Il perdono e la vendetta

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Indiana mi ha ispirato, con il suo apporto, questo post.

La ringrazio.

Inizio con l’accennare alla parola “PERDONO“. Essa è rinuncia al sentimento di risentimento nei confronti dell’ altro che ci ha offesi o feriti.

E’ un gesto umanitario per mezzo del quale, vincendo il rancore, si rinuncia a ogni forma di rivalsa di punizione o di vendetta.

Gandhi, Maria Teresa di Calcutta, Don MilaniDietrich Bonhoeffer

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Viviamo in un mondo sempre più violento, cattivo, irrispettoso degli altri e della Natura, intollerante, rancoroso.

Quando capiremo che l’odio covato genera rancore ed innesca una spirale senza fine, una escalation.

Di essa abbiamo esempi clamorosi. Uno su tutti, così per capirci: Parigi.

Il 13 e 14 novembre 2015 in terra di Francia venne fatta una carneficina.

Perchè?

Quale è stato movente ?

L’ecatombe, che ha colpito al cuore tutto il mondo, mi ha gettata nello sconforto.

Mi ha pietrificata.

Per giorni son rimasta sbigottita e costernata per quei morti innocenti…

L’ azione di guerriglia è stata scrupolosamente programmata ed è avvenuta il giorno dopo la presunta morte del boia Muhammad Jassim Abdulkarim Olayan al-Dhafiri  criminale e terrorista britannico.

Il resto è STORIA.

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8 thoughts on “Il perdono e la vendetta

  1. Io non parlo di vendette personali,rancori o simili,ma di responsabilità e di giustizia.Un conto è perdonare un amico o qualcuno che ci ha fatto un torto,un altro é perdonare chi uccide i violenta un altro essere vivente. Se un pedofilo osasse toccare uno dei miei figli stai sicura che poi non lo farebbe mai più con nessun altro! Ma non per rancore o vendetta:per giustizia e per evitare che la stessa cosa non capiti mai più a nessun altro.Idem se trovassi quelli che seminano polpette avvelenate in giro:tu perdoneresti chi per pura cattiveria uccide il tuo migliore amico? Io no. Ma non per me,ma per chi ha sofferto per colpa sua. Non siamo noi a dover perdonare,ma le vittime. Chi subisce uno stupro o una violenza può perdonare,se lo ritiene giusto. Per me non esiste nessun perdono in certi casi.E non mi sento affatto prigioniera: solo una giusta giustizia può liberare un animo ferito da una violenza e da una perdita.Con la certezza che così la stessa sofferenza non toccherà ad altri.

    • Ecco, GIUSTIZIA che, come ben sai, si confonde con VENDETTA.

      Dio ci ha dato la vita, Lui ( che ci piaccia o no) è Onnipotente ed è AMORE.
      Noi ce ne crediamo proprietari della vita ricevuta?
      NO, Siamo solo custodi.
      E pure PESSIMI custodi di quel dono che, complici un uomo e una donna, ci permette di godere delle bellezze della natura, degli animali.
      Del cielo stellato, di un quadro, di un’alba..

      Buon pranco Indiana e grazie per la sollecitazione

  2. Mi associo ha ciò che ha scritto indianalakota, il male compiuto deliberatamente, come hanno fatto a Giulio e a tutte le vittime come lui, non può esistere perdono. Ci penserà il Padreterno a perdonare, io no. Giusy

    • Mi fa specie che proprio tu mi lasci queste parole.

      Sono esterrefatta!!!

      Tu che hai un blog che nomina DIO ad ogni piè sospinto e ami Francesco d’Assisi quanto me.

      Se credi davvero come dici nella preghiera, prega per Giulio e per i suoi addoloratissimi genitori.
      E quando vieni da me non scrivere come un fiume in piena!!!!!!

      E’ tua prassi. Mi hai stufato
      ,
      Le parole dette sono come sputi lanciati al cielo: ti ritornano in faccia.

      Quando si scrive off e on line bisogna unire il cuore e il cervello, sennò si scrivono CAZZATE

      Buon pranzo!

  3. Purtroppo io parlo da Cattolico non praticante, credente semmai negli insegnamenti di Gesù Cristo il quale in altrettanti suoi atti ribadì che il perdono è uno dei pilastri del Buon Cristiano.
    La giustizia divina va interpretata e non assunta come dogma che prelude alla distruzione del peccatore. Primo perché, lo ribadisco, gli Evangelisti hanno riportato la vita e le opere di Gesù avendo bene in mente che uno dei mezzi più rapidi per fare proselitismo era suscitare e disseminare paura. Per esempio delle fiamme dell’Inferno, di cui Gesù mi pare non parli mai. Se sei Cristiano perdoni i tuoi carnefici come lui perdonò, e pregò perfino, per i propri nel momento in cui lo crocifissero. Eppure in nome del Signore è nata la Santa Inquisizione! Ci sono stati i Papi condottieri di eserciti in battaglia e padri di figli illegittimi! Oppositori mandati a morte sugli spalti di Castel Sant’Angelo!
    Secondo. Mi ricordo il film “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino. Uno dei due killer al soldo di un boss della mala, prima di uccidere il malcapitato di turno gli recita un passo delle Sacre Scritture (in realtà è un collage di frasi tratte qua e là dalle stesse):
    Ezechiele 25:17. “Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.”
    Ma davvero vorremmo credere a un Dio così? Un Dio che mi vuole a “sua immagine e somiglianza” ma è pronto a mettermi davanti al plotone di esecuzione come qualsiasi altro criminale abitante la Terra?
    No. Porgi l’altra guancia. Questo è l’insegnamento. E, come dice Marzia, taci, raccogliti in silenzio e se hai fede, prega per le vittime di tali tragedie. Tutte le vittime.
    Buonanotte.
    Piero

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