Lo scandaloso Courbert

Con la pioggia che sta cadendo, scenario  che si adatta al mio malumore, cosa c’è di meglio dell’erotismo? 

Cercando nel mio archivio ho rinvenuto un post che avevo dimenticato, dedicato ad un pittore che fu scandaloso ma che rappresentò meglio di altri la corrente realista, Gustave Courbet, artista che ha voluto come me la libertà come principio cardine della sua vita.

Ho cinquant’anni ed son sempre vissuto libero; lasciatemi finire libero la mia vita; quando sarò morto voglio che questo si dica di me: Non ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa, di alcuna istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema: l’unica cosa a cui è appartenuto è stata la libertà.”

Alchimie

Ildipintoche principia il post è arcinoto e venne commissionato all’artista franceseGustave Courbetda Khalil-Bey, nientedimeno che diplomatico turco e ambasciatore dell’impero ottomano ad Atene.

E non fu il solo dipinto scandaloso del pittore francese.

Ma a cosa serviva un’opera tanto esplicita? Ad arricchire una collezione particolare nella quale faceva parte anche “Il bagno turco” di  Jean-Auguste-Dominique Ingres.

Le_Bain_Turc,_by_Jean_Auguste_Dominique_Ingres,_from_C2RMF_retouched

Il diplomatico turco era un “buongustaio” che non si faceva mancar nulla.

Un ascolto mi ha fatto arrivare a questo approfondimento che mette in luce la corrente del realismo francese.

Aggiungo, per chi non lo sapesse, che la nascita della fotografia decretò la morte del naturalismo in pittura.

Ma quell’esigenza di verità, che allora si accompagnava al desiderio di giustizia e di libertà, ancora oggi fa scandalo. Un caso esemplare è quello dell’opera di Gustave Courbet che fu realista fin nelle midolla.

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7 pensieri riguardo “Lo scandaloso Courbert

  1. Questo uomini hanno potuto scegliere; la donna cui solo una parte del corpo è considerata in questo dipinto, molto probabilmente no.
    Tra le righe del romanzo “Nanà” del quasi-contemporaneo Emile Zola si può leggere l’esistenza orrenda delle prostitute nella Francia dell’Ottocento, non molto diversa da quella delle ragazze schiave che vediamo nelle nostre periferie: in gran parte costrette dalla miseria a vendere il proprio corpo, praticamente alla mercé di chiunque, e soprattutto di uno Stato (quello francese, ma valeva anche per l’Italia) che toglieva loro i documenti, e le inseriva in un apposito schedario marchiandole a vita.

    1. Federica, ho mia suocera in fin di vita e forse questa mia condizione psicologica mi impedisce di capire la prima parte del tuo commento.
      Potresti esplicitar meglio il tuo pensiero?

      1. Semplicemente che secondo me bisogna stare attenti a lasciarci incantare dalla spregiudicatezza di personaggi come Courbet, dato che nella maggior parte dei casi non sappiamo cosa ne pensasse chi permetteva loro di vivere questa spregiudicatezza. Donne che si prestavano a fare anche da modelle, da cantanti o ballerine in teatri-bordello e in cafè-chantant, semplici oggetti nelle mani degli uomini, delle quali chiunque poteva fare quel che voleva nel silenzio e nella noncuranza generale. Perfino una “escort” ricchissima e frequentata da pezzi grossi come Valtesse de la Bigne (la modella di Manet, per intenderci) era finita “nel giro” perché violentata a tredici anni.

        1. Non mi meraviglia questa tua esternazione : ormai conosco i tuoi limiti.
          Eppure leggendo tra le righe di questa mia scelta avresti potuto capire…
          E capirmi, ma non ti è stata data questa possibilità, evidentemente
          Dovresti sapere, del resto, che eros e thanatos son due facce della stessa medaglia e, avendo un pò di intelligenza , di apertura mentale avresti potuto comprendere che ho voluto questo post deliberatamente per sopravvivere psicologicamente ad un momento molto grave nel quale la preghiera non mi serve.
          Tu sei capace di avvolgerti nel caldo mantello di un Dio che ti aiuta.
          Io non più.
          Buona giornata

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