Bentornato Barbablù

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In questo post avevo promesso di trattare un argomento che mi sta a cuore: la restituzione all’Italia delle opere d’arte trafugate.

Barbablù” oggi è tornato a casa. Ossia in Sicilia, in dettaglio ad Enna. Ne ha dato notizia il Corriere del Mezzogiorno.

Già la stupenda Venere di Morgantina, in marmo e calcare, era stata restituita. Il video è esaustivo. L’ opera d’arte fu scolpita nel V secolo a.C. in Sicilia. Si ipotizza il suo autore: un discepolo di Fidia, operante nella Magna Grecia.

Giustizia è fatta.

Qui avevo dato spazio ad un altra importante restituzione.

La Testa di Ade, alias “Barbablù” è databile tra il 400 e il 300 a.C.

Reperto di grande valore artistico, è un “unicum”.

Si tratta di un reperto in terracotta policroma sul quale si possono distinguere tracce di color mattone sui capelli e tracce di blu sulla barba (da qui la denominazione Barbablù).

Qui per approfondimenti.

Il capolavoro venne trafugato attorno ad un Santuario extraurbano sempre in provincia di Enna, a Morgantina. Esportato, il reperto fu illecitamente venduto nel 1985 al Getty Museum nel 1985 da parte di Maurice Tempelsman, collezionista di New York.

Per “Barbablù” il Getty Museum sganciò la “modica” cifra di 500 mila dollari.

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2 pensieri riguardo “Bentornato Barbablù

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