti per la villa omonima.

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Per inciso, secoli dopo Ravello era ridotta ad un dimenticato borgo, fregiato solo da rovine illustri. La storia di Villa Rufolo prese una piega singolare nel 1851 grazie all’intervento di uno scozzese, Francis Neville Reid. Per oltre quaranta anni il Nostro era vissuto tra Posillipo e Ravello. Ma anche per Boccaccio era familiare la zona.
Copio da questo sito le seguenti interessanti notizie: banchiere della Compagnia dei Bardi, finanzieri della Corte angioina di Napoli, fra il 1330 e il 1340 Boccaccio visse a contatto della ricca e raffinata società partenopea, composta dalla aristocratica cerchia cortigiana e cavalleresca e dal fiorente ceto mercantesco e bancario. Egli assistette a tornei, a danze fastose, alle popolari sagre musicali di Piedigrotta e partecipò a svagate soste sulle spiagge, elevando a dignità letteraria piccole cronache mondane di vita balneare.

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Un pensiero riguardo “La Ravello del Boccaccio

  1. L’ha ribloggato su Alchimiee ha commentato:

    E’ ignoto ai più che una novella del “Decamerone” è legata a filo doppio ad una località campana, oggi meta del turismo internazionale.
    Ripropongo un apporto che ricamai sul tema.

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