Sorella morte?

vita
Alla fine di febbraio ho aderito ad una raccolta di firma promossa dalla Comunità di Sant’Egidio.
Per chi non la conoscesse rimando a questo link.

Ho grande stima per Andrea Riccardi, suo fondatore e per una realtà che ( come tante)  opera a favore del dialogo, della costruzione di ponti fra gli uomini e per difendere la vita.

Dopo la mia firma mi han contattato e mi han chiesto un articolo sulla pena di morte.

Agli inizi di marzo gliel’ho redatto.

I dati forniti da “Nessuno tocchi Caino” son esaustivi di una tendenza che, ci auguriamo, diminuisca fino a scomparire.

Il mio pezzo lo si può leggere qua.

Sconsiglio caldamente la lettura a chi ritiene necessario dare la morte ai propri simili.

Ne lascio solo l’incipit..

Oggi sembriamo tutti o quasi essere avvezzi alla morte e ai suoi corollari. Sembra esserci familiare. Addirittura nelle sale cinematografiche questo traguardo finale che tutti attende è celebrato da film dove sangue, crimini violenti, efferatezze e situazioni macabre si susseguono senza soluzione di continuità.
In passato la morte veniva esorcizzata in vario modo insieme al malocchio. Al Sud come al Nord si mettevano e mettono in scena eventi che la pongono al centro ( o che sono votati,ndr)  per addomesticarla.

mappa-generale-luglio2012
Dati del 2012

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10 pensieri riguardo “Sorella morte?

  1. Ho sempre pensato che la pena di morte non è altro che una forma di controllo sociale, se non addirittura una subdola forma di eugenetica aggressiva: non si seleziona la razza o la specie, si estirpano deliberatamente e in modo perverso i suoi elementi ritenuti meno utili. Del resto, se non ci fosse una concezione del genere, non mi spiegherei altrimenti il sadismo dell’iniezione letale o della sedia elettrica.

  2. Io sono favorevole alla pena di morte, in certi casi:credo che bisogni tutelare Abele e non Caino. Ci sono persone talmente perverse,sadiche e crudeli che non potranno mai essere recuperate. Anche perché tornerebbero subito a rifare quello che facevano prima. Faccio un esempio,il primo che mi viene in mente:Mario Alessi,il bastardo che ha ucciso il piccolo Tommaso a Parma una decina di anni fa.Un mostro che ha rapito un bambino piccolo,ammalato,portandolo via ai suoi genitori.E poi li ha ucciso a vangate perché piangeva! Ecco:per me una merda così non merita di vivere

    1. E tu chi sei per decidere della vita e della morte, Indiana?
      Siamo Dio..insomma, questo è quanto stai testimoniando.
      Io son indignata, amareggiata, come giornalista leggo cose orrende, ma non mi ritengo Dio da poter decidere su un altro: se lui è un assassino lo diventa chiunque decide per la sua morte.
      Chiamasi vendetta.
      Null’altro

      1. Come sai io non credo in Dio. Se c’è qualcuno o qualcuna di là,sua é la legge dell’aldilà.Ma mentre siamo in vita é nostra la responsabilità di tutelare i più deboli e indifesi. In Natura chi sbaglia paga.E spesso con la vita. E se eliminando un assassino si possono salvare vite che avrebbe ucciso,o violentato o comunque guastato una volta libero allora vale la pena sporcarsi le mani. Nessuno ha detto a certa gente di fare del male agli altri:é una loro libera scelta. Sanno che la dovranno pagare. Invece gli innocenti che subiscono violenza e vengono privati della vita non lo scelgono. Il marcio va tolto dalla società per il bene di tutti. E non è la legge di nessun Dio:é quella della Natura.

        1. Indiana, mi pare infruttuoso risponderti.
          E’ evidente che siamo su due linee parallele che non si possono incontrare.
          Conosco quanto leggo da te e quando non concordo mi limito a saltare il post.
          Costruire è arduo. Distruggere facile e pure comodo.
          Meglio muri che ponti per molti.
          Io sono per i ponti,
          E’ questione di stile.
          Poi ognuno si regola secondo l’educazione ricevuta o la formazione.
          La polemica fine a se stessa non mi interessa; nè connota positivamente la persona.
          Buona giornata

  3. So che mi tirerò dietro l’ira collettiva ma sento la necessità di dire la mia … Desiderare la morte di un essere umano é qualcosa di terribile e disumano, qualcosa di cui nessuno potrebbe mai andar fiero, questo pensiero credo unisca tutti. Esiste, in ogni caso, un però che pesa come un macigno, una ferita che resta sempre aperta e urla non vendetta ma giustizia. Quanti torturatori, assassini del corpo o anche della sola anima hanno avuto modo di ripetere più volte lo stesso male? Pene poco severe e mai scontate fino alla fine? Forse … Ma se uccidi a 20 anni e a 30 sei fuori, se uccidi a 50 e a 60 ridevi il cielo oltre le grate, se sei un mostro hai modo di trovare nuova carne da macello. Taluni delitti, e lo dico con sofferenza, si interrompono solo con la fine della vita di chi li compie. Foffo e Prato meritano clemenza? Luca Varani non deve essere un nome senza anima, un involucro vuoto morto per saziare la follia di due persone senza Dio. Chi infligge morte e sputa sulla vita , non merita più di viverla. Perdonatemi …

  4. Ciao Marzia. Pienamente d’accordo ad essere contro la pena di morte, per i motivi espressi da te e non solo, e poi..e poi, la pena di morte NON E’ un DETERRENTE. E poi, il condannato e’ un CAPRO ESPIATORIO; in America, ad esempio, una esecuzione ogni ” tot” anni per un delitto di cui se ne commettono decine al giorno (e paga uno per tutti). Ciao.

    Marghian

    1. Concordo in toto.
      Io mi ci ritrovo perchè ho redatto un pezzo che mi è stato chiesto e perchè è un tema per me molto delicato.
      Viviamo in un reale che preferisce la morte alla vita.
      Morte che prende vari volti: violenza, odio, sopraffazione.
      Ma pochi ne son coscienti.
      Chiamano GIUSTIZIA quello che è vendetta.
      Io credo che l’uomo del III millennio debba ritrovare la sua unità e riconoscere quella verticalità senza la quale non può esserci una vita piena.
      Ciao e grazie della attenzione

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