La mia isola tidale

Avviso ai naviganti.
Prossimamente su questo schermo tratterò di castelli.

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In dettaglio di questo qui che vorrei visitare presto ( sono stata solo a Capri, lo confesso).
Questa località ( amata dalla cancelliera tedesca in maniera smisurata, ndr) mi è vicina ed è apparentata all’inglese St Michael’s Mount.

Il castello aragonese si erge sul mare, su di un’isola tidale di roccia trachitica

Trachitica per forza, data la genesi della stessa isola.

Per farla breve, l’isolotto deriva da un’eruzione avvenuta oltre 300.000 anni fa.

W  le eruzioni!

Il Cilento che non ti aspetti

La mia zona è nota soprattutto per Palinuro.

Ma c’è dell’altro e lo evidenzio in questo post.

p.s. la calda voce narrante è di mio marito; inoltre la poesia mi è stata donata da Nunzio un caro amico.

p.p.s. la colonna sonora è dettata dal suono di questo organo a canne del 1700 serbato con cura certosina nella chiesa matrice di Gioi Cilento (Sa).

organo

 

Alchimie

Foto degli anni ’60 del secolo scorso

Ho appena inviato al direttore del settimanale “Agire” un  nuovo articolo.

Riguarda San Severino di Centola (Sa), borgo abbandonato cilentano che si affaccia sulla Gola del Diavolo.

Mio marito vi ha effettuato riprese in estate, immagini che, montate, sono state inviate a “Montagne” di Rai Due.

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Il Paradiso è vicino

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Mantengo una promessa.
Sono una donna d’altri tempi che crede a:

  1. la parola data
  2. al senso della dignità dell’uomo
  3. al rispetto
  4. all’onestà  ect ect

Sono valori che vedo calpestati e ignorati.

Culture For

Dopo due mesi e mezzo dalla sua apertura, finalmente ho visitato la mostra Gauguin, racconti dal paradiso. La mostra, allestita al Mudec e prodotta da 24Ore Cultura in collaborazione con Ny Carlsberg Glypotek.

Quest’ultima ospita una delle collezioni più complete al mondo di opere di Paul Gauguin e ha prestato molte di queste al Mudec che, per l’occasione, ha dedicato due stanze all’artista francese dove sono espote 35 sue opere accanto ad altre opere significative di Cezanne e Van Gogh.

In mostra mi aspettavo di trovare molte più opere conosciute di Gauguin, ma la “delusione” iniziale è stata ben presto rimpiazzata dalla curiosità verso un Gauguin che non conoscevo: quadri dal sapore impressionista, dove ancora non si vedono le ampie campiture di colore, le linee nere a definire i contorni e i paesaggi polinesiani ma sono un ritratto dei paesaggi bretoni e dei suoi abitanti…

…ho potuto scoprire anche un…

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Antipasto

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Quella che vogliamo raccontarvi è una piccola storia, tessuta in un piccolo e sconosciuto paese italiano, terra dove Cristo s’è fermato, ma dove giacciono vicende ancora sepolte sotto la coltre della inconsapevolezza storica e della polvere del tempo.

Non è altro che un piccola storia feriale, innestata nel tronco possente di una quercia, quella della grande storia.

E’ avvincente la nostra storia che va, con tante altre storie, nell’alveo di un fiume che ha attraversato i secoli, un corso d’acqua che a volte si inabissa e riemerge più  a valle come un torrente carsico e confluisce nella Storia dei manuali.

Storia di uomini e di donne,  quella che vogliamo raccontarvi, storia di tradizioni e di religiosità, storia di sudore e di gioie, di turbolenze politiche e di condivisione, solidarietà.

Sacco 1

Son vicende portate alla luce da recenti mie ricerche archivistiche che mettono in luce un territorio isolato del salernitano, una zolla di Campania rimasta così come oggi la vediamo: intatta, cristallizzata.

Ferma al 1800.

A Sacco nell’ Alto Cilento son ambientate le vicende che vogliamo raccontarvi. Esse come chicchi di senape sono splendidamente germogliati.

Hanno portato molto frutto nel tempo e nello spazio.

Vincendo la polvere avvolgente del tempo  e le turbolenze delle passioni, la storia di “Angelo e Marianna” è arrivata fino ai nostri giorni.

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